Non cercare le apparenze; possono ingannare. Non
cercare la salute, anche quella può affievolirsi. Cerca qualcuno che ti faccia
sorridere perché ci vuole solo un sorriso, per far sembrare brillante una
giornataccia. Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. Ci sono momenti nella
vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai
tuoi sogni per abbracciarlo davvero! Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii
ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose
che vuoi fare. Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza
sufficiente a renderti felice. Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti
senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. Le più felici delle
persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il
meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. La felicità è ingannevole per
quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così
possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
Martin Luther King Jr.
André Trocmé, un pastore
pacifista

Negli anni dello sterminio degli ebrei in
Europa, gli abitanti di un piccolo villaggio francese, Le Chambon-sur-Lignon,
diedero rifugio a cinquemila persone. In quell’angolo di mondo prese
corpo una “cospirazione del bene”, guidata dal pastore riformato
André Trocmé.
Paolo Tognina
Tutto cominciò una notte
dell’inverno 1940-41 quando qualcuno bussò alla porta di André Trocmé,
pastore riformato di Le Chambon-sur-Lignon. Quando aprì, si trovò di fronte una
donna, affamata e infreddolita. Era una profuga, ebrea, in fuga dai nazisti,
che cercava un riparo.
A quel gesto di accoglienza fece
seguito un’intensa attività di aiuto a favore di migliaia di persone
perseguitate dal governo francese di Vichy e dall’occupante nazista. Gli
abitanti di Chambon diedero ospitalità a circa cinquemila profughi ebrei, li
ospitarono, si presero cura di loro, si occuparono dell’educazione dei
bambini, organizzarono la fuga di centinaia di ebrei verso la Svizzera e la
Spagna.
André Trocmé, aiutato dalla moglie
e coadiuvato dal collega pastore Édouard Theis, fu la guida spirituale e morale
del villaggio. Era nato nel 1901, in una famiglia dalle radici ugonotte e
tedesche. Nella sua formazione era stato profondamente colpito dalla
testimonianza, ricevuta da adolescente, negli anni della prima guerra mondiale,
di un soldato tedesco obiettore di coscienza. Divenuto pacifista, decise di
andare a Le Chambon, in una regione discosta, per poter liberamente vivere la
propria scelta non-violenta. Nel 1938 fu tra i fondatori di una scuola
pacifista internazionale a Le Chambon. E quando una personalità di spicco del
protestantesimo francese chiamò Trocmé, durante la guerra, chiedendogli di
smettere la sua attività di aiuto a favore degli ebrei – attività che,
riteneva, avrebbe danneggiato i protestanti in Francia – egli rispose con
un categorico rifiuto.
André Trocmé mostrò agli abitanti
di Le Chambon una via pratica ed efficace di resistenza a Vichy e ai nazisti.
Il personale della scuola rifiutò di prestare giuramento di incondizionata
fedeltà al capo dello stato e la campana della chiesa non suonò – trasgredendo
l’ordine ricevuto – in occasione dell’anniversario della
presa di potere del maresciallo Pétain. Trocmé rispose a tutte le richieste che
gli furono rivolte di mettere in salvo o trovare un riparo per gli ebrei in
fuga, anche se questo comportava dei pericoli per lui, per la sua famiglia e
per i membri della sua chiesa.
I profughi erano accolti nelle case
degli abitanti del villaggio, nelle fattorie, negli edifici scolastici. E
quando c’erano dei rastrellamenti, venivano mandati nei boschi.
Le autorità di Vichy intuirono
presto quello che stava succedendo a Le Chambon – del resto non sarebbe
stato possibile tenere completamente nascosti i movimenti di tante persone. Ma
quando chiesero esplicitamente di cessare ogni aiuto ai profughi, il pastore rispose:
“Queste persone sono venute da me in cerca di aiuto e rifugio. Io sono il
loro pastore. Un pastore non abbandona il suo gregge. Non so che cosa sia un
ebreo. Conosco soltanto esseri umani”.
Nell’estate del 1942, degli
autobus della polizia di Vichy arrivarono a Le Chambon. Il capitano di polizia
chiese a Trocmé una lista completa dei nomi dei rifugiati presenti nel
villaggio e l’immediata consegna dei profughi. La lista non fu consegnata
e l’indomani gli autobus della polizia se ne andarono, vuoti.
André Trocmé fu arrestato e
minacciato, ma non firmò l’impegno a seguire le direttive del governo
relative all’atteggiamento da assumere nei confronti degli ebrei. Suo
cugino, Daniel, fu arrestato e internato nel campo di concentramento di
Majdanek, dove fu ucciso. Sul finire della guerra, André Trocmé dovette passare
nella clandestinità, per evitare l’arresto da parte dei nazisti.
Nel 1990 i cittadini di Le
Chambon-sur-Lignon sono entrati nella lista dei Giusti delle nazioni e la loro
opera è stata riconosciuta da Yad Vashem e dalla Holocaust Martyrs’ and
Heroes’ Remembrance Authority di Gersalemme. E nell’estate del 2004
il presidente francese Jacques Chirac si è recato a Le Chambon, in visita
ufficiale, per rendere omaggio al coraggio di chi salvò tante vite umane.
Tratto da Voce evangelica (CH)
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La solidarietà di Ecumenici http://uk.groups.yahoo.com/group/LeonhardRagaz/
alle vittime del fascismo paramilitare in sud America
ASSASSINATO PEDRO JAIME MOSQUERA, VICEPRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE CONTADINA DI ARAUCA
E' con immenso dolore e straripante rabbia che apprendiamo del vile e
terrorista assassinio del vicepresidente dell'Associazione Contadina di Arauca,
Pedro Jaime Mosquera Cosme, avvenuto nelle ultime ore in una non meglio
precisata località della frontiera colombo- venezuelana.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Pedro Jaime nel 2002, in occasione di un suo tour in Europa che l'aveva portato, nell'ambito della Campagna europea
"Un'Altra Colombia è Possibile!", in diversi paesi e città quale
degno rappresentante della martoriata popolazione contadina e rurale di Arauca.
Migliaia di compagni, amici e persone comuni hanno conosciuto, grazie a
"Pepe", la lotta dei contadini colombiani per la Nuova Colombia, in
pace e con giustizia sociale,
condotta attraverso la mobilitazione popolare, la moltiplicazione del movimento
cooperativo e dei progetti sostenibili nelle campagne araucane e non, la
battaglia per la riforma agraria e contro le nefaste fumigazioni del Plan
Colombia, le iniziative incessanti contro il terrorismo di Stato e per la
difesa dei diritti umani a 360
gradi, intesi cioè come diritti sociali, politici, economici e culturali.
Qui in Italia, moltissimi ricorderanno Pedro Jaime mentre raccontava le sue
esperienze personali e collettive, di lotta e di ricerca di un'alternativa, ai
ragazzi ed alle ragazze del liceo scientifico di Bussoleno, nella Val Susa (Piemonte);
e lo ricorderanno dialogando col movimento sindacale, a Torino ed in altre
città, così come in assemblee pubbliche ed incontri, da Milano a Perugia, da
Reggio Emilia ad Ascoli Piceno, da Vercelli a Roma. E lo ricorderanno le più di
5000 persone che, in un capannone strapieno di Firenze durante l'assemblea
plenaria sull'America Latina del Forum Sociale Europeo del 2002, sentirono
vibrare la voce di Pedro mentre denunciava la persecuzione scientifica e
sistematica, ai danni del popolo colombiano, da parte dei governi di turno e
dell'imperialismo gringo.
Dopo l'arresto di diversi dirigenti dell'Associazione Contadina di Arauca, tra
cui la sua presidentessa Luz Perly Córdoba, sulla base di artate e pretestuose
accuse, e dopo l'eliminazione fisica di migliaia di colombiani da parte del
regime narco-fascista del paramilitare Uribe Vélez, il crimine che ci ha
strappato Pepe, ma che non farà arretrare la nostra lotta per la Nuova
Colombia, non deve restare impunito!
Chiediamo a tutti i comitati, le associazioni, le forze sindacali, i centri
sociali, le ong, le organizzazioni ed il movimento contro la guerra in
generale, così come a tutti coloro che hanno conosciuto Pedro Jaime e, bevendo
insieme a lui dalla fonte della resistenza legittima dei popoli, accresciuto la
propria sete di pace con
giustizia sociale, di mandare messaggi di solidarietà all'Associazione
Contadina di Arauca (perly1122@...
) o di inviarli all'Associazione Nuova Colombia (nuovacolombia@... ), che
provvederà a tradurli ed a farli pervenire ai compagni e familiari di Pedro
Jaime.
7 ottobre 2004
ASSOCIAZIONE nazionale NUOVA COLOMBIA
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Indymedia sotto attacco: è urgente ripristinare le condizioni di libertà di pensiero e di espressione!
Giovedi' 7
Ottobre 2004, alle 18 circa, l'FBI si e' presentata presso la sede inglese di
Rackspace, l'azienda presso la quale risiedono i server che ospitano molti siti
locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org.
Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine ed hanno preteso la
consegna dei dischi, portandoseli quindi via.
Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno
portato a questa operazione.
Siamo in attesa di tornare online con una macchina di riserva, avendo
attualmente perso molto del materiale presente su indymedia.
Per ulteriori informazioni non possiamo che invitarvi a chiedere al Federal Bureau of Investigation a info@...
:::ULTIM'ORA:::
lanci di agenzia ripresi da giornali e quotidiani on line battono la
notizia che a richiedere il sequestro degli hard disk sarebbero stati i governi
di Italia e Svizzera
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Ginevra: chiesa licenzia 11 pastori. Licenziamo la chiesa riformata?
25 settembre 2004 (ve/agenzie) A causa della
diminuzione delle entrate, la Chiesa protestante di Ginevra vive da alcuni anni
una precaria situazione finanziaria. Il deficit annuale della chiesa si aggira
intorno a 1,5 milioni di franchi (il budget ordinario della chiesa è di circa
14,5 milioni di franchi). Finora il deficit è stato coperto mediante la vendita
di alcuni immobili. Nel giugno 2004 il Concistoro ginevrino ha deciso di
ricorrere al licenziamento di alcuni pastori per cercare di riequilibrare la
situazione economica. Giunto alla conclusione che il budget attuale permette di
mantenere 60 pastori (11 in meno di quelli attualmente impiegati), il
Concistoro ha deciso di procedere ad alcuni licenziamenti. 11 pastori
lasceranno il loro incarico il 31 marzo 2005. Nei giorni scorsi le autorità
ecclesiastiche hanno comunicato la decisione, hanno proceduto a una serie di
colloqui con i pastori licenziati e li hanno informati delle misure che la
chiesa intende adottare per accompagnarli in questa non facile fase.
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E Don Verzé spiazza il protestantesimo… Conservatori in metamorfosi.
Il prossimo
Papa riapra il dibattito sul celibato sacerdotale, sull'ordinazione alle donne,
sulla possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati, sull'uso della
pillola e del preservativo, la procreazione assistita e per un maggiore
coinvolgimento dei laici nelle scelte delle gerarchie.
Ci vuole anche più democraticità nella Chiesa. Don Luigi Verzé, il sacerdote
che ha fondato il San Raffaele di Milano, nella sua biografia che è appena
stata pubblicata col titolo "Pelle per pelle" parla dei nodi che
vorrebbe vedere inseriti nell'agenda del successore di Giovanni Paolo II. Secondo
il sacerdote milanese «il nuovo pontefice è universalmente atteso per rivedere
coraggiosamente, da padre universale, le decisioni tradizionali su argomenti
difficili».
Compreso il tema della bioetica poiché, scrive Verzé, «non si può sonnecchiare
accontentandosi di divieti contro una scienza biologica che irresistibilmente
corre». Nella sua idea di Chiesa don Verzé vede certamente anche meno
centralismo romano: «c'è un eccesso di rappresentanza della Chiesa di Roma, che
sembra identificata con la Chiesa in assoluto.
Occorre che la base, ossia tutte le Chiese locali, abbiano la loro autonomia e
assumano la propria responsabilità di rappresentare il cristianesimo nella
situazione anche di costume e culturale in cui vivono. Certamente alcune
indicazioni che vengono dal centro sono importanti ma occorrerebbe che fossero
elaborate con l'apporto di tutti».
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