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LeonhardRagaz · Leonhard.Ragaz.Group
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La cospirazione del bene e quella del male   Message List  
Reply | Forward Message #185 of 212 |
Non cercare le apparenze; possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso, per far sembrare brillante una giornataccia. Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice. Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.

Martin Luther King Jr.

 

 

 

 

 

André Trocmé, un pastore pacifista

 



Negli anni dello sterminio degli ebrei in Europa, gli abitanti di un piccolo villaggio francese, Le Chambon-sur-Lignon, diedero rifugio a cinquemila persone. In quell’angolo di mondo prese corpo una “cospirazione del bene”, guidata dal pastore riformato André Trocmé.

Paolo Tognina

Tutto cominciò una notte dell’inverno 1940-41 quando qualcuno bussò alla porta di André Trocmé, pastore riformato di Le Chambon-sur-Lignon. Quando aprì, si trovò di fronte una donna, affamata e infreddolita. Era una profuga, ebrea, in fuga dai nazisti, che cercava un riparo.
A quel gesto di accoglienza fece seguito un’intensa attività di aiuto a favore di migliaia di persone perseguitate dal governo francese di Vichy e dall’occupante nazista. Gli abitanti di Chambon diedero ospitalità a circa cinquemila profughi ebrei, li ospitarono, si presero cura di loro, si occuparono dell’educazione dei bambini, organizzarono la fuga di centinaia di ebrei verso la Svizzera e la Spagna.
André Trocmé, aiutato dalla moglie e coadiuvato dal collega pastore Édouard Theis, fu la guida spirituale e morale del villaggio. Era nato nel 1901, in una famiglia dalle radici ugonotte e tedesche. Nella sua formazione era stato profondamente colpito dalla testimonianza, ricevuta da adolescente, negli anni della prima guerra mondiale, di un soldato tedesco obiettore di coscienza. Divenuto pacifista, decise di andare a Le Chambon, in una regione discosta, per poter liberamente vivere la propria scelta non-violenta. Nel 1938 fu tra i fondatori di una scuola pacifista internazionale a Le Chambon. E quando una personalità di spicco del protestantesimo francese chiamò Trocmé, durante la guerra, chiedendogli di smettere la sua attività di aiuto a favore degli ebrei – attività che, riteneva, avrebbe danneggiato i protestanti in Francia – egli rispose con un categorico rifiuto.
André Trocmé mostrò agli abitanti di Le Chambon una via pratica ed efficace di resistenza a Vichy e ai nazisti. Il personale della scuola rifiutò di prestare giuramento di incondizionata fedeltà al capo dello stato e la campana della chiesa non suonò – trasgredendo l’ordine ricevuto – in occasione dell’anniversario della presa di potere del maresciallo Pétain. Trocmé rispose a tutte le richieste che gli furono rivolte di mettere in salvo o trovare un riparo per gli ebrei in fuga, anche se questo comportava dei pericoli per lui, per la sua famiglia e per i membri della sua chiesa.
I profughi erano accolti nelle case degli abitanti del villaggio, nelle fattorie, negli edifici scolastici. E quando c’erano dei rastrellamenti, venivano mandati nei boschi.
Le autorità di Vichy intuirono presto quello che stava succedendo a Le Chambon – del resto non sarebbe stato possibile tenere completamente nascosti i movimenti di tante persone. Ma quando chiesero esplicitamente di cessare ogni aiuto ai profughi, il pastore rispose: “Queste persone sono venute da me in cerca di aiuto e rifugio. Io sono il loro pastore. Un pastore non abbandona il suo gregge. Non so che cosa sia un ebreo. Conosco soltanto esseri umani”.
Nell’estate del 1942, degli autobus della polizia di Vichy arrivarono a Le Chambon. Il capitano di polizia chiese a Trocmé una lista completa dei nomi dei rifugiati presenti nel villaggio e l’immediata consegna dei profughi. La lista non fu consegnata e l’indomani gli autobus della polizia se ne andarono, vuoti.
André Trocmé fu arrestato e minacciato, ma non firmò l’impegno a seguire le direttive del governo relative all’atteggiamento da assumere nei confronti degli ebrei. Suo cugino, Daniel, fu arrestato e internato nel campo di concentramento di Majdanek, dove fu ucciso. Sul finire della guerra, André Trocmé dovette passare nella clandestinità, per evitare l’arresto da parte dei nazisti.
Nel 1990 i cittadini di Le Chambon-sur-Lignon sono entrati nella lista dei Giusti delle nazioni e la loro opera è stata riconosciuta da Yad Vashem e dalla Holocaust Martyrs’ and Heroes’ Remembrance Authority di Gersalemme. E nell’estate del 2004 il presidente francese Jacques Chirac si è recato a Le Chambon, in visita ufficiale, per rendere omaggio al coraggio di chi salvò tante vite umane.

 

 

Tratto da Voce evangelica (CH)

 

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La solidarietà di Ecumenici  http://uk.groups.yahoo.com/group/LeonhardRagaz/ alle vittime del fascismo paramilitare in sud America


 

ASSASSINATO PEDRO JAIME MOSQUERA, VICEPRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE CONTADINA DI ARAUCA



E' con immenso dolore e straripante rabbia che apprendiamo del vile e terrorista assassinio del vicepresidente dell'Associazione Contadina di Arauca, Pedro Jaime Mosquera Cosme, avvenuto nelle ultime ore in una non meglio precisata località della frontiera colombo- venezuelana.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Pedro Jaime nel 2002, in occasione di un suo tour in Europa che l'aveva portato, nell'ambito della Campagna europea "Un'Altra Colombia è Possibile!", in diversi paesi e città quale degno rappresentante della martoriata popolazione contadina e rurale di Arauca. Migliaia di compagni, amici e persone comuni hanno conosciuto, grazie a "Pepe", la lotta dei contadini colombiani per la Nuova Colombia, in pace e con giustizia sociale,
condotta attraverso la mobilitazione popolare, la moltiplicazione del movimento cooperativo e dei progetti sostenibili nelle campagne araucane e non, la battaglia per la riforma agraria e contro le nefaste fumigazioni del Plan Colombia, le iniziative incessanti contro il terrorismo di Stato e per la difesa dei diritti umani a 360
gradi, intesi cioè come diritti sociali, politici, economici e culturali.

Qui in Italia, moltissimi ricorderanno Pedro Jaime mentre raccontava le sue esperienze personali e collettive, di lotta e di ricerca di un'alternativa, ai ragazzi ed alle ragazze del liceo scientifico di Bussoleno, nella Val Susa (Piemonte); e lo ricorderanno dialogando col movimento sindacale, a Torino ed in altre città, così come in assemblee pubbliche ed incontri, da Milano a Perugia, da Reggio Emilia ad Ascoli Piceno, da Vercelli a Roma. E lo ricorderanno le più di 5000 persone che, in un capannone strapieno di Firenze durante l'assemblea plenaria sull'America Latina del Forum Sociale Europeo del 2002, sentirono vibrare la voce di Pedro mentre denunciava la persecuzione scientifica e sistematica, ai danni del popolo colombiano, da parte dei governi di turno e dell'imperialismo gringo.

Dopo l'arresto di diversi dirigenti dell'Associazione Contadina di Arauca, tra cui la sua presidentessa Luz Perly Córdoba, sulla base di artate e pretestuose accuse, e dopo l'eliminazione fisica di migliaia di colombiani da parte del regime narco-fascista del paramilitare Uribe Vélez, il crimine che ci ha strappato Pepe, ma che non farà arretrare la nostra lotta per la Nuova Colombia, non deve restare impunito!

Chiediamo a tutti i comitati, le associazioni, le forze sindacali, i centri sociali, le ong, le organizzazioni ed il movimento contro la guerra in generale, così come a tutti coloro che hanno conosciuto Pedro Jaime e, bevendo insieme a lui dalla fonte della resistenza legittima dei popoli, accresciuto la propria sete di pace con
giustizia sociale, di mandare messaggi di solidarietà all'Associazione Contadina di Arauca (perly1122@... ) o di inviarli all'Associazione Nuova Colombia (nuovacolombia@... ), che provvederà a tradurli ed a farli pervenire ai compagni e familiari di Pedro Jaime.


7 ottobre 2004

ASSOCIAZIONE nazionale NUOVA COLOMBIA

 

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Indymedia sotto attacco: è urgente ripristinare le condizioni di libertà di pensiero e di espressione!

Giovedi' 7 Ottobre 2004, alle 18 circa, l'FBI si e' presentata presso la sede inglese di Rackspace, l'azienda presso la quale risiedono i server che ospitano molti siti locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org.
Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine ed hanno preteso la consegna dei dischi, portandoseli quindi via.
Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno portato a questa operazione.
Siamo in attesa di tornare online con una macchina di riserva, avendo attualmente perso molto del materiale presente su indymedia.
Per ulteriori informazioni non possiamo che invitarvi a chiedere al Federal Bureau of Investigation a info@...

 

:::ULTIM'ORA:::  


lanci di agenzia ripresi da giornali e quotidiani on line battono la notizia che a richiedere il sequestro degli hard disk sarebbero stati i governi di Italia e Svizzera

 

 

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Ginevra: chiesa licenzia 11 pastori. Licenziamo la chiesa riformata?


25 settembre 2004 (ve/agenzie) A causa della diminuzione delle entrate, la Chiesa protestante di Ginevra vive da alcuni anni una precaria situazione finanziaria. Il deficit annuale della chiesa si aggira intorno a 1,5 milioni di franchi (il budget ordinario della chiesa è di circa 14,5 milioni di franchi). Finora il deficit è stato coperto mediante la vendita di alcuni immobili. Nel giugno 2004 il Concistoro ginevrino ha deciso di ricorrere al licenziamento di alcuni pastori per cercare di riequilibrare la situazione economica. Giunto alla conclusione che il budget attuale permette di mantenere 60 pastori (11 in meno di quelli attualmente impiegati), il Concistoro ha deciso di procedere ad alcuni licenziamenti. 11 pastori lasceranno il loro incarico il 31 marzo 2005. Nei giorni scorsi le autorità ecclesiastiche hanno comunicato la decisione, hanno proceduto a una serie di colloqui con i pastori licenziati e li hanno informati delle misure che la chiesa intende adottare per accompagnarli in questa non facile fase.

 

 

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E Don Verzé spiazza il protestantesimo… Conservatori in metamorfosi.

 

Il prossimo Papa riapra il dibattito sul celibato sacerdotale, sull'ordinazione alle donne, sulla possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati, sull'uso della pillola e del preservativo, la procreazione assistita e per un maggiore coinvolgimento dei laici nelle scelte delle gerarchie.
Ci vuole anche più democraticità nella Chiesa. Don Luigi Verzé, il sacerdote che ha fondato il San Raffaele di Milano, nella sua biografia che è appena stata pubblicata col titolo "Pelle per pelle" parla dei nodi che vorrebbe vedere inseriti nell'agenda del successore di Giovanni Paolo II. Secondo il sacerdote milanese «il nuovo pontefice è universalmente atteso per rivedere coraggiosamente, da padre universale, le decisioni tradizionali su argomenti difficili».
Compreso il tema della bioetica poiché, scrive Verzé, «non si può sonnecchiare accontentandosi di divieti contro una scienza biologica che irresistibilmente corre». Nella sua idea di Chiesa don Verzé vede certamente anche meno centralismo romano: «c'è un eccesso di rappresentanza della Chiesa di Roma, che sembra identificata con la Chiesa in assoluto.
Occorre che la base, ossia tutte le Chiese locali, abbiano la loro autonomia e assumano la propria responsabilità di rappresentare il cristianesimo nella situazione anche di costume e culturale in cui vivono. Certamente alcune indicazioni che vengono dal centro sono importanti ma occorrerebbe che fossero elaborate con l'apporto di tutti».

 

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Sat Oct 9, 2004 7:25 am

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Oct 9, 2004
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