Non ci meraviglia che il mondo cattolico e evangelico tradizionalista si siano stretti intorno all’attuale Ministro dell’Istruzione Moratti per l’abolizione della teoria evoluzionista di Darwin dagli argomenti delle materie d’insegnamento per i giovani studenti. Si scambia la Bibbia ebraica per un libro di testo di Scienze naturali. L’attacco è diretto, frontale e senza dubbio oscurantista e medioevale.
Il Canone ebraico rimane invece una elaborazione composita e stratificata nel corso dei secoli che risente delle differenti posizioni teologiche maturate nel tempo, con almeno tre diverse scuole di riferimento: la Scrittura è stata continuamente rivista e aggiornata sulla base della sola interpretazione teologica. Chi nega questo carattere fondamentale nega non solo la dignità alla Scienza ma soprattutto nega il carattere religioso del testo, attribuendogli finalità e funzioni non proprie.
Quello che ci preoccupa seriamente è in ogni caso il silenzio delle chiese protestanti storiche sulla vicenda e delle c.d. menti illuminate del cattolicesimo progressista. Dove sono e che cosa dicono sulla questione? Si sono tutti allineati alle posizione degli evangelicali e dei pentecostali statunitensi che in questi ultimi tempi sono in perfetta sintonia con le tesi conservatrici di Giovanni Paolo II ?
Sorge il dubbio che il mondo dei nostri antenati è più vicino a noi nel tempo storico, sicuramente molto di più di quanto si possa immaginare con la sola fantasia.
L'APPELLO
"Un danno per la cultura scientifica"
Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie".
L'elenco degli argomenti da trattare non comprende più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra" la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana"
I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie. Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione per dei ragazzi di 13-14 anni, rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a svilupparne la curiosità scientifica e l'apertura mentale.
E' senz'altro giusto spiegare che il Darwinismo e le teorie che ne sono conseguite hanno lacune da colmare e presentano problemi insoluti, ma non si può saltare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie. Chiediamo dunque al Ministero dell'Istruzione di rivedere i programmi della scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni.
Carlo Bernardini - Dip. di Fisica La Sapienza e Infn Edoardo Boncinelli - Scuola Int. Sup. Studi Avanzati,Trieste Luigi Luca Cavalli Sforza - Univ. di Stanford Bruno Dallapiccola - Ist. Mendel, Roma Ernesto Di Mauro - Genetica molecolare, La Sapienza. Dir. Fond. Cenci Bolognetti Renato Dulbecco - Nobel per la medicina Margherita Hack - prof.ssa emerita di Astrofisica, Trieste Giuseppe Novelli - docente di Genetica Umana, Tor Vergata Franco Pacini - dir. Osservatorio di Arcetri Massimo Pettoello-Mantovani - prof. di Pediatria, Foggia e New York Alberto Piazza - docente di Genetica Umana, Torino Pier Franco Pignatti - presid. Soc. italiana di Genetica Umana