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Non si può tacere su Costermano   Message List  
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La reazione del nuovo pastore luterano di Milano sulla vicenda di Costermano

 

Registriamo un primo contatto positivo di corrispondenza fra Ecumenici e il nuovo pastore luterano della ELKI- CELI di Milano; riportiamo qui solo il primissimo scambio di corrispondenza. Lasciamo poi alla provvidenza divina il compito di illuminare i nuovi responsabili della Chiesa luterana sulla vicenda di Costermano e i silenzi assordanti del  Decano luterano ma anche quelli di Nev (Notizie evangeliche) e della maggioranza dei responsabili ecclesiastici protestanti in Italia. Fanno finta di non sapere o di non sentire. Come i cattolici milanesi del resto! Il Consiglio ecumenico delle  Chiese cristiane di Milano dovrebbe essere sciolto per inadeguatezza nella vigilanza dimostrata fino ad oggi.

 

Ecumenici chiederà nel programmato incontro col pastore il pubblico stralcio da un documento interno in lingua tedesca della Chiesa Cristiana Protestante in Milano della parola “presunti” in riferimento a tre noti criminali nazisti sepolti a Costernano e la condanna più ferma e risoluta del nazismo e delle bestialità atroci dell’antisemitismo. Il Vescovo Krause (ex presidente della FLM, Federazione Luterana Mondiale) aveva dichiarato tre anni fa a Milano - ad un giornalista di Avvenire -  che non poteva imporre ad una chiesa membro documenti di qualsiasi sorta sulla materia …

 

Daremo pubblica informazione dell’incontro. Chi desiderasse partecipare come osservatore all’incontro può inviare un e-mail a ecumenici@...  L’ebreo Gesù ci assista!

 

 

 

Gentili signore e signori di "Ecumenici",

vi ringrazio per avermi inoltrato le informazioni su quanto è in programma a Costermano. Avevo già sentore delle Vostre iniziative da uno dei firmatari, il mio collega pastore evangelico Holger Banse. Sarò presente, per la prima volta visto che sono arrivato a Milano soltanto due mesi fa, alla manifestazione copromossa dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania. Potrete essere certi che sottolineerò la memoria delle vittime e supporterò l'appello contro ogni guerra come forma di risoluzione di conflitti.

 

Con distinti saluti - Ulrich Eckert, pastore

 

Ulrich Eckert, pastore luterano

Chiesa Cristiana Protestante in Milano

 

 

 

 

 

Notizie NEV

 

Ecumenici ha espresso i propri rallegramenti a Anna Maffei per la sua elezione e i segni della profonda stima per l’attività battista in Europa e in particolare l’impegno pacifista dei battisti tedeschi, a cui speriamo si ispiri anche l’UCEBI, Unione delle Chiese evangeliche battiste in Italia.

 

 

ANNA MAFFEI, LA PRIMA DONNA ELETTA PRESIDENTE DELL'UCEBI a cura di Luca Baratto

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - Durante i lavori della XXXVIII Assemblea generale dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI; 7-10 ottobre) la pastora Anna Maffei è stata eletta presidente del Comitato esecutivo (CE) dell'UCEBI, succedendo ad Aldo Casonato. Prima donna a ricoprire questo incarico, le abbiamo rivolto alcune domande.

 

D: Presidente Maffei, quali ritiene siano le priorità del suo lavoro di presidente dell'UCEBI per i primi due anni di mandato?

R: Le priorità del mio mandato e di quello del CE eletto sono esplicitate nel documento programmatico che l'Assemblea ha approvato dopo un lungo dibattito, e riguardano quella che possiamo chiamare "la missione della chiesa". Dopo un fecondo periodo, durato circa 20 anni, in cui l'Unione ha vissuto, per così dire, in un continuo cantiere - ponendo le basi della sua struttura giuridica interna, definendo i suoi rapporti con lo Stato e affrancandosi definitivamente dalla dipendenza, pur parziale, della missione americana - questa Assemblea credo abbia detto con chiarezza che le chiese desiderano ora mettere al centro della vita dell'Unione battista la comune vocazione ad annunciare al mondo l'Evangelo. Questo non significa tralasciare la via già tracciata per il risanamento economico e patrimoniale, anzi. Piuttosto, significa dire con forza che lo sforzo per rendere stabile la nostra casa comune è utile solo se siamo pienamente consapevoli dell'importanza del nostro ruolo di discepoli e discepole nel mondo.

 

D: Qual è il messaggio che vorrebbe le chiese battiste italiane trasmettessero alla società in cui sono radicate?

R: Un messaggio di accoglienza e riconciliazione, prima di tutto. Il nostro è un mondo che sempre di più vive segregato e costruisce ogni giorno nuovi muri di separazione. Le divisioni, che una volta erano meno visibili, fra classi, nazioni, culture, appartenenza religiosa, oggi diventano sempre più profonde e attraversano sempre più spesso anche le famiglie. Le chiese battiste, che in Italia vivono come realtà minoritaria raccolte attorno ad una Parola che in Gesù collega il cielo con la terra, possono porsi come luoghi in cui tutti si sentano accolti e in cui il perdono reciproco sia pane quotidiano. E poi, anche un messaggio che abbia il coraggio della denuncia dell'ingiustizia e delle ipocrisie che la mascherano. Un messaggio però che può essere rilevante solo se trasforma la vita e le scelte concrete dei credenti che l'annunciano. E la coerenza è una cosa difficile.

 

D: Lei è la prima presidente donna dell'UCEBI e lo è diventata nello stesso mese in cui un'importante Unione battista americana, la Southern Baptist Convention (SBC), ha lasciato l'Alleanza battista mondiale anche perché contraria al pastorato femminile. Quale significato ha, da questo punto di vista, la sua elezione nel mondo battista italiano e in quello internazionale?

R: Ci sono altre due Unioni battiste in Europa che hanno una leadership femminile, quella tedesca e quella svedese. Non siamo molte, è vero, ma rappresentiamo comunque un segnale e un incoraggiamento per le altre Unioni e soprattutto per quelle donne - e sono tante - che, con il loro lavoro e impegno, spesso guidano le chiese senza riceverne alcun riconoscimento. Il mondo battista internazionale è molto diversificato. Ci sono tendenze di chiusura che sfociano nel fondamentalismo, come nel caso della SBC; ma ci sono anche Unioni aperte e coraggiose. All'interno del mondo battista il dialogo è tradizionalmente sempre aperto e il concetto base della nostra vita comunitaria è la fedeltà alla Scrittura nella libertà dello Spirito.

Questo radicamento rappresenta una speranza per futuri ripensamenti in positivo. E questo, proprio rispetto al pastorato femminile, sta pian piano già avvenendo in alcune Unioni battiste vicine a noi come quelle francese, croata e belga.

 

 

UCEBI/1. XXXVIII ASSEMBLEA GENERALE DELL'UNIONE CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA D'ITALIA Eletto il nuovo Comitato Esecutivo: presidente Anna Maffei, vicepresidente Salvatore Rapisarda

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - Dal 7 al 10 settembre a Sassone, presso Ciampino (Roma), si è tenuta la XXXVIII Assemblea generale dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI). I lavori hanno preso avvio con un culto ispirato al tema dell'Esodo. La libertà è stata infatti il tema dominante delle riflessioni dell'Assemblea, il cui motto è stato ispirato dalle parole dell'apostolo Paolo: "Dove c'è lo Spirito del Signore lì c'è libertà".

L'Assemblea ha votato ed eletto il nuovo Comitato esecutivo (CE). Presidente è stata eletta la pastora Anna Maffei, vicepresidente il pastore Salvatore Rapisarda. Giuseppe Montemurro, Giovanni Arcidiacono, Susanna Nicoloso, Lidia Giorgi, Martin Ibarra, Michele Finotto e Roberto Camillò, gli altri membri del CE.

L'Assemblea ha inoltre discusso ed approvato due documenti, uno relativo al battesimo e l'altro sul matrimonio. "Si tratta del primo documento sul matrimonio prodotto dall'Unione battista italiana" ha spiegato il pastore Domenico Tomasetto tra gli estensori del testo: "Esso ha due scopi

essenziali: esprimere le linee di riferimento teologiche e pastorali condivise da tutte le chiese dell'UCEBI e costituire la base per un futuro accordo con la Conferenza episcopale italiana (CEI) sui matrimoni interconfessionali tra battisti e cattolici". Punto qualificante del documento è la considerazione del matrimonio "non solo nel suo momento costitutivo, ma nell'intero percorso di vita comune". Di interesse è anche l 'articolo riguardante la "speciale liturgia di benedizione" in base al quale, "nella considerazione delle particolari situazioni umane in cui si possono venire a trovare le singole persone", le chiese battiste italiane "consentono alla benedizione di una coppia nel corso di un culto, senza che questa liturgia si configuri sotto nessun punto di vista come matrimonio".

Il documento sul battesimo si propone di esprimere la posizione delle chiese dell'Unione, che praticano il battesimo dei credenti, nel quadro del dialogo con le altre chiese protestanti che praticano il battesimo degli infanti.

(nev/lb-gmg)

 

 

UCEBI/2. LA MOZIONE PROGRAMMATICA: "LA MISSIONE DELLE CHIESE"

L'Assemblea: "Incoraggiare le relazioni internazionali con le chiese  sorelle"

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - La XXXVIII Assemblea generale dell'UCEBI ha affrontato il tema relativo al piano finanziario e degli interventi da effettuare sul patrimonio immobiliare. "Si deve puntare su un risanamento radicale del patrimonio immobiliare - ha rilevato il presidente uscente Aldo Casonato - per metterlo razionalmente al servizio delle chiese e dei compiti specifici cui ci chiamano l'annuncio e la predicazione dell'Evangelo".

Intenso il dibattito sulla mozione programmatica, "La missione delle chiese", che indica le linee guida per i prossimi due anni di mandato del nuovo Comitato Esecutivo (CE). Nella relazione presentata si legge: "L'Assemblea accoglie con gratitudine la promessa di libertà nella presenza dello Spirito di Dio, che le è stata comunicata attraverso la Parola". Sono dieci i punti di riflessione elaborati nella mozione, tra i quali: l'istituzione di un tavolo di riflessione sulla presenza di migranti nel nostro paese e nelle chiese, il dialogo interreligioso, la sensibilità verso i temi della nonviolenza attiva, della giustizia, dei diritti umani e della pace; la pastorale giovanile; i rapporti con le chiese valdesi e metodiste in vista dell'incontro congiunto Assemblea/Sinodo, del 2006; i rapporti con le chiese pentecostali, riguardo ai quali il documento afferma: "L'Assemblea si rallegra dell'avvio di relazioni fraterne di reciproca conoscenza e scambio fra UCEBI e Federazione pentecostale e raccomanda la prosecuzione del dialogo avviato".  Per quanto concerne i rapporti internazionali, l' Assemblea ha sottolineato "l'invito al CE a incoraggiare le relazioni internazionali con le chiese sorelle". In merito alla questione internazionale che ha visto la decisione della Southern Baptist Convention (SBC) di uscire dall'Alleanza mondiale battista (BWA), "L'Assemblea ha confermato la propria convinta partecipazione alla BWA mondiale esprimendole piena solidarietà nell'attuale momento di crisi dovuta alla fuoriuscita della SBC dalla stessa". L'Assemblea ha pertanto incoraggiato le chiese a partecipare numerose al Congresso mondiale del centenario della BWA che si terrà a Birmingham (Gran Bretagna) nel luglio 2005 e il CE a favorire nei limiti delle proprie possibilità tale partecipazione. (nev/lb-gmg)

 

 

UCEBI/3. OSPITI EUROPEI E MONDIALI ALL'ASSEMBLEA BATTISTA ITALIANA Tony Cupit della BWA: "Il contributo dei battisti italiani va ben oltre il loro piccolo numero"

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - La XXXVIII Assemblea generale dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), ha visto la presenza di diversi ospiti italiani e stranieri. Rilevante la partecipazione di Tony Cupit, vice segretario generale della Alleanza battista mondiale (BWA) e di Tony Peck, segretario generale della Federazione battista europea (EBF). "Il contributo dei battisti italiani alla BWA va ben oltre il loro piccolo numero - ha sottolineato Tony Cupit nel suo intervento in Assemblea -, in quanto si fanno spesso portavoce di posizioni che differiscono da quelle della maggioranza. Se i battisti italiani, con la loro posizione favorevole al ministero pastorale femminile e la forte condanna della pena di morte, possono mostrare ai più conservatori un modo diverso di vivere l'Evangelo e la fede, questo è un contributo fondamentale".

In merito alla questione internazionale che ha visto la decisione della Southern Baptist Convention (SBC) di uscire dalla BWA (vedi NEV25/04), Cupit ha rilevato come essa abbia avuto ripercussioni economiche e di leadership, ma, ha aggiunto, "la più grande ripercussione investe la testimonianza di Cristo, resa meno credibile perché i cristiani lottano tra di loro".

Il segretario dei battisti europei Tony Peck ha invece ricordato le due priorità della Federazione di cui è segretario: "esprimere l'unità e la diversità delle Unioni del Continente". Unità che si esprime nella comunione di fede e di intenti evangelici, diversità che valorizza le particolarità di ogni Unione nazionale. Tra gli ospiti italiani intervenuti Gianni Genre, moderatore della Tavola valdese; Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche i Italia (FCEI); Dora Bognandi della Chiesa avventista del 7° giorno; Alberto Saggese della Chiesa evangelica luterana e l'archimandrita ortodosso Stergiou Gregorios. (nev/lb-gmg)

 

 

(NEV) - Elaborare progetti formativi per superare le difficoltà nei processi di relazione interculturale; formare alla comprensione dei conflitti della interculturalità; sono tra le finalità del Master in Gestione dei conflitti interculturali ed interreligiosi istituito dalla Università di Pisa sotto la direzione del prof. Pierluigi Consorti. Ai corsi, che inizieranno il 7 febbraio 2005 e dureranno un anno, possono accedere tutti i laureati delle università statali; i licenziati presso una facoltà approvata dalla Santa Sede; i laureati della Facoltà valdese di teologia; i diplomati dell'Istituto avventista di cultura biblica; chi ha conseguito una laurea rabbinica o un diploma in cultura ebraica.

 

(NEV/RELIGIONFILM) - Sono 29 i film in concorso al 7° Festival Internazionale di Cinema e Religione, in programma dal 21 al 23 ottobre a Trento, presso il Centro S. Chiara. Tema di quest'anno sarà il "Viaggio nelle differenze", un'occasione per esplorare i punti di vista su Dio e gli argomenti centrali alle religioni cristiana, ebraica, islamica, buddista, induista, zoroastriana.

 

 

 

LAMPEDUSA: PER LA FCEI I RIMPATRI FORZATI SONO UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI Preoccupazione per la politica migratoria degli operatori del settore a livello europeo

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - Il Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Amnesty International, il Consiglio Italiano per i Rifugiati, Medici senza Frontiere e il Consorzio italiano di solidarietà in una lettera congiunta si sono appellati al Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa, Alvaro Gil-Robles, per denunciare i recenti rimpatri forzati di immigrati dall'isola di Lampedusa verso la Libia. "Ci rivolgiamo a Lei - si legge nella lettera inviata lo scorso 7 ottobre - perché intervenga nell'azione del governo italiano, e perché possa prendere in considerazione la possibilità di visitare Lampedusa e i suoi centri di 'accoglienza'". Per i firmatari della lettera è forte il rischio oggettivo di gravi violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo: nei centri di permanenza di Lampedusa non vengono applicate le corrette misure di identificazione e le persone trattenute non hanno una corretta procedura di richiesta di asilo, che dev' essere invece individuale, come informano gli addetti ai lavori. "Questo tipo di deportazione va considerata come una deportazione di massa" dicono i firmatari che temono per le persone portate in Libia, paese che non ha ratificato le Convenzioni internazionali in materia di diritto di asilo.

La preoccupazione da parte di una serie di organismi ecumenici e di ONG per le politiche europee in materia di migrazioni è espressa anche in un appello del 5 ottobre, firmato dalla FCEI, che denuncia la creazione di campi per i profughi al di là delle frontiere dell'Unione Europea. "Secondo le dichiarazioni dei dirigenti della UE, si legge nell'appello - l'' esternalizzazione' delle procedure di asilo e d'immigrazione risponderebbe ad una preoccupazione 'umanitaria': per salvare la vita di coloro che, settimana dopo settimana tentano di raggiungere le coste europee, sarebbe sufficiente rinchiuderli in dei campi dall'altro lato del Mediterraneo. Se tale proposta dovesse essere concretizzata, essa rappresenterebbe un regresso senza precedenti per il modo in cui l'Europa intende assumersi le sue responsabilità nei confronti delle popolazioni che fuggono via dai conflitti, dalle violazioni dei diritti dell'uomo e dalla povertà. Tale proposta sarebbe il prolungamento di una logica cinica, che lungi dal tener conto delle cause di tali migrazioni per apportavi delle risposte, cercai ormai, da dieci anni a questa parte, soltanto di proteggere l'Europa dalle vittime dei disordini mondiali". Il testo integrale dell'appello, firmato tra gli altri anche dal deputato europeo Daniel Cohn-Bendit (Verdi), è nella sezione "Documentazione" di questo bollettino. (nev/gc)

 

 

L'ASSOCIAZIONE 31 OTTOBRE - PER UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA VERSO L'

ASSEMBLEA

L'appuntamento è il 23 e 24 ottobre al Centro Ecumene di Velletri per parlare di laicità

 

Roma (NEV), 13 ottobre 2004 - "Laicità e simboli religiosi nella società e nella scuola": questo il tema intorno al quale si terrà il Convegno annuale dell'"Associazione 31 Ottobre - per una scuola laica e pluralista, promossa dagli evangelici italiani" il prossimo 23 e 24 ottobre presso il Centro Ecumene di Velletri, convegno al quale succederà l'Assemblea degli iscritti.

Il tema principale sarà introdotto da Paolo Naso, direttore della rivista "Confronti", mentre accanto al tema generale, e come sua articolazione, sono previsti degli interventi più specifici: uno sugli aspetti giuridici connessi alla difesa della laicità e della libertà nella scuola a cura di Maria Napolitano; Luciano Zappella si soffermerà sulla situazione della laicità e della presenza dell'insegnamento religioso nella scuola secondaria, così come si configura nel progetto di riforma Moratti, lo stesso farà Daniel Noffke per la scuola elementare.

"Essere credenti e insieme laici, al di là della tensione fra laicismo e clericalismo, è una delle prerogative della cultura protestante. Riflettere sulla laicità è oggi quanto mai necessario, e un contributo protestante in merito non può che arricchire il dibattito in atto", ha spiegato Rosanna Ciappa, presidente dell'Associazione.

L'Assemblea nazionale, che si terrà domenica 24 ottobre, sarà anche un momento di bilancio sull'iter del progetto prodotto dal Comitato direttivo teso a introdurre l'insegnamento di "religioni nella storia" nel quadro della riforma Moratti. Naturalmente nel corso dell'Assemblea saranno espletati tutti gli adempimenti statuari. "L'invito a tutti gli iscritti che hanno a cuore la sorte della nostra Associazione è quello di partecipare per contribuire con il loro apporto di idee, critiche, progetti e nuovo slancio a costruire un futuro per questa esperienza" - ha dichiarato Ciappa -.

Cinque anni di attività costituiscono un ciclo significativo che permette di dare delle valutazioni sull'operato svolto, per meglio guardare al futuro.

Senz'altro c'è ora bisogno di un ricambio e di un passaggio delle consegne ai vertici dell'Associazione". Fondata a Roma nel 1999 nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), l'"Associazione 31 Ottobre" prende il nome dalla "festa della Riforma" che si celebra il 31 ottobre per ricordare "l' inizio" della Riforma protestante. Non si tratta di un'associazione confessionale (solo per evangelici) né di categoria (solo per insegnanti), ma di un'associazione aperta a tutti coloro che, operatori scolastici a titolo diverso, studenti, semplici cittadini, ne condividano gli obiettivi: difendere e promuovere nella scuola e nella società italiana una cultura laica e pluralista; promuovere ad ogni livello l'incontro fra pluralità di culture e religioni. (nev/gc)

 



Sun Oct 17, 2004 10:19 am

ecumenici
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