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#30 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Wed May 12, 2004 7:38 pm
Subject: Nigeria: massacri ad opera delle milizie cristiane
ecumenici
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630 morti in un massacro causato da milizie cristiane in Nigeria.

 

Il Governo nigeriano è stato giudicato da diverse associazioni quale corresponsabile del massacro di 630 civili musulmani, ad opera di milizie cristiane, uccisi negli scontri iniziati domenica 2 maggio nella città di Yelwa nella Nigeria centrale.

 

Centinaia di vite umane si sarebbero potute salvare se solo le autorità avessero rinforzato per tempo la protezione nei confronti della popolazione musulmana della città e si fossero frapposte tra estremisti Cristiani e civili appartenenti alla religione islamica. Nei tre mesi precedenti a questo massacro almeno 400 persone erano già state uccise in scontri nei dintorni di Yelwa. Il Governo continua però a rimanere inattivo, nonostante sia chiaro che dovrebbe intervenire per garantire pace e sicurezza per la popolazione. Probabilmente il numero dei morti continuerà ad aumentare visto che tra i 1500 feriti ci sono almeno 600 feriti gravi e molte persone risultano scomparse.

 

In questo caso il terribile massacro non sarebbe genocidio, ma l'espressione delle enormi tensioni economiche, sociali, etniche e religiose nell'area della Nigeria centrale. In ogni caso rappresentanti islamici di Yelwa hanno dichiarato ieri di essere vittime di un genocidio.

 

Fino ad oggi in questa regione abitata da una maggioranza cristiana, agricoltori stanziali cristiani e popolazioni nomadi islamiche hanno vissuto insieme in maniera relativamente pacifica. A partire dal 2000 i rapporti tra i due gruppi sono diventati sempre più tesi a causa della scarsità di territorio e relativi problemi economici. Nel settembre 2001 a causa di pesanti scontri tra Cristiani e Musulmani nella città di Jos, sempre nella Nigeria centrale, sono state uccise 1.000 persone. Da allora si verificano ormai settimanalmente attacchi a villaggi in tutta la zona della Nigeria centrale, in cui vengono uccise persone con machete e armi da fuoco, chiese e moschee vengono incendiate, le case vengono distrutte.

 

 

 

-----------------------------------------------

 

 

La preghiera di intercessione di questa settimana è in favore della Pace in Medio Oriente e per lo sviluppo degli Accordi di Ginevra::

 

 

«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

 

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.

 

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.

 

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

 

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.

 

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

 

Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

 

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

 

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia.

 

Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.

 

(Matteo 5,3-12)

 

 

Calendario Iniziative sulla Palestina a Milano

 

 

 

Venerdì 14 maggio 2004  - h.19 -   Spazio Oberdan

 

“Route 181”         parte  1 e 2

 

incontro con i registi Michel Khleifi e Eyal Shivan

 

“Route 181”        parte 3

 

organizzato da Cineteca Italiana e Bollati Boringhieri

 

 

 

 

Giovedì 20 maggio       h.20.30        Barrio’s

02 – 54178245

“Frontiers of  fears and dreams”

 

Incontro con la regista Mai Masri

 

Jean Chamoun presenta “Terre de Femmes”

 

 

 

 

Sabato 5 giugno          h. 20.30          Teatro Verdi

02 – 6880038

 

Presentazione de “La memoria fertile”  sei video dalla Palestina

 

 

 

 

Lunedì  7 giugno         h.20.30        Circolo ARCI Bellezza

02 - 54178245

 

Proiezione “Ecrivains des frontières un voyage en Palestine

 

di Samir Abdallah & José Reynes    80’ sott.it.

 

Introduce Maria Nadotti

 

 

-----------------------------------------------------------

 

 

Peace Now and the Peace Camp Are Back on the Street!

 Mass Demonstration, Rabin Square –

 Saturday May 15, 2004

“Remove Settlements – Choose Life!”

Background:

Following the defeat of Sharon’s plan in the Likud referendum held on May 2, 2004 and the postponement of the disengagement plan, the Israeli public is split into two positions:

 

1.       Complete despair with the political system, the Prime Minister and government, a lack of hope of any change in the political process in the region.

2.       A feeling that the radical minority of the right wing camp and settlers succeeded in toppling the Prime Minister’s plan and are now determining the future for the entire population.

 Aims:

To pressure the decision makers in the country for a balanced political outlook or a change of government.

Activities:

Mass Demonstration in Rabin Square: A day after the results of the Likud referendum were published all the major players in the peace camp gathered together: Peace Now, Labour Party, Meretz (Yahad), One Nation, Geneva Accords, Kibbutz Artzi, Youth Movements and the United Kibbutz Movement.

The groups decided to pool efforts and hold a mass demonstration in Rabin Square under the slogan: “The Majority Decides! Get out of Gaza – Start Talking”.

From this moment a joint body was created to fundraise, mobilize volunteers and to organize what can be seen today on the streets and newspapers; ads, billboards, the distribution of information in the streets etc.

Peace Now Campaign:

Alongside the mass demonstration Peace Now has begun on an informational campaign under the slogan “Remove Settlements – Choose Life!” The activities involved include demonstrations in the territories, east Jerusalem and Israel, distribution of stickers and explanatory materials throughout the country.

In the next few weeks the campaign will begin to deal with the connection between the settlements and the social and economic situation, under such slogans:

“The Economy is dead? Remove Settlements – Choose Life!”

Youth Campaign:

At the mass demonstration Peace Now will begin distribution of a new explanatory materials aimed at the younger generations, with a young and updated message. Following the demonstration Peace Now will continue this campaign on the campuses, in newspapers, bars and other places of entertainment that young people frequent.

Wake Up Campaign:

Following the mass demonstration Peace Now will be promoting a “Wake Up” campaign, to shock the public into realizing the connection between the settlements and the difficulty security situation we face on a day to day basis, the increased burden on the security services and the acts of terror.

Settlement Watch:

Peace Now is presently expanding the Settlement Watch project with new exclusive technology and aerial photography that provides accurate details regarding the scope of construction in the settlements. This project aims to follow up on Israel’s commitments in the Road Map regarding freezing of settlement construction. At the same time Peace Now will continue in its Settlement Watch projects regarding the construction of outposts and the flow of money to the settlements in the West Bank and Gaza Strip.

 

 

 

 

 


#29 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Wed May 12, 2004 1:11 pm
Subject: I comunicati stampa di Amnesty: il governo sapeva...
ecumenici
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IL GOVERNO ITALIANO ERA INFORMATO: CRONOLOGIA DEGLI INTERVENTI DI
AMNESTY INTERNATIONAL

In relazione alle dichiarazioni odierne di esponenti del Governo
italiano sull'assenza di informazioni relative alle torture in Iraq,
la Sezione Italiana di Amnesty International riepiloga i contatti e
gli incontri principali avuti negli ultimi mesi con rappresentanti
del Governo in relazione alla situazione dei diritti umani in Iraq.

24 marzo 2003: Amnesty International (AI) scrive al ministro degli
Esteri Franco Frattini e al presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi ponendo dieci specifiche domande volte a
responsabilizzare anche l'Italia sulla necessita' di rispettare il
diritto internazionale dei diritti umani e il diritto umanitario dei
conflitti armati. Nessuna risposta da parte del presidente del
Consiglio, il ministro Frattini accetta di incontrare una
delegazione di AI.

4 aprile 2003: in un incontro con il ministro Frattini, AI presenta
le proprie preoccupazioni relative al trattamento dei prigionieri da
parte degli Stati Uniti, denunciando in particolare la situazione
dei detenuti di Guantánamo. Al termine dell'incontro, la Farnesina
ricorda in un comunicato `il tradizionale impegno dell'Italia nel
settore dei diritti umani (…) in particolare per il pieno rispetto
delle Convenzioni di Ginevra'.

13 giugno 2003: AI invia al ministro Frattini e al presidente
Berlusconi un memorandum in vista del semestre di presidenza
italiana dell'UE. Tra i punti evidenziati, il problema della tortura
e il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario in Iraq.

18 giugno 2003: AI incontra il ministro Scarante, vice consigliere
diplomatico del presidente del Consiglio, per discutere del
memorandum relativo al semestre europeo. Tra i temi trattati, il
problema della tortura e il rispetto dei diritti umani e del diritto
umanitario in Iraq.

3 luglio 2003: il sottosegretario agli Esteri Boniver risponde a
un'interrogazione parlamentare di un deputato (5-02199) che citava
le prime denunce di AI sulle torture in Iraq e chiedeva se non
ritenesse di `adoperarsi affinche', nel corso del semestre di
Presidenza dell'Unione Europea e anche in ragione della presenza di
soldati italiani in Iraq, il Governo assuma le opportune iniziative
per accertarsi sulle condizioni di detenzione dei prigionieri
iracheni, e – nel caso in cui quanto affermato nel rapporto di AI
corrispondesse al vero – quali iniziative intenda assumere affinche'
sia assicurato a tali prigionieri un trattamento rispettoso dei
diritti umani e conforme al diritto internazionale'. Il
sottosegretario Boniver cita ampiamente, nella risposta, le denunce
di AI.

16 luglio 2003: AI incontra il sottosegretario agli Esteri
Margherita Boniver per discutere del memorandum sul semestre
europeo. Tra i temi trattati, le preoccupazioni per i casi di
tortura e di altre violazioni dei diritti umani e del diritto
umanitario in Iraq.

16 luglio 2003: AI invia nuovamente il memorandum sul semestre
europeo al presidente Berlusconi e ai ministri Frattini, Maroni,
Martino, Giovanardi, Buttiglione, Pisanu, Bossi, Castelli, Marzano,
Prestigiacomo, Tremaglia. In risposta, AI riceve una lettera del
ministro Frattini che rassicura sull'importanza dei diritti umani
nella politica estera italiana e una lettera del capo di gabinetto
del ministro Martino che afferma di aver inoltrato la documentazione
al ministero degli Affari esteri.

5 agosto 2003: AI incontra l'ambasciatore Castellaneta, consigliere
diplomatico del presidente del Consiglio, per discutere del
memorandum sul semestre europeo. Tra i temi trattati, anche le
preoccupazioni per i casi di tortura e di altre violazioni dei
diritti umani e del diritto umanitario in Iraq. In quella occasione,
in particolare, vengono evidenziate le preoccupanti informazioni che
AI sta ricevendo dall'Iraq e descritte nel rapporto di luglio,
incluso nella documentazione consegnata all'ambasciatore.

27 agosto 2003: AI incontra l'ambasciatore Aragona, direttore
generale per gli Affari politici multilaterali e i diritti umani del
ministero degli Affari esteri. Tra i temi trattati anche le
preoccupazioni per i casi di tortura e di altre violazioni dei
diritti umani e del diritto umanitario in Iraq. In quella occasione,
in particolare, AI ribadisce ed evidenzia le preoccupanti
informazioni che sta ricevendo dall'Iraq e documentate nel rapporto
di luglio, incluso nella documentazione consegnata all'ambasciatore.

gennaio - marzo 2004: AI dialoga con la Farnesina sulla situazione
dei diritti umani nel mondo, in vista della imminente sessione della
Commissione Onu sui diritti umani. Tra i temi prioritari sui quali
viene fornita documentazione, vi sono violazioni compiute dalle
forze armate angloamericane su persone sotto loro custodia.

10 marzo 2004: AI viene ricevuta – insieme a numerose altre
organizzazioni non governative – dal sottosegretario Boniver, per un
incontro in vista della Commissione Onu sui diritti umani. In quella
occasione, AI non solo ribadisce le preoccupazioni e denunce sulla
situazione in Iraq, inclusi i casi di tortura, ma si dichiara
scandalizzata per la scelta dell'Unione Europea di ignorare il
problema in sede internazionale e chiede all'Italia di attivarsi in
tal senso. L'Iraq e' infatti rimasto fuori dall'agenda della
Commissione Onu sui diritti umani, nonostante i ripetuti appelli di
AI.

11 marzo 2004: nell'illustrazione dell'interpellanza urgente
2/01095, presentata alla Camera dei Deputati il 2 marzo, vengono
nuovamente riproposte all'attenzione del governo (rappresentato
anche in quella occasione dal sottosegretario Boniver) le denunce di
AI.


IRAQ: AMNESTY INTERNATIONAL CONDANNA LA DECAPITAZIONE DI UN CIVILE
STATUNITENSE E CHIEDE IL RILASCIO DI TUTTI GLI OSTAGGI

Amnesty International ha condannato nel modo piu' assoluto il
sequestro e la decapitazione di un civile statunitense, il 26enne
Nick Berg, da parte del gruppo armato Muntada al-Ansar.
L'organizzazione si e' dichiarata ulteriormente sconcertata per la
diffusione delle immagini dell'esecuzione.

L'uccisione di prigionieri e' uno dei piu' gravi crimini previsti
dal diritto internazionale. E' un crimine di guerra e, se perpetrato
nel contesto di un attacco deliberato e sistematico contro la
popolazione civile, costituisce anche un crimine contro l'umanita'.

`Questi atti non trovano giustificazione in alcuna circostanza e
costituiscono un grave crimine di diritto internazionale' – ha
dichiarato Marco Bertotto, presidente della Sezione Italiana di
Amnesty International.
`I responsabili devono essere processati nel rispetto del diritto
internazionale'.

`I gruppi armati' – ha proseguito Bertotto – `devono rilasciare
immediatamente e senza alcuna precondizione tutti gli ostaggi e
devono cessare di compiere deliberati attacchi, sequestri e
uccisioni di civili'.

I leader politici e religiosi in Iraq dovrebbero esercitare la
propria influenza per garantire la fine delle catture e uccisioni di
ostaggi.

Centinaia di civili, sia iracheni che stranieri, sono stati
assassinati da gruppi o individui armati in Iraq.

Amnesty International ritiene che il ciclo della violenza potra'
essere interrotto solo se tutte le parti coinvolte mostreranno pieno
rispetto per gli standard internazionali sui diritti umani.

#28 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Wed May 12, 2004 9:32 am
Subject: La censura del Tg1 di ieri sera sulle torture
ecumenici
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Iraq, Cdr Tg1: oscurata intervista alla vedova del carabiniere

Roma - Bufera al Tg1 sull'intervista alla vedova del militare
italiano morto a Nassiriya, nella quale si parla delle torture
subite dai prigionieri iracheni e che non è stata trasmessa
nell'edizione delle 20.

...Ci domandiamo se serve altro per capire?

A proposito, a che pagina la notizia è riportata dal Corriere della Sera di
oggi? E' forse questo il modo di arrestare la spirale di guerra, violenza, odio
e terrorismo in atto?


Anche stamani le vittime non si contano più in Iraq.

#27 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue May 11, 2004 5:15 pm
Subject: L'Italia sapeva e ha taciuto...
ecumenici
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AMNESTY INTERNATIONAL: SULLE TORTURE IN IRAQ IL GOVERNO ITALIANO ERA INFORMATO

 

La Sezione Italiana di Amnesty International, in relazione alle dichiarazioni rilasciate da esponenti del governo italiano sull’assenza di informazioni riguardanti le torture in Iraq, precisa che questo argomento fu oggetto, il 3 luglio 2003, di una comunicazione del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver alla Commissione Affari Esteri della Camera.

 

Rispondendo a una interrogazione dell’on. Piscitello, il Sottosegretario Boniver affermava che ‘in relazione alle denunce da parte di Amnesty International sulle condizioni riservate agli internati iracheni nella base americana di Camp Cropper a Baghdad ed in altri centri di detenzione nel Paese riferite dall’Onorevole interrogante, appare opportuno evidenziare come la stessa ONG [Amnesty International] abbia preso diretto contatto con le Autorita’ americane in Iraq ed abbia accolto positivamente le dichiarazioni rese dai consulenti giuridici dell’esercito statunitense e dell’Autorita’ Provvisoria di Occupazione di voler migliorare rapidamente le condizioni detentive in tali strutture’.

 

L’interrogazione dell’on. Piscitello faceva riferimento a un memorandum inviato il 26 giugno 2003 da Amnesty International a Paul Bremer, capo dell’ufficio dell’Autorita’ Provvisoria di Occupazione e reso pubblico in Italia con un comunicato stampa il 30 giugno. ‘Le condizioni in cui gli iracheni sono detenuti presso Camp Cropper e nella prigione di Abu Ghraib possono costituire pena o trattamento di natura crudele, inumana o degradante, vietata dal diritto internazionale’ si leggeva nel comunicato.

 


#26 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue May 11, 2004 2:41 pm
Subject: La posizione di Amnesty International sulle torture
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"Omnia sunt communia !", tutte le cose sono di tutti   (Thomas Muntzer)

---------------------------

 

Parola per Martedì, 11 maggio 2004

 

Io ti darò

per magistrato la pace,

per governatore la giustizia.

Isaia 60:17

 

L'amore non gode dell'ingiustizia,

ma gioisce con la verità.

1 Corinzi 13:6

 

O Dio, tu guidi a una meta di salvezza le vicende della storia e chiami tuoi figli gli operatori di pace: donaci di saper lavorare senza mai stancarci per promuovere la vera giustizia e costruire una pace autentica e duratura, in cui riconoscere il segno della tua misericordia.

 

 

 

 

La newsletter si arricchisce della collaborazione di Simona Zoni, del dipartimento immigrazione del PRC- Sinistra Europea, per l’approfondimento delle tematiche sugli immigrati. Iniziamo a mettere a disposizione dei lettori e lettrici ma anche del Associazionismo volontario il file in allegato sul diritto dello straniero in Italia: un caso legale - positivamente affrontato - a Varese offerto dallo studio Giuseppe Maria De Lalla di Milano. Consideratelo uno “strumento di lavoro” utile per iniziare ad affrontare la questione per il riconoscimento di diritti di cittadinanza elementari, come la possibilità di rinnovare i PdS (permessi di soggiorno) direttamente nei comuni di residenza, senza perdere giornate intere in Questura e senza sborsare quattrini nelle agenzie (che stanno spuntando dappertutto) al fine di ottenere poi dei documenti che spettano loro gratuitamente o ancora sulla chiusura dei Centri di Permanenza Temporanei…

Simona ci informa che la prossima iniziativa sulla chiusura dei CPT pare essere slittata al 18 giugno. E’ organizzata congiuntamente coi Comboniani di Castelvolturno. Ne daremo ampio risalto.

 

 

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AMNESTY ITALIA AL GOVERNO: NON CONSEGNATE PIU’ ALLE FORZE DELLA COALIZIONE LE PERSONE ARRESTATE IN IRAQ IN ASSENZA DI GARANZIE CHE NON SARANNO TORTURATI

 

In una lettera inviata oggi al presidente Berlusconi e ai ministri della Difesa e degli Esteri, Martino e Frattini, la Sezione Italiana di Amnesty International ha chiesto quali passi fossero stati intrapresi, durante l’occupazione dell’Iraq, per assicurarsi che gli Stati cui venivano consegnate le persone arrestate dai militari italiani rispettassero le norme internazionali sui diritti umani.

 

‘Chiediamo formalmente’ - prosegue la lettera, firmata dal presidente di Amnesty Italia, Marco Bertotto - ‘che, in assenza di tali garanzie, le Forze Armate italiane non consegnino piu’ persone da loro arrestate alle forze della Coalizione responsabili per gli interrogatori e i centri di detenzione. Se cosi’ non fosse, l’Italia si rendera’ responsabile di una violazione del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario dei conflitti armati’.

 

Per Bertotto, le parole di condanna del governo italiano nei confronti della tortura non risulteranno sufficienti in assenza di ‘rigorose garanzie sulla tutela dell’integrita’ fisica e psicologica di ogni persona arrestata in territorio iracheno’.

 

Ulteriori informazioni

 

Il diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario dei conflitti armati contengono principi che affidano tali persone alla responsabilita’ dello Stato che li prende in custodia e li detiene.

 

Per quanto concerne il diritto internazionale dei diritti umani, l’interpretazione consolidata della Convenzione europea dei diritti umani e’ nel senso che:

a) la situazione in cui si trovano le forze italiane nei confronti della popolazione del territorio che amministrano e’ tale da rendere applicabile ai loro comportamenti la Convenzione europea;

b) l’esecuzione di un provvedimento con cui si trasferisce una persona alle autorita’ di un altro Stato, se comporta un rischio elevato che questa sia soggetta a torture o altre violazioni dei diritti umani costituisce una violazione della Convenzione da parte dello Stato che ha attuato il trasferimento.

 

Riguardo al diritto umanitario dei conflitti armati, sono rilevanti in particolare le norme della III e della IV Convenzione di Ginevra, secondo cui i prigionieri di guerra e i civili possono essere trasferiti a un’altra Potenza solo nel caso in cui la Potenza detentrice si sia accertata che la prima voglia e possa rispettare le Convenzioni di Ginevra. Nel caso in cui non le applichi, la Potenza che ha proceduto al trasferimento deve prendere misure efficaci per rimediare alla situazione o chiedere che le persone protette le siano rinviate.

 

 

"CRIMINI DI GUERRA AD ABU GHRAIB". AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA UN SISTEMA DI BRUTALITA' E CRUDELTA'

 

In una lettera aperta inviata oggi al presidente statunitense George W. Bush, Amnesty International afferma che gli abusi commessi dalle forze Usa nella prigione irachena di Abu Ghraib costituiscono crimini di guerra.

L'organizzazione per i diritti umani chiede indagini complete che garantiscano che non vi sara' impunita' per i responsabili della torture, a prescindere dalla loro posizione o dal loro grado.

 

Nel corso degli ultimi due anni, Amnesty International ha documentato un sistema di abusi commessi dalle forze Usa ai danni dei detenuti, in Iraq come in Afghanistan.

 

Nonostante il segretario alla Difesa Rumsfeld abbia dichiarato di essere "sconvolto" dagli abusi commessi ad Abu Ghraib e che si tratterebbe di "un'eccezione" anziche' di "un sistema o una prassi", negli ultimi due anni Amnesty International ha segnalato ai piu' alti vertici del governo di Washington (tra cui la Casa Bianca, il dipartimento della Difesa e il dipartimento di Stato) una serie di denunce di brutalita' e crudelta' perpetrate dalle forze Usa ai danni di prigionieri.

 

Nel luglio 2003 Amnesty International, in un memorandum trasmesso al governo statunitense e all'Autorita' provvisoria della Coalizione, ha fatto riferimento ai maltrattamenti e alle torture in Iraq, ad opera di soldati Usa e delle forze della Coalizione. Le segnalazioni riguardavano percosse, scariche elettriche, privazione del sonno, incappucciamento e obbligo di rimanere per lunghi periodi di tempo in piedi o in ginocchio.

Amnesty International non ha ricevuto alcuna replica o indicazione che a Washington o Baghdad fosse stata avviata un'indagine. Inoltre, a dispetto delle ripetute richieste, Amnesty International si e' vista negare l'accesso a tutti i centri di detenzione diretti dagli Usa.

 

"Se l'amministrazione Usa non ha nulla da nascondere, deve porre immediatamente fine alla detenzione in isolamento e garantire l'accesso a organismi indipendenti per i diritti umani, Amnesty e Nazioni Unite comprese, in tutti i centri di detenzione" ? scrive Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International, nella sua lettera al presidente Bush.

 

"L'amministrazione Usa ha mostrato un evidente disprezzo per le Convenzioni di Ginevra e per i principi fondamentali della legge, dei diritti umani e della decenza. Questo ha creato un clima in cui i soldati Usa si sentono liberi di agire in modo inumano e degradante nell'impunita'. Cio' cui ora stiamo assistendo in Iraq e' la logica conseguenza dell'incessante perseguimento della 'guerra al terrore' a prescindere dai costi in termini di diritti umani e di rispetto delle leggi di guerra".

 

Amnesty International ha espresso preoccupazione per l'ambiguita' dei messaggi che il governo di Washington ha trasmesso in relazione ai suoi impegni nei confronti del diritto internazionale.

 

Gli abusi non sono limitati solo ad Abu Ghraib. Numerose persone detenute nelle basi aeree statunitensi di Bagram e Kandahar, in Afghanistan, hanno denunciato di aver subito torture o altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti. L'amministrazione Usa, inoltre, non ha rispettato le Convenzioni di Ginevra in relazione al trattamento dei prigionieri di Guantanamo Bay.

 

Amnesty International si e' detta preoccupata per il fatto che l'indagine condotta dal generale Antonio Taguba, che ha riscontrato "abusi sistematici e illegali nei confronti dei detenuti" di Abu Ghraib, non era destinata a diventare pubblica e che la reazione della amministrazione Usa e' arrivata solo dopo che le conclusioni dell'indagine e le prove fotografiche sono diventate di dominio pubblico.

 

Nell'apparente tentativo di minimizzare la gravita' delle accuse, il segretario alla Difesa Rumsfeld ha dichiarato il 4 maggio che "finora si tratta di abusi? tecnicamente differenti dalla tortura". In realta', i "numerosi casi di sadici, arbitrari e clamorosi abusi criminali"

riscontrati dal generale Taguba costituiscono atti di tortura o trattamento crudele, inumano e degradante e sono crimini di guerra.

 

Questi atti comprendono: calci e pugni nei confronti dei detenuti; salti sui piedi nudi; obbligo di assumere posizioni sessualmente esplicite per scattare fotografie; porre di un detenuto nudo sopra una scatola, con un cappuccio in testa e con cavi elettrici applicati al pene e alle dita dei piedi e delle mani per simulare la tortura con l'elettricita'; piazzare un guinzaglio o una corda intorno al collo di un detenuto nudo mentre una soldatessa si mette in posa per una fotografia.

 

I responsabili di quelli che il generale Taguba chiama "abusi comprovati inflitti ai detenuti" dovrebbero essere sottoposti alla giustizia secondo gli obblighi che gli Usa hanno assunto verso il diritto internazionale e secondo quanto prevedono le leggi statunitensi. Le indagini dovrebbero riguardare sia i vertici della catena di comando che i singoli diretti responsabili.

 

Commenti quali quello del generale Geoffrey Miller, responsabile del trattamento dei detenuti in Iraq, secondo cui questi ultimi possono essere sottoposti a privazione del sonno e costretti a rimanere in posizioni dolorose, mostrano che l'amministrazione Usa non ha ancora compreso che i maltrattamenti e gli abusi rappresentano una deriva scivolosa verso la tortura e devono essere completamente vietati.

 

Obbligare i detenuti ad assumere posizioni estremamente dolorose, l'uso dei cappucci, le minacce e la prolungata privazione del sonno violano il divieto di tortura e di trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

 

Amnesty International chiede al presidente Bush di garantire lo svolgimento di un'inchiesta trasparente e imparziale sulle torture e le morti di prigionieri detenuti dalle forze Usa e che i responsabili siano sottoposti a giustizia.

 

 

 

Posta ricevuta

 

“Su   una  carta   trasparente

lascerò  le  mie  orme

inconsistenti ,  vittime  inconsapevoli

di  una  stagione  fredda  e  algida .

 

Cammini  sul  confine  del  mondo ,

nel  limbo  delle  gioie  immateriali ,

al   riparo  dall’acqua

e  dalle  storie  più  crude .

 

 

Cupamente  e  crudamente  attaccato

alle  cose  più  ordinarie ,  ordinate

in  fascicoli  di  esile  essenza ,

raccolgo  le  mani  sul  petto ,

allungo  i  passi  verso  l’ignoto ,

attraverso  le  strade  interiori

con  destinazione   incerta . “

 

 

Massimo  NIRO, Magistrato di Firenze

 

 

 

Cari amici di ecumenici,

 

approfitto per comunicarvi che il messaggio di Francesco Lo Cascio era a nome del MIR italiano del quale, insieme a me ed un altro amico, fa parte della segreteria nazionale (solo per chiarezza).

 

Grazie ancora e buona continuazione del prezioso lavoro.  

 

Ilaria Ciriaci segreteria nazionale MIR.

 

 

Grazie della precisazione Ilaria: la grande partecipazione di popolo ai funerali dimostra l’affetto di tanti verso Simonpietro. Rimane il fatto che abbiamo perso un amico e un lettore, che aveva (nonostante la sua scelta ecclesiastica) accettato di confrontarsi con chi ha intrapreso un cammino fuori dalle chiese e, soprattutto, in favore del socialismo cristiano. Noi gli siamo grati e lo ricordiamo qui  per questo.

 

 


#25 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue May 11, 2004 8:10 am
Subject: Invito
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Agli amici  che lavorano nei comitati cittadini di Firenze un augurio di buon lavoro in difesa della città!

 


#24 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon May 10, 2004 7:48 pm
Subject: Senza dogmi!
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Ho il dono, incommensurabile, di non avere fede. Un dono che mi son dato, che ho guadagnato con la ragione, con la fatica del concetto e della vita. Ho la gioia della finitezza e del dubbio, della scoperta e dello stravolgimento, della fragilità dell’umanità e della ragione — che poi sono sinonimi, che non si esauriscono e non si esauriscono l’uno nell’altro — della loro varietà e perfettibilità. Ho il dono, che cerco ogni giorno di guadagnarmi e coltivare, del rispetto e della curiosità verso chi ha fede in un Dio, in un dogma, in qualcosa di ultraumano; che, se non è odio o prevaricazione, disprezzo o guerra, è, lo si voglia o no, umanità e ricerca d’umanità.

 

Fausto Cocer

 

 

 

 

Quest’anno Ecumenici sostiene le ragioni per la firma dell’otto per mille in favore dello Stato. Anche noi pensiamo che la Fede sia un dono. Ricevuto dal Signore. Ma non per questo ci sentiamo alieni dalla ragione e dalle fatiche della vita. Anzi, come Fausto, avvertiamo il dubbio, la fragilità della nostra esistenza e il senso dello smarrimento di fronte a eventi come la guerra in Iraq, le torture occidentali alla popolazione islamica, la disoccupazione non solo giovanile, la mafia italiana che ha rioccupato il territorio, i soprusi nei confronti dei più deboli,…

Non per questo abbiamo comunque smesso di credere nello Stato.  Chissà, forse quello che dovremo ricostruire insieme fra non molto.

Pensiamo anche che le chiese potevano e possono fare molto di più nella situazione che stiamo vivendo ma non lo hanno fatto e non lo stanno facendo!

E proprio perché non abbiamo dogmi da difendere, invitiamo cattolici e evangelici a firmare quest’anno l’otto per mille in favore dello Stato.  E’ una scelta contro i silenzi ecclesiastici e per riaffermare che la Fede non è un mercato ove si compra e si vende l’anima a buon prezzo e magari con campagne di marketing mirate al target  Rai-Mediaset o de Il Manifesto…

 

Maurizio Benazzi

 

 

 

 


#23 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Fri May 7, 2004 5:17 pm
Subject: In ricordo
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QUANTO E’ DIFFICILE ACCOGLIERE LA TUA VOLONTA', PADRE NOSTRO, QUANDO CI  LASCIA PIU' SOLE/I E CI STRAPPA GLI AMICI E FRATELLI CHE TU CI HAI DONATO.

GRAZIE PER IL DONO DI SIMONPIETRO E PER QUANTO NEL TUO NOME ABBIAMO CON LUI CONDIVISO.

CONSOLACI TUTTI/E E CIASCUNO/A.

 

claudia angeletti

 

 

Torneremo a dare qui informazioni a partire da martedì prossimo: siamo a disposizione della REFO per la futura pubblicazione di interventi curati da  Simompietro…

MB

----------------------------------------------

 

 

 

 

Tratto dal sito della REFO www.refo.it  che vi invitiamo a consultare:

 

 

La bandiera arcobaleno è stata disegnata da un artista di San Francisco, Gilbert Baker, nel 1978, su richiesta della comunità gay locale in ricerca di un simbolo (a quei tempi il triangolo rosa non era ancora diffuso).Baker ha disegnato una bandiera con 8 strisce colorate: rosa (per il sesso), rosso (per la vita), arancio (per la guarigione), giallo (per il sole), verde (per la natura), turchese (per l'arte), indaco (per l'armonia) e viola (per lo spirito). 

Versioni casalinghe di questa bandiera sono apparse per la prima volta durante il Gay Freedom Day Parade del 1978. Successivamente la bandiera è diventata di sette poi di sei colori (il motivo è banalissimo: la tinta rosa e turchese non era disponibile per una produzione di massa, e Baker ha dovuto sostituire anche l'indaco con il blu reale).
La bandiera non ha un "lato giusto": può cominciare sia con il colore rosso che con il viola, comunque nella versione più diffusa il rosso si trova in alto. 

Il triangolo rosa, introdotto dal regime nazista per identificare gli uomini omosessuali nei campi di concentramento, viene largamente utilizzato come simbolo gay dai primi anni '80. Spesso il triangolo viene integrato nella bandiera arcobaleno.

 


#22 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Fri May 7, 2004 10:49 am
Subject: Messaggi per Simompietro
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Parola per Venerdì, 7 maggio 2004

 

"Non per potenza,

né per forza,

ma per lo spirito mio",

dice il SIGNORE degli eserciti celesti.

Zaccaria 4:6

 

Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo,

ma lo Spirito che viene da Dio.

1 Corinzi 2:12

 

 

Padre di ogni grazia, mantienici oggi,

ti preghiamo, nel tuo timore e favore, e insegnaci in ogni nostro pensiero, parole e opere, a vivere per la tua gloria.

Che la tua Provvidenza sia la nostra difesa,

e il tuo Spirito nostra guida e consigliere, e ci accompagni ovunque andiamo.

 

(John Wesley)

 

 

 

 

Partecipo di cuore al rimpianto, nella fede, nella preghiera al Padre e nella fraterna gratitudine, per la partenza dalla nostra vista di Simonpietro Marchese. Ho avuto alcuni momenti di collaborazione con lui, che ricordo con simpatia. Chiedo di considerarmi spiritualmente presente alla sua chiesa mentre lo accompagna davanti al Signore della vita.

Enrico Peyretti, Torino

 

 

Grazie per questa triste notizia. Il funerale si sa quando è?

shalom

ale

 

 

Vi invitiamo a partecipare al funerale che si terrà nel Tempio Valdese di Via Francesco Sforza 12/A (MM San Babila o Duomo)

sabato 8 maggio 2004 alle ore 11.00.

A funzione terminata si raggiungerà il Cimitero evangelico di Bergamo.

 

 

 

 


#21 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Thu May 6, 2004 7:21 pm
Subject: Lutto per Simompietro Marchese
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Abbiamo ricevuto la notizia che il giovanissimo pastore valdese della chiesa di Milano

 

Simonpietro Marchese

 

è tornato alla Casa del Padre. Il gruppo Leonhard Ragaz lo saluta e lo ricorda con simpatia e affetto ma soprattutto con ammirazione per il suo impegno in favore delle lotte della Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO), di cui era parte attiva.

 

Maurizio in particolare lo rammenta nelle impegnate discussioni politiche e teologiche

che, sia pur nelle differenti valutazioni e punti di vista, sono state sempre contrassegnate dalla fraterna e sincera amicizia.

 

Ci rivolgiamo al Signore per invocare la sua guida in questo momento di smarrimento e sconforto umano generale.

 

Le pubblicazioni di questa ML sono sospese fino a settimana prossima per lutto.

 

 

Al lutto si uniscono Francesco e gli amici del MIR di Palermo

 

 

Dal Salmo 1:

 

Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi,

che non si ferma nella via dei peccatori;

né si siede in compagnia degli schernitori;

 

ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE,

e su quella legge medita giorno e notte.

 

Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli,

il quale dà il suo frutto nella sua stagione,

e il cui fogliame non appassisce;

e tutto quello che fa, prospererà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


#20 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Thu May 6, 2004 3:11 pm
Subject: Assemblea 2004 di Antigone
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ANTIGONEONLUS

per i diritti e le garanzie nel sistema penale

 

ASSEMBLEA 2004

 

 

L'Europa dei diritti. L'Europa
delle pene.

 

 

Roma, venerdì 14 maggio

Camera dei deputati, Sala del Refettorio, Via del Seminario, 76

 

 

 

Introduce

 

STEFANO ANASTASIA

 

 

Prima Sessione(ore 9,30-11,30)

Sarà l'Europa la patria del diritto penale minimo?

introduce e coordina: ARTURO SALERNI

ne discutono: ANNA FINOCCHIARO, Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

ADELMO MANNA,Università di Foggia

 

 

Seconda Sessione(11,30-13,30)

Diritti di chi?

Diritti umani, politiche dell'immigrazione e controllo penale in Europa

introduce e coordina : MAURO PALMA

ne discutono: ALESSANDRO BATTISTI,Commissione Affari Costituzionali Senato  della Repubblica

ELIGIO RESTA,  Università di Roma Tre

 

 

Terza Sessione(15,00-17,00)

C'è un giudice in Europa? Verso quale giustizia nell’Europa dei 25

introduce e coordina : PATRIZIO GONNELLA

ne discutono: GIANCARLO CASELLI, Procuratore Generale Corte d’ Appello di Torino

GIULIANO PISAPIA, Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

 

 

 

 

Conclude

 

LUIGI FERRAJOLI

 

 

 

E’ necessario comunicare la propria partecipazione:

Antigone Onlus, tel e fax 065810299

email : associazione.antigone@...

sito : www.associazioneantigone.it

Per l’accesso ai locali della Camera è necessaria la giacca

 


#19 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Thu May 6, 2004 3:00 pm
Subject: La proposta di ricerca del prof. Bamonte su un monaco buddista
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Parola per Giovedì, 6 maggio 2004

 

Il SIGNORE disse ad Abramo:

"In te saranno benedette tutte le famiglie della terra".

Genesi 12:1,3

 

 

Continuiamo con le interessanti proposte di ricerca scientifica del prof. Gerardo Bamonte di Roma… Sicuramente non interverrà la trasmissione “Miracoli” di Mediaset (in gioco del resto non ci sono i rappresentanti dell’attuale religione “civile” in Italia) ma per chi ha delle curiosità in materia forse troverà pane per i suoi denti.

Buona ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

 

2004 sem Galina 4)

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”

Le Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Lettere e Filosofia

Dipartimenti di Biologia Animale e dell’Uomo e di Studi Storico-Religiosi

organizzano un seminario nell’ambito del

“Laboratorio di Ricerca sul Campo”

coordinato dal Prof. Gerardo Bamonte,  cattedra di Religioni dei Popoli Primitivi - Religioni etniche

dal titolo

 “El fenomeno de conservacion del cuerpo

de un Lama budista”

tenuto dalla Prof. Galina Ershova: Università Statale di Scienze Umane della Russia;

ricercatrice capo dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia delle Scienze della Russia.

ore 10.00 di martedì 11 maggio 2004 nell’aula “Sergio Sergi” del “Dipartimento di “Biologia Animale e dell’Uomo” (sede di Antropologia, prima palazzina a destra dall’entrata principale di viale Regina Margherita)

interverranno:                 

            Prof. Bolino Giorgio del Dipartimento di Medicina Legale.

            Prof. AlfredoCoppa, Antropologo, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo,

Prof. Giuliano Bellezza , Geografo, Università della Tuscia,

            Dott. Massimiliano A. Polichetti, Tibetologo, Museo Nazionale d’ Arte Orientale

            Dott.Ugo Papi, giornalista coordinatore dell’associazione “Amici del Tibet”

La Prof. Galina Ershova, che ha avuto la possibilità di verificare, qualche settimana fa il corpo di un Lama Buddista, nel monastero di Ivolghinschi, a 15 chilometri dalla capitale, Ulan Ude, della Repubblica dei Buriati, (confinante al sud con la Mongolia), morto circa settanta anni fa e rimasto praticamente integro. Dovendo escludere processi di mummificazione, essiccazione o congelamento, non si trovano spiegazioni accettabili scientificamente. La Ershova ci mostrerà le immagini del corpo nello stato attuale, documenti dell’atto ufficiale della riesumazione, e della vita del Lama che fu un importante capo dei buddisti della Russia all’inizio del secolo, e anche un video di 6 minuti sull’argomento. L’intento della studiosa non è quello di spiegare un “fenomeno”, bensì di raccogliere opinioni e suggerimenti per l’organizzazione di una ricerca multidisciplinare (analisi dei ritmi biologici, del DNA, delle sostanze incontrate nel ‘sarcofago’, studio dell’area della sepoltura, analisi chimica del sale che si forma sulla faccia) e internazionale che permetta di spiegare come un corpo umano possa conservarsi per un così lungo tempo.

 

 

Foto del 1911,  XII Pandido Xambo Lama Dasha Dorgio Itiguel

Per info, rivolgersi a gerardo.bamonte@...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


#18 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Wed May 5, 2004 11:17 am
Subject: Ma l'evoluzione continua nonostante le Chiese e la Moratti
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Non ci meraviglia che il mondo cattolico e evangelico tradizionalista si siano stretti intorno all’attuale Ministro dell’Istruzione Moratti per l’abolizione della teoria evoluzionista di Darwin dagli argomenti delle materie d’insegnamento per i giovani studenti.  Si scambia la Bibbia ebraica per un libro di testo di Scienze naturali. L’attacco è diretto, frontale e senza dubbio oscurantista e medioevale.

Il Canone ebraico rimane invece una elaborazione composita e stratificata nel corso dei secoli che risente delle differenti posizioni teologiche maturate nel tempo, con almeno tre diverse scuole di riferimento: la Scrittura è stata continuamente rivista e aggiornata sulla base della sola interpretazione teologica. Chi nega questo carattere fondamentale nega non solo la dignità alla Scienza ma soprattutto nega il carattere religioso del testo, attribuendogli finalità e funzioni non proprie.

Quello che ci preoccupa seriamente è in ogni caso il silenzio delle chiese protestanti storiche sulla vicenda e delle c.d. menti illuminate del cattolicesimo progressista. Dove sono e che cosa dicono sulla questione? Si sono tutti allineati alle posizione degli evangelicali e dei pentecostali statunitensi che in questi ultimi tempi sono in perfetta sintonia con le tesi conservatrici di Giovanni Paolo II ?

Sorge il dubbio che il mondo dei nostri antenati è più vicino a noi nel tempo storico, sicuramente molto di più di quanto si possa immaginare con la sola fantasia.

 

 

 

L'APPELLO

"Un danno per la cultura scientifica"

 

Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie".

L'elenco degli argomenti da trattare non comprende più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra" la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana"

I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie. Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione per dei ragazzi di 13-14 anni, rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a svilupparne la curiosità scientifica e l'apertura mentale.

E' senz'altro giusto spiegare che il Darwinismo e le teorie che ne sono conseguite hanno lacune da colmare e presentano problemi insoluti, ma non si può saltare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie. Chiediamo dunque al Ministero dell'Istruzione di rivedere i programmi della scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni.

 

Carlo Bernardini - Dip. di Fisica La Sapienza e Infn Edoardo Boncinelli - Scuola Int. Sup. Studi Avanzati,Trieste Luigi Luca Cavalli Sforza - Univ. di Stanford Bruno Dallapiccola - Ist. Mendel, Roma Ernesto Di Mauro - Genetica molecolare, La Sapienza. Dir. Fond. Cenci Bolognetti Renato Dulbecco - Nobel per la medicina Margherita Hack - prof.ssa emerita di Astrofisica, Trieste Giuseppe Novelli - docente di Genetica Umana, Tor Vergata Franco Pacini - dir. Osservatorio di Arcetri Massimo Pettoello-Mantovani - prof. di Pediatria, Foggia e New York Alberto Piazza - docente di Genetica Umana, Torino Pier Franco Pignatti - presid. Soc. italiana di Genetica Umana

 

 

 


#17 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue May 4, 2004 8:13 am
Subject: L'Islam e la laicità a convegno
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Mordechai Vanunu, chiede aiuto all’arcivescovo anglicano pacifista Rowan Williams per la sua incolumità minacciata in Israele dopo l’uscita di prigione, quale “spia” nucleare. In quel paese l’estremismo ha ormai vinto e non sono più garantiti i normali diritti democratici alla singola persona dissidente e agli oppositori politici. Questa è la democrazia di cui ci si vanta in occidente nell’area del Medio Oriente… Scusate la domanda, ma di che cosa sta discutendo l’on. Pera negli States?

 

Notizia da ENI

 

M.V. réfugié dans un centre anglican de Jérusalem, réclame l'aide de l'archevêque de Cantorbéry 

 

Jérusalem, le 3 mai (ENI) - Mordechai Vanunu, l'homme qui avait été emprisonné pour avoir révélé les détails du programme nucléaire israélien, a placé sa sécurité future dans les mains de l'Eglise anglicane, en demandant à l'archevêque de Cantorbéry d'assurer sa protection. Cet appel a été rendu public par son frère Meir, qui a déclaré que l'archevêque de Cantorbéry, Rowan Williams, devait aider à assurer la sécurité de Mordechai Vanunu qui, a-t-il dit, a reçu des menaces de mort depuis sa libération de prison le 21 avril.

 

--------------------

 

 

A.D.M.I.                                          A.C.E.I.I.

Associazione Donne          membro in                                      U.C.O.I.I.

Musulmane in Italia                                                          F.I.O.E.

 

 

Vi invitano a partecipare al:

11° CONVEGNO ANNUALE

 

“L’ISLAM E LA LAICITÀ

                                                       

Milano, Centro Sportivo Saini

Domenica 30 Maggio 2004

  dalle h. 10:00 alle h.19:00

 

 

RELATORI:

-ING. IMAD AL BANNANI (SVIZZERA)

-DOTT. ABDALLAH BIN MANSUR (FRANCIA)



MERCATINO (abbigliamento-dolci tipici-panini-libri di cultura islamica)

ASILO PER BAMBINI

SERATA FINALE CON ANASHID

 

 

LA PARTECIPAZIONE è APERTA A UOMINI E DONNE

 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!

 

INFORMAZIONI UTILI

 

PER  INFORMAZIONI:

02/2895603Fatima abd el Hakem  

335/6387290 UmAbdallah

347/8404884 fr .Mahmud Asfà

 

 


#16 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon May 3, 2004 7:05 pm
Subject: La parola a Hassan El Araby - il primo islamico eletto in Svizzera
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Esultiamo e con piacere annunciamo l’elezione dell’amico dott. Hassan El Araby nelle liste Unità socialista-verdi.

Complimenti e buon lavoro in Ticino!

Qui in Italia, a pochi km da Chiasso, c’è del resto molto lavoro da fare anche per noi:  Ecumenici si rende disponibile a contrastare tutte le forme di razzismo dirette o indirette, a livello politico e non solo, ai danni degli appartenenti alla religione islamica. E’ il nostro impegno per la Pace e la Giustizia.

Troviamo a dir poco scandaloso che organi di stampa e radio-televisivi - anche pubblici - sostengano la tesi leghista e di Alleanza Nazionale mirante alla chiusura delle moschee (da Como a Cremona… )

La benedizione del Misericordioso ci accompagni in un dialogo proficuo e contro la censura dei mass media.

Saluti socialisti.

Il gruppo Leonhard Ragaz

-----------------------

 

 

In sintesi:

Egiziano di origine, laureato in economia e commercio al Cairo, Hassan El Araby vive in Svizzera da oltre vent’anni. Dopo un breve soggiorno a Zurigo, si è stabilito a Chiasso.

Candidato come indipendente sulla lista Unità socialista-Verdi alle elezioni comunali di inizio aprile, Hassan El Araby è ormai il primo consigliere comunale apertamente islamico in un legislativo svizzero.

El Araby, 50 anni, è sposato con una ticinese ed ha un figlio. Dirige dal 1999 il locale Centro culturale islamico.

 

 

 

 

Per un nuovo dialogo con l'Islam

Hassan El Araby, il responsabile del centro islamico di Chiasso e neoeletto consigliere comunale della città di confine, difende i valori dell’Islam con la promozione del dialogo interculturale.
A colloquio con il primo politico apertamente islamico mai eletto in un legislativo svizzero.

Link sull'argomento:

  » Lega dei Musulmani della Svizzera

 

El Araby, responsabile del centro culturale islamico di Chiasso

 

La porta è aperta, al terzo piano della palazzina al centro di Chiasso. Hassan El Araby, il responsabile dell’«Associazione Islam senza frontiere» e direttore del centro, accoglie gli ospiti con cordialità. Di origine egiziana, ma ormai di casa in Ticino da vent’anni, El Araby è l’anima di questo porto di mare.

Grazie all’impegno di El Araby, il centro, con una biblioteca e uno spazio di culto, è ormai un riferimento per la comunità islamica, ben oltre i confini di Chiasso.

Al Centro – Hassan El Araby ci tiene a ricordarlo – non si assistono solo i fedeli islamici: «Con il mio impegno cerco anche di far conoscere l’Islam alla popolazione locale, ma quello vero; non l’immagine scorretta trasportata spesso dai media».

 

swissinfo: Con l’elezione in consiglio comunale, i cittadini di Chiasso le hanno dimostrato simpatia e fiducia. Che effetto fa?

El Araby: In verità volevamo proporre dei giovani. Pensavamo che chi è nato e cresciuto qui potesse assumere un’importante funzione di ponte fra la gente del posto e la comunità islamica, ma alla fine mi sono buttato io. Ho avuto contatti con persone di diversi partiti, alla fine ho accettato un posto in lista come indipendente.

Finora mi sono occupato dell’integrazione dei musulmani. Adesso il mio compito cambia, dovrò occuparmi di tutti i temi che riguardano il comune di Chiasso. Si tratta di una grossa responsabilità e spero di essere all’altezza.

swissinfo: Come valuta questo successo?

Noi siamo ancora una comunità molto piccola. Inoltre abbiamo spesso problemi di lingua e di integrazione. Mi sembra troppo affrettato parlare di successo. Ma senz’altro abbiamo annunciato la volontà di partecipare attivamente alla vita sociale di questo paese.

Noi stessi abbiamo dato un segno forte per l’integrazione. Le nostre comunità sono miste: ci sono algerini, turchi, kosovari e anche svizzeri che hanno abbracciato l’islam. Per questo abbiamo scelto da subito l’italiano come lingua di comunicazione interna, per l’assistenza e per i sermoni.

Così, oltre alla parte rituale che è in arabo, parliamo nella lingua del posto. Abbiamo fatto sforzi notevoli per insegnare la lingua a chi è arrivato e, implicitamente, abbiamo contribuito ad avvicinare la nostra gente alla società locale.

swissinfo: La sua attività è concentrata in Ticino. Come si sviluppa nelle altre regioni del paese?

La presenza musulmana in Svizzera non è di vecchia data; non si può paragonare a quella di altri grandi paesi come la Francia. Solo negli ultimi dieci anni, l’emigrazione si è intensificata e sono nate le reti di contatto. Poi sono sorte, un po’ ovunque, delle moschee e dei centri d’incontro; dal 1992 esiste la Lega dei musulmani in Svizzera.

Ma è soprattutto a livello europeo che l’islam si sta organizzando, grazie alla creazione di un nuovo Consiglio di esperti, nel 1998, composto per lo più di persone che vivono in Europa. Questo non vuol dire che ci sarà un Islam europeo, ma per la quotidianità dei credenti in Europa è un passo importante. La vita di un musulmano in Svizzera non è uguale a quella di un musulmano in Egitto o in Arabia saudita.

swissinfo: Il rapporto fra musulmani e occidente rimane spesso difficile. Anche in Svizzera c’è chi chiede l’abolizione dei simboli, come il velo, dai luoghi pubblici. Come legge lei questa tendenza?

Quello che è successo in Francia non è questione di simboli: qui si priva una parte della società dei diritti fondamentali. Vietare il velo è contro il principio di libertà religiosa.

Non capisco veramente perché si discuta tanto. Anche al tempo di Gesù – pace e benedizione su di lui – le donne portavano il velo. Per me è chiaro: cresce l’islamofobia.

swissinfo: Ma non è legittimo difendere il principio di laicità dello Stato?

La laicità si dimostra una nuova religione: togliete la croce, togliete il velo… Il senso della laicità dello Stato è quello di dare i diritti a tutti, di farli partecipare. Ma se la laicità proibisce la propria identità, è in contrasto con l’idea alla base.

Giusto, è lo Stato che non nega i diritti di nessuna minoranza. Lo dice anche un versetto del Corano: «A voi la vostra religione, a me la mia». In Svizzera, devo dire, la maggioranza cerca ancora di essere corretta.

swissinfo: Gli attentati in Spagna hanno riacceso la paura verso la violenza del fondamentalismo islamico e verso l’Islam in genere…

La violenza è un problema che vediamo crescere in tutti i settori della società. Se la paura cresce è anche per il modo con cui i media ne parlano. Si vedono solo fatti di sangue, questo fa paura.

Poi, presentare tutti i musulmani come terroristi o le donne mussulmane come segregate è falso. La cronaca dalla Palestina o dall’Iraq fomenta ulteriormente i pregiudizi. Lì i musulmani sono ingiustamente attaccati e non si parla delle migliaia di morti. La guerra è fondata sulle bugie ed è profondamente ingiusta. Perché stupirsi se il popolo reagisce?

swissinfo: Qual è allora la sua speranza per il futuro?

Ci vuole il dialogo: solo così ci si potrà capire, non con le bombe. Se i soldi spesi nella guerra fossero finiti nell’aiuto allo sviluppo, l’umanità sarebbe cresciuta. Si semina invece solo ingiustizia. Il senso della vita è ubbidire a Dio, dunque fare il bene, costruire, non distruggere.

Il messaggero Mohammed – pace e benedizione a lui – dice: “Anche nel giorno del giudizio, se hai un germoglio in mano e ne hai la possibilità devi seminarlo. Cosa serve la vita se non c’è la speranza? Cosa facciamo se non guardiamo più al futuro?”

Intervista a cura di Daniele Papacella


(swissinfo, 24.04.2004)

 


#15 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon May 3, 2004 12:55 pm
Subject: Il silenzio degli alleati sullo sterminio degli ebrei ...
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Lo sterminio degli ebrei nella germania nazista è avvenuto anche a causa del silenzio alleato: inglesi in testa.

 

 

RECENSIONI LIBRI E FILM

Il silenzio degli alleati  di Richard Breitman, Edizioni Oscar Mondadori 2000
Inviato da Daniela Frediani

 

Per acquistare il libro oppure leggere un'altra recensione clicca su:

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=910&c=JNNT7GRD3JHLL

 

“Il silenzio degli alleati” e' un documentatissimo libro dello storico americano Richard Breitman, che da' finalmente un’articolata risposta a un quesito che molti si sono posti studiando la Shoah. Perche' i nemici della Germania, le forze alleate che combattevano il nazismo, non hanno mai fatto niente di concreto per evitare o almeno ostacolare lo sterminio?

Breitman dimostra che, oltre alla priorita' data alle necessita' belliche  si doveva accelerare in ogni modo la sconfitta della Germania  sia la Gran Bretagna che gli Stati Uniti avevano diversi altri motivi per non fare mosse concrete in favore degli Ebrei che Hitler stava sterminando nell’Est europeo.

 

Gli alleati erano consapevoli che sarebbe stata possibile qualche azione militare, come ad esempio il bombardamento di linee o ponti ferroviari, ma erano anche convinti che i tedeschi avrebbero ripristinato in breve tempo tali strutture. Se anche cio' si fosse verificato, qualche azione dimostrativa alleata, avrebbe pero' avuto un importante benefico effetto psicologico sugli Ebrei, che non si sarebbero sentiti abbandonati completamente al loro destino.

E i superstiti ancora oggi non si chiederebbero: “Perche' gli alleati non hanno mai bombardato nemmeno una linea ferroviaria per Auschwitz?”

Daniela Frediani

Per acquistare il libro clicca su

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=910&c=JNNT7GRD3JHLL

 

La recensione è tratta da www.puntoj.com

 

 

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Posta ricevuta da Mediacom:

 

 

Da: Flaminio [mailto:flaminio@...]
Inviato: martedì 27 aprile 2004 22.36
A: ecumenici@...
Oggetto: Re: La protesta di Ecumenici su Costermano

 

Non sono concorde.

 

La spiegazione sarebbe lunga, ma vi basti sapere che dissento.

 

Cordialmente

 

Flaminio Maffettini

 

 

 

In che cosa non è concorde? L’ascolto come ex sinodale luterano al corrente di molti fatti…

Maurizio Benazzi

 

 


#14 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sun May 2, 2004 9:08 am
Subject: Invito a Milano per il 4 maggio...
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In questo numero:

  • Notizie da Israele su Sari Nusseibeh e Mordechai Vanunu
  • Invito a Milano per il 4 maggio per la riconversione dell’industria bellica
  • Richiesta di traduttori per l’italiano dall’ILGA
  • Notizie da NEV

 

 

Notizie da Israele:

 

Gli israeliani arrestano Sari Nusseibeh, intellettuale pacifista palestinese

 

Il professor Sari Nusseibeh, rettore dell'università araba di Gerusalemme Al-Qods ed esponente palestinese moderato, è stato fermato mercoledì dalla polizia israeliana in un sobborgo di Gerusalemme est. Secondo il portavoce di Nusseibeh, Dimitri Dilani, il professore è stato fermato dalla polizia di frontiera israeliana mentre parcheggiava l'automobile nei pressi dell'università nel quartiere di Beit Hanina. «I poliziotti hanno controllato la sua carta d'identità e gli hanno notificato l'arresto» ha spiegato Dilani.

Il rettore è stato arrestato perché avrebbe ammesso di aver impiegato all'Università quattro palestinesi dei territori occupati che non avevano il permesso di entrata in Israele.

 

 

TESTI E FOTO INEDITE DI MORDECHAI VANUNU, LA "SPIA" ANTINUCLEARE

 

Per la prima volta in Italia l'associazione PeaceLink ha tradotto in italiano i testi e le fotografie del tecnico atomico israeliano Mordechai Vanunu, che dopo aver rivelato al mondo intero i segreti nucleari di Israele e' stato narcotizzato, rapito e carcerato.

 

Tutto il materiale e' disponibile all'indirizzo http://www.peacelink.it/vanunu

 

Le foto scattate da Vanunu all'interno del centro di produzione delle armi nucleri di Israele, ad alta risoluzione e gia' pronte per la stampa, sono disponibili all'indirizzo

 

http://italy.peacelink.org/pace/indices/index_1227.html

 

 

 

 

 

Parola per Domenica, 2 maggio 2004:

 

Come i cieli

sono alti al di sopra della terra,

così è grande la sua bontà

verso quelli che lo temono.

Salmo 103:11

 

Come collaboratori di Dio,

vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano.

2 Corinzi 6:1

 

 

Lo hai letto l'articolo di Focus citato nel sms di una settimana fa, sul fatto che Gesù volesse le donne sacerdotesse  ?

Con stima - Giuseppe

P.s  consiglio un buon blog  pacifista http://bloggerspelapace.splinder.it

 

Ciao Giuseppe

Non ho letto Focus ma leggo la Bibbia cristiana: in essa le apostole donne sono una normalità non solo gradita da Gesù ma incoraggiata. Solo se sei un cattolico romano "trinariciuto" (consentimi l'espressione simpatica di Don Peppone) puoi dare credito alle teorie maschiliste e sessuofobe di Roma contro il sacerdozio femminile.  Nel caso tu sia un cristiano libero non vale nemmeno la pena occuparsene. La donna serve il Signore esattamente come lo fa un uomo: con tanti problemi, cadute e riprese di slancio. In questa ML di ammiratori dell'Opus Dei e della Compagnia delle Opere mi pare ci sia solo una persona...  come dire questi tradizionalisti trovano spazio solo nelle menti delle trasmissioni RAI di “A sua immagine” e in quella del Presidente dei DS.

Abbracci

Maurizio

 

 

Informazione – invito ricevuto su Milano:

 

 

In quanto firmatario dell'appello in difesa della legge regionale (Lombardia) 6/94 (Agenzia per la riconversione dell'industria bellica) ti segnaliamo che dopo le varie iniziative prese per la campagna di difesa e rilancio della Legge 6794 sulla "Agenzia per la riconversione dell'industria bellica" (conferenza stampa, incontro con capigruppo, raccolta firme che continua ecc.) abbiamo pensato fosse necessario un
incontro di approfondimento sui temi legati alla legge e alla nostra proposta di rilancio.

L'incontro sarà quindi

MARTEDI' 4 MAGGIO

dalle ore 18.00 alle 22.00

c/o i gruppi consiliari della Regione

via F.Filzi 29, Milano


La discussione si concentrerà quindi su tre aspetti:


- come ha funzionato l'Agenzia;
- proposte di rilancio della legge e quali obiettivi deve contenere;
- come allargare ad altri soggetti (sindacati in primo luogo) il dibattito sulla legge.

 

Chi fosse interessato a partecipare può segnalarsi rispondento a questa mail.

Contributi e suggerimenti da chi non potrà partecipare sono sollecitati e bene accetti

 

Per aderire alla campagna scrivere una mail di adesione a appello.riconversione@... 

oppure su www.peacelink.it/riconversione

Materiali disponibili su www.disarmolombardia.org

 

rete regionale contro la guerra

 

 

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Richiesta dall’ ILGA

 

Come organizzazione internazionale, ILGA si impegna nel rivolgersi alle persone nella loro lingua madre ma sfortunatamente non ha le risorse per pagare per servizi di traduzione.  

 

Se hai un po’ di tempo libero e desideri contribuire ai nostri sforzi nel realizzare uguali diritti per la comunità LGBT mondiale, traducendo parti dei nostri testi, per favore contattici su stephenbarris@... 

 

Grazie!

 

Stephen Barris / ILGA – International Lesbian and Gay Association

 

 

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Notizie NEV

 

 

LA CHIESA DI ROMA NON SI FIDA DEI PROPRI SACERDOTI di Ermanno Genre, docente di teologia pratica alla Facoltà Valdese di teologia di Roma

 

In una "Istruzione" resa pubblica in Vaticano lo scorso 23 aprile ed intitolata "Redemptionis Sacramentum, su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia" il Vaticano torna a criticare gli "abusi liturgici", tra i quali la concelebrazione eucaristica tra preti cattolici e ministri delle denominazioni protestanti. L'Istruzione - elaborata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in stretta collaborazione con la Congregazione per la Dottrina della Fede - comporta un'introduzione, otto capitoli ed una conclusione e trae la sua origine dall'enciclica papale "Ecclesia de Eucharistia".

 

La chiesa di Roma non si fida dei propri sacerdoti. Dopo l'enciclica "Ecclesia de Eucharistia" di un anno fa, ecco ora un elenco di 186 possibili abusi "circa la santissima eucaristia". Gli abusi di cui si parla concernono la chiesa di Roma ma si estendono al tempo stesso alla realtà del dialogo ecumenico con le altre chiese. D'ora innanzi dunque "si faccia attenzione affinché per mancanza di consapevolezza non accedano alla santa comunione anche i non cattolici o perfino i non cristiani." (§84). E ancora: "non è consentito ai fedeli di 'prendere da sé e tanto meno passarsi tra loro di mano in mano' la sacra ostia o il sacro calice. va rimosso l'abuso che gli sposi durante la Messa nuziale si distribuiscano in modo reciproco la santa Comunione" (§94). Tra i "graviora delicta" è enumerata anche la "concelebrazione proibita del Sacrificio eucaristico insieme a ministri di Comunità ecclesiali i quali non hanno la successione apostolica, né riconoscono la dignità sacramentale dell'ordinazione sacerdotale" (§172).

Insomma: repetita iuvant! E se qualcuno avesse dei dubbi sulla volontà ecumenica della chiesa di Roma vada a leggersi l'enciclica "Ut unum sint" dove troverà scritto in bella evidenza che la Chiesa cattolica "si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca  ecumenica." (§3). Giustamente si intende combattere la confusione, ma non vi è anche qui molta confusione fra realtà e piani diversi che andrebbero opportunamente distinti? La chiesa locale esiste ancora? Credibilità vo cercando.

 

 

IL 29 APRILE A TERNI IL "GIORNO DELL'ACQUA": LE RELIGIONI PER LA DIFESA DEL CREATO Alla tavola rotonda il presidente della Federazione delle chiese evangeliche, Gianni Long

 

Roma (NEV), 28 aprile 2004 - Si avvicina il "Giorno dell'acqua": domani 29 aprile, si terrà una giornata ecumenica per la "Difesa del Creato"

organizzata dalla Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della CEI, dalla Conferenza Episcopale Umbra in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dei Lavori Pubblici presso il Comune di Terni. Dedicata ogni anno ad un aspetto diverso, quest'anno la scelta della CEI si sofferma sul tema dell'acqua. Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), invitato all'appuntamento, ha dichiarato:

"Sarò lieto di partecipare ad una giornata così significativa. La FCEI, ormai da molti anni affronta con impegno il tema della salvaguardia del Creato tramite l'apposita Commissione globalizzazione ed ambiente (GLAM). Il tema dell'acqua, oggi così rilevante, richiede impegno quotidiano. L'

iniziativa della CEI è lodevole, anche se, nel programma della giornata, il momento religioso ed ecumenico è solo una piccola parte. Speriamo che in futuro queste iniziative possano essere condotte congiuntamente a protestanti ed ortodossi".

L'incontro di Terni sarà aperto con un evento multimediale condotto da Sandro Vannucci dal titolo "L'acqua e il mondo, la vita e la pace"; seguirà una tavola rotonda con la presenza di numerosi artisti e musicisti, tra i quali Maria Grazia Cucinotta. Tra i numerosi interventi ricordiamo inoltre quelli di Vincenzo Paglia, vescovo della diocesi di Terni e di Altero Matteoli ministro dell'Ambiente. Nel pomeriggio, sul tema: "Le religioni e l 'acqua" tavola rotonda con Gianni Long presidente della FCEI, Riccardo Di Segni rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Gennadios Zervos metropolita ortodosso d'Italia, Omar Camiletti del Centro islamico di Roma, Raffaello Longo monaco buddista della comunità di Pomaia. La giornata dedicata all'acqua terminerà presso la Cascata delle Marmore con la "Preghiera al tramonto", presente l'attore Giorgio Albertazzi, ed il concerto alle 21 del Coro della cattedrale di Canterbury.

"Oggi è più che mai importante che le chiese si muovano su temi come la tutela del Creato ed in particolare la salvaguardia di un bene come l'acqua, sempre più preziosa e rara e quasi inesistente per molte popolazioni. Già nel passato - ha specificato Gianni Long - la FCEI è stata attenta ai temi dell'ambiente, seguendo il programma del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), 'Giustizia, pace e salvaguardia del creato': ricordiamo la partecipazione alla vastissima raccolta di firme per la petizione sul clima negli anni '90, il lavoro preparatorio in vista dell'Assemblea di Graz (1997), fino all'istituzione della Commissione ambiente. Proprio secondo la proposta uscita dall'Assemblea di Graz, nel 2002 è stato prodotto un documento relativo all'acqua. Nell'abito dell'informazione, - conclude Long - la Commissione ha spesso fornito articoli al settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi "Riforma" e dal 2002 ha diffuso via e-mail una 'Lettera alla rete GLAM' segnalando documenti ecumenici tradotti e inseriti nella pagina-archivio della Commissione all'interno del sito web della FCEI". (nev/gmg)

 

 

SI È TENUTO IN SICILIA L'XI FORUM EUROPEO DELL'INSEGNAMENTO RELIGIOSO "Nelle scuole si impone sempre più lo studio delle tre grandi tradizioni monoteiste"

 

Roma (NEV), 28 aprile 2004 - "Lo studio delle tre grandi tradizioni monoteiste - ebraismo, cristianesimo, islam - si impone sempre più come un preciso impegno della scuola nella formazione pubblica di ciascun cittadino europeo". "Anche le religioni devono imparare a rispettare le regole della democrazia in vigore nelle società civili europee". "Prima di pensare a nuovi programmi di cultura religiosa, bisognerà cominciare a formare i nuovi insegnanti." Sono queste alcune delle affermazioni, risuonate nelle dense giornate dell'XI "Forum europeo per l'istruzione religiosa nelle scuole pubbliche", tenutosi dal 14 al 17 aprile a Villa Belvedere di Carini (Palermo), sul tema "Confessioni cristiane e fedi monoteiste per una nuova cittadinanza europea".

Una cinquantina di esperti (cattolici, evangelici, ortodossi, anglicani) provenienti da una quindicina di paesi, hanno messo a fuoco il problema delle competenze dello Stato e delle chiese cristiane in fatto di istruzione religiosa nelle scuole pubbliche d'Europa, anche nella prospettiva del suo imminente allargamento ad altri dieci paesi. Tra gli interventi ufficiali anche quello del teologo protestante tedesco Rudolf Biewald, docente di pedagogia religiosa all'Università di Dresda.

Nella prospettiva della unificazione europea, gli organizzatori hanno sottolineato l'importanza per i giovani di disporre di una conoscenza corretta e critica sulle grandi radici culturali del continente. Il Forum opera nell'ottica appunto di arginare insorgenti fenomeni di fondamentalismo identitario, ma anche e anzitutto di ricreare le basi etiche di una convivenza civile - resa fragile in tante società europee di fatto largamente "post-cristiane" - nel mosaico crescente della diversità etnica, culturale, religiosa. Il Forum è una associazione europea di esperti che seguono da vicino l'evolversi dei diversi modelli di insegnamento della religione e dell'etica nelle scuole dei vari stati. Ne fanno parte giuristi di legislazione scolastica, pedagogisti, filosofi della religione, teologi, docenti di scienze religiose e didattiche in Facoltà e Istituti superiori.

(nev/gc)

 

 

(NEV/NCCCUSA) - Non piace alle chiese USA la politica ecologica del presidente Bush. In una lettera aperta consegnata al presidente il 22 aprile e firmata da oltre cento leader cristiani, il "Clean air act" (linee guida del governo in campo ecologico) viene definito come un passo indietro rispetto agli standard fissati dalle precedenti amministrazioni per quanto riguarda la tutela ambientale. Secondo il pastore Robert Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese cristiane (NCCCUSA): "Il presidente assicura che i valori morali sono alla base dell'azione del governo, ma questa amministrazione dimentica sistematicamente gli insegnamenti della Bibbia che ci richiamano alla tutela e alla salvaguardia del Creato e al sostegno degli umili e degli indifesi".

 

 

(NEV/ENI) - "Il mondo è diventato più pericoloso perché  non siamo stati capaci di fronteggiare il terrorismo con metodi non militari": così è scritto in un documento del Comitato Chiesa e Stato che sarà presentato per la discussione alla prossima assemblea generale della Chiesa presbiteriana di Scozia (15-21 maggio). Citando il caso della Libia (risolto positivamente in campo diplomatico), il documento critica il governo britannico: "Chi sostiene che la violenza genera altra violenza viene oggi definito un illuso e uno stolto; ma i veri stolti sono stati i nostri leader politici nelle loro scelte in risposta al terrorismo internazionale".

 

 

 

 

 

 

 

 


#13 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sat May 1, 2004 5:50 pm
Subject: Immagini shock: valutate attentamente se visionarle o meno
ecumenici
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Riteniamo che la pubblicazione di queste immagini sia importante per
contrastare il fenomeno della censura in Italia e in occidente sugli
abusi degli eserciti della c.d. "coalizione" presente in Iraq.
Qualora ci perverranno, daremo anche la pubblica segnalazione delle
orribili immagini dell'esercito inglese.

http://www.thememoryhole.org/war/iraqis_tortured/

Qui trovate solo le foto shock delle torture dei militari
americani ai danni di prigionieri iracheni.

Questo e' solo uno dei centinaia di casi di violenza denunciati
dagli iracheni (terroristi, guerriglieri o civili che siano).

Questa comunicazione riguarda solo la ML "Gruppo Leonhard Ragaz" in
via di ricostituzione su Yahoo UK.

#12 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon Mar 1, 2004 6:48 pm
Subject: Appello contro quel falso di Dio di Mel Gibson...
ecumenici
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Dalle notizie ENI di oggi:

Les protestations et les controverses redoublent d'intensité après
la sortie du film "La Passion du Christ"

New York, le 1er mars (ENI) - Le film du réalisateur Mel Gibson sur
les dernières heures de la vie de Jésus a été présenté aux Etats-
Unis, suscitant des longues files d'attente, de nombreuses
protestations et toutes sortes de réactions, certaines parfois
cinglantes. "La Passion du Christ" - film que certains responsables
religieux  qualifient d'antisémite à cause de  sa présentation des
juifs - a été projeté le mercredi des Cendres (le 25 février),
dépassant tous les records d'affluence pour une production à thème
religieux. (ENI-04-0082\F)


Chi fosse interessato alla redazione di un documento teologico
interconfessionale e inter-religioso di protesta contro l'uscita in
Italia del film "The Passion" e contestualmente - per i cristiani -
alla richiesta di sbattezzarsi presso la parrocchia cattolica
d'infanzia, è pregato di contattare il fondatore di Ecumenici,
scrivendo a ecumenici@... Grazie.
Maurizio Benazzi

Chi desidera ricevere la newsletter è pregato di scrivere al
fondatore: al momento infatti circola fuori dal circuito di Yahoo.

#11 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sat Jan 24, 2004 8:45 pm
Subject: Messaggio postato ieri alle ore 21.46 e disponibile su Yahoo oggi alle ore 12.30
mauriziobenazzi
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Parola per domenica, 25 gennaio 2004

 

Il SIGNORE

annienterà per sempre la morte.

Isaia 25:8

 

Il corpo è seminato corruttibile

e risuscita incorruttibile.

1 Corinzi 15:42

 

La vera libertà, eccola: esser liberati da noi stessi, e vedere dunque il volto del Padre nel volto degli uomini!

(Carlo Lupo)

 

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Puoi scaricare fin da ora gratuitamente le losungen per il 2004, in tutte le principale del mondo, al seguente sito: www.losung.de

 

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''Ho sempre notato che l'unica figura definita dal Vangelo iniqua e' quella di un giudice. Mi pareva una definizione azzeccata: il fascismo era stato medio odioso di questa burocrazia togata che usava la violenza in nome della giustizia''. E' uno dei passi dell'articolo di Gianni Baget Bozzo che Silvio Berlusconi sta leggendo oggi dal palco del Palacongressi dell'Eur.

 

Rimaniamo sconvolti all’udir certi discorsi politici del premier italiano, ma cita purtroppo un prete che ha ormai perso qualsiasi disinibizione nel reggere gli incensi del potere economico e politico. Ma non è isolato, anzi! Costui interpreta passi neotestamentari, violandone apertamente il contesto biblico, “la sacra ancora” direbbe il riformatore pneumatologo Zwingli di Zurigo. Ma quel che è più grave è che si dimentica che Gesù è stato ucciso proprio dai delegati del potere di Roma; anche se Mel Gibson sostiene il contrario nel suo prossimo film !

Del resto se in una trasmissione televisiva come  “A sua immagine” su Rai 1 alle ore 17.30  - oggi stesso - un frate legge passi naif di un Vangelo di Luca (sigh!) messo in rime da un noto medico della città, … che problema c’è nel violare il “sola Scrittura”? Lo hanno appreso semmai nei seminari, la teologia cattolica infatti lo consente, e troverà certamente nuovi crociati pronti a difendere quelle posizioni sulla strada mediatica di Rai o di Mediaset, che poi è la stessa cosa. Manca giusto solo un pizzico di magia alla Henry Potter, per farci illudere che viviamo già in un altro mondo…  Non sappiamo più neanche esattamente in quale mondo.

Da Costantino in poi il cristianesimo ha perso qualsiasi significato pregnante e autenticamente profetico, quello che l’Israele biblico aveva conosciuto ad  esempio al tempo proprio dei Giudici; Dio è colui che sostiene il suo popolo proprio nelle ore difficili e nonostante le sue infedeltà.

Ci resta adesso chiederci che ne facciamo di questa religione civile,  col suo sacerdote pagano,  nel pieno dell’evento dello spirito (con la s minuscola, ben inteso) di cui parla Gianni Baget Bozzo sui giornali di regime, ogni giorno o quasi… Visto che siamo giunti perfino alla ostinata propaganda indiretta  del fascismo.

Tutto questo la chiamano ancora democrazia e libertà, in nome ovviamente dell’anticomunismo. Eppure Putin e la gerarchia politica cinese sono i nuovi alleati del business liberista: che strana e bizzarra questa storia contemporanea!

Invitiamo i tanti lettori e lettrici sparsi in Europa, e non solo, a pregare per noi; ne abbiamo veramente bisogno!

Chiudo gli occhi e vorrei per un attimo fuggire via, magari con in tasca una lettera per vivere in un altro Stato, e lasciare questa Italia che non sento più mia e che non riesco nemmeno più ad amare, detto in tutta franchezza.

Molto meglio parlare ora di buddismo: il viaggio infatti, dopo l’induismo, ha questa nuova tappa di ricerca e approfondimento.

Buona lettura e un caro saluto a tutt*

 

Maurizio

 

 

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Le informazioni sono tratte dal sito http://www.buddhismo.it/

 

 

CHE COS'È IL BUDDHISMO

 

L' insegnamento del Buddha Sakyamuni, nato in India 2.500 anni fa, si è diffuso nel corso dei secoli in gran parte dell'Asia e oltre, entrando in contatto con culture nazionali diverse, adattandosi ad esse e via via integrandosi dando il suo contributo per arricchirle.
Oggi è la volta dell'Occidente.
Su influsso dei primi maestri provenienti dall'Oriente sono sorti i primi gruppi, comunità e monasteri e oggi il Buddha Dharma, l'Insegnamento del Buddha, è una realtà viva e operante in Occidente e in Italia.
Lo testimoniano i numerosi centri e i luoghi di pratica e di culto ormai disseminati in gran parte della penisola, sorti spesso grazie all'opera di Maestri provenienti dall'Oriente e appartenenti alle diverse tradizioni in cui il buddhismo si è andato differenziando ed arricchendo nel corso della sua storia millenaria.
Oggi in Italia c'è un numero sempre crescente di persone interessate al messaggio del Buddha, alla pratica del suo insegnamento e ai rapporti che esso può avere con la cultura occidentale e le altre vie spirituali. Organismo rappresentativo di gran parte di questa realtà nel nostro Paese è l'Unione Buddhista Italiana (U.B.I.), fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni, che sentivano la necessità di conoscersi, unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei (Francia, Germania, Austria, Olanda, Spagna, ecc.).
L'U.B.I. è infatti nata con lo scopo di rispondere alle richieste sempre più numerose degli italiani interessati al buddhismo e dei praticanti buddhisti, per aiutare la conoscenza e la pratica degli insegnamenti del Buddha secondo le varie tradizioni presenti, per sviluppare le relazioni tra i vari centri sia in Italia che in Europa, per stabilire relazioni ufficiali con lo Stato italiano operando soprattutto per poter realizzare la stipula dell'Intesa, come richiesto dall'articolo 8 della Costituzione ma che, a tutt'oggi, non è stata ottenuta e che garantirebbe e tutelerebbe i diritti dei praticanti, siano essi cittadini italiani che buddhisti provenienti dai paesi asiatici e residenti nel nostro paese L'U.B.I. è stata riconosciuta come Ente Religioso con personalità giuridica nel gennaio 1991. Associata all'Unione Buddhista Europea, riunisce 33 centri italiani e i loro affiliati secondo le tradizioni Theravada (Sud-est asiatico), Mahayana Zen (Estremo Oriente), Vajrayana (Tibet).
La sua sede amministrativa è a Roma.
Annualmente i centri aderenti all'U.B.I. si riuniscono insieme per celebrare la festività del Vesak, che ricorda i tre momenti importanti della vita del Buddha (nascita, illuminazione e parinirvana) mentre ogni tre anni viene organizzato un congresso nazionale su temi di interesse spirituale con l'intervento di Maestri di meditazione e studiosi di chiara fama.

 

UN SIMBOLO IN CUI RICONOSCERSI TUTTI


La Ruota del Dharrna è il simbolo che, dopo lungo dibattito, è stato scelto come "sigillo" da associare al nome dell'Unione Buddhista Italiana. Difficile è stato individuare una immagine rappresentativa e condivisibile da tutti, nell'ampio repertorio simbolico presente nelle diverse tradizioni buddhiste, repertorio comune eppure stilisticamente ed iconograficamente differente.

In tutte le scuole, che via si sono formate partendo dall'esperienza e dall'insegna mento di Buddha Sakyamuni, la Ruota del Dharma rappresenta il grande denominatore comune, la base dalla quale hanno avuto origine tutte le tradizioni.

La messa in moto della Ruota della Dottrina e l'esposizione della "Legge" e della "Verità" e dei "fenomeni quali sono", richiama una dinamica continuità che la ruota ad otto raggi esprime magistralmente. Il dinamismo che caratterizza il messaggio del Buddha è ciò che si è voluto maggior mente evidenziare: è grazie a questo "moto" che ancora oggi dopo 2500 anni nei paesi orientali, in cui il buddhismo è tradizione, ma altrettanto in occidente, tanti discepoli continuano a praticare con entusiasmo questi antichi insegnamenti impregnati di saggezza trascendente.

In questo moto verso il Risveglio l'importanza della dimensione orizzontale (la dimensione ordinaria dell'esperienza umana) è fondamentale ed inscindibile dal percorso spirituale. Per evidenziare questo concetto alla Ruota si è voluto combinare la sua proiezione (ombra e traccia recante il segno della costruzione con le linee delle proporzioni "canoniche") che forma appunto un piano orizzontale. In prospettiva la Ruota si presenta verticalmente in perfetto equilibrio.

 

L’UNIONE BUDDISTA ITALIANA

 

L'Unione Buddhista Italiana (U.B.I.) è stata fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentivano la necessità di unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei (Francia, Germania, Austria, Olanda, Spagna, ecc.). L'U.B.I. è nata con lo scopo di rispondere alle richieste sempre più numerose degli italiani interessati al buddhismo per aiutare la conoscenza degli insegnamenti del Buddha secondo le varie tradizioni, per sviluppare le relazioni tra i vari centri esistenti in Italia, per stabilire relazioni ufficiali con lo Stato italiano tramite la firma dell'Intesa, come richiesto dall'articolo 8 della Costituzione, per tutelare i diritti dei praticanti, siano essi cittadini italiani che buddhisti provenienti dai paesi asiatici e residenti nel nostro paese. L' U.B.I. è stata riconosciuta come Ente Religioso con personalità giuridica nel gennaio 1991, riunisce i 33 maggiori centri italiani e i loro affiliati, ha sede amministrativa a Roma ed è associata all'Unione Buddhista Europea. Annualmente i centri aderenti all'U.B.I. si riuniscono insieme per celebrare la festività del Vesak, che ricorda i tre momenti importanti della vita del Buddha (nascita, illuminazione e parinirvana) mentre ogni tre anni 1' U.B.I. organizza un congresso nazionale su temi di interesse spirituale con l'intervento di Maestri di meditazione e studiosi di chiara fama. L'U.B.I. cura il notiziario SANGHA sul proprio sito. Attualmente si stima che i praticanti buddhisti italiani siano circa 50.000 a cui si possono aggiungere altre 10.000 persone che saltuariamente frequentano centri e partecipano ad insegnamenti ed altri 10.000 di provenienza extracomunitaria. L'U.B.I. è guidata da un Presidente che dura in carica tre anni, coadiuvato da un Consiglio Direttivo in cui sono rappresentate tutte le tradizioni buddhiste presenti in Italia.


 

UNIONE BUDDHISTA ITALIANA

Via Euripide 137 00125 ROMA

Tel. e fax 06/52363005

pag.web: http://www.buddhismo.it  

e-mail: ubi.italia@...

 

Sono attualmente associati all'UBI i seguenti centri o istituti:

·        Istituto Lama Tzong Khapa, con sede in Pomaia (Pisa),

·        Associazione Italiana Zen Soto, Shobozan Fudenji, con sede in Salsomaggiore (Pr),

·        International Meditation Centre Italia, con sede in Biana (PC),

·        Centro Milarepa, con sede in Val della Torre (TO),

·        Karma Dechen Yangtz Ling, con sede in Viganella (NO),

·        Centro Rabten Ghe Pel Ling, con sede in Milano,

·        Karma Samten Cheoling, con sede in Castagneto (MO),

·        Scaramuccia Monastero Chan, con sede in Orvieto-Scalo (TR),

·        Karma Phun Thsok Dechen Ling, con sede in Brescia,

·        Istituto Tekciok Sam Ling, con sede in Belvedere Langhe (CN),

·        Istituto Mahayana Internazionale, con sede in Pomaia (PI),

·        Karma Tegsun Tashi Ling, con sede in Cancello (VR),

·        Centro Ewam con sede in Firenze,

·        Istituto Samanthabhadra, con sede in Roma,

·        Fondazione Maitreya, con sede in Roma,

·        Centro d'Informazione Buddhista, con sede in Giaveno (TO),

·        Centro Lama Tzong Khapa, con sede in Villorba (TV),

·        Associazione UBA KHIN, con sede in Milano,

·        Centro Cenresig, con sede in Bologna,

·        Kunpen Lama Gancen, con sede in Milano,

·        Centro Kalachakra, con sede in Ventimiglia,

·        Centro Sakya, con sede in Trieste,

·        A.Me.Co., con sede in Roma,

·        Associazione Santacittarama, Sezze (LT)…..

Otto segni di buon auspicio

 

 

 

 

LA DOTTRINA

(da http://www.astori.it/Religione/Buddismo/buddism3.htm )

Le quattro nobili verità

La dottrina buddhista si fonda sulle Quattro Nobili Verità, che Buddha comprese sotto l’albero della Bodhi (= illuminazione), e sugli strumenti pratici attraverso i quali ogni discepolo può realizzare la liberazione dal dolore-esistenza, cioè l’Ottuplice Sentiero che porta alla meta salvifica.

Per realizzare le quattro Sante Verità (sul dolore, sull’origine del dolore, sulla soppressione del dolore, sulla via che porta alla soppressione del dolore) il discepolo deve passare dalla sua condizione di ignoranza a quella di conoscenza liberatrice attraverso una via lunga e difficile.

La verità sul dolore fa emergere il carattere negativo dell’esistenza nella sua condizione fluttuante dalla nascita alla malattia, alla vecchiaia e alla morte. Distruggere il dolore, l’esistenza, il samsara (che è il circolo della vita: sam-sar = girare intorno; nascita-morte-rinascita) è pervenire alla consapevolezza delle quattro Verità.

La prima Verità (durka) fa prendere coscienza che la nascita è dolore, la malattia è dolore, la vecchiaia è dolore, la morte è dolore, la separazione da ciò che si ama è dolore, l’impossibilità di soddisfare i propri desideri è dolore.

La seconda Verità (samudaya) insegna che il dolore ha origine nella sete del piacere, nella sete dell’esistenza, nell’attaccamento agli esseri e alle cose.

La terza Verità (nirvana) insegna che la sete dell’esistenza può essere soppressa di struggendo totalmente il desiderio, rinunciandovi:  si raggiunge così il Nirvana.

La quarta Verità (marga) spiega in che modo si può spegnere la sete dell’esistenza. Preferiamo illustrarla attraverso la spiegazione di uno studioso del buddhismo, G. Tucci. "L’individuo muore ed è soggetto a vecchiezza; morte e vecchiezza esistono solo in quanto esiste una vita, e la vita c’è in quanto c’ è una esistenza; l’esistenza c’è in quanto c’è un attaccamento, questo presuppone la sete, e la sete c’è siccome c’è la sensazione. La sensazione a sua volta esiste in quanto esiste il contatto, noi diremmo la percezione, e questa è possibile in quanto ci sono gli organi sensori; ma questi, a loro volta, presuppongono un individuo, e l’individuo presuppone il vijnana (coscienza) che ne costituisce l’individualità vera e propria. Il vijnana, però, è condizionato dalle predisposizioni o forze, le quali, a loro volta, sono in quanto c’è l’ignoranza".

 

Conseguenze

Conseguentemente, l’ignoranza, riferita in modo concreto alla non conoscenza della dottrina delle Quattro Verità, è la causa prima del ciclo dell’esistenza e del dolore. Ogni fenomeno sensibile ha una causa, che a sua volta è l’effetto di una causa anteriore: perciò è condizionato e dipendente. Allo stesso modo ogni condizione di vita è assoggettata a tutte le cause che la precedono nella catena e a tutte le cause che la seguono; di essa si può solo affermare l’impermanenza, il carattere di precarietà e di transitorietà. E solo una fase del divenire. La stessa legge di condizionamento si applica ai fenomeni della coscienza e alla personalità: ogni individuo ha delle predisposizioni, cioè è condizionato dalla catena delle cause, dal flusso dell’esistenza (la catena nascita-morte-rinascita = samsara). Egli è formato da anima e coscienza, non sono mai separabili e sono composti da cinque gruppi di aggregati fenomeni:

 rupa, la parte corporea o sensibile;

 vedana, la sensazione di piacere e di dolore;

 samjna, la percezione, la rappresentazione;

 sankhara, le predisposizioni, le forze attive ed elementari che si originano dal karma (la legge di causa ed effetto) e determinano la vita;

 vijnana, la coscienza.

 

L'Ottuplice Sentiero

Dopo il faticoso cammino della presa di coscienza delle tre Verità, la quarta Verità indica al discepolo la via per raggiungere la salvezza, il nirvana (= estinzione), inteso come totale liberazione dal dolore e dalla catena delle esistenze. Gli strumenti o Ottuplice Sentiero sui quali si fondano l’etica e le tecniche ascetiche buddhiste sono:

1. la Retta Fede, cioè l’incondizionata adesione alle quattro Verità;

2. la Retta Risoluzione, cioè l’impegno a tenere lontano da sé ogni desiderio, odio o malizia;

3. la Retta Parola, cioè l’astensione dalle parole false;

4. la Retta Azione, cioè l’astensione dall’uccidere esseri viventi, dal furto dall’adulterio;

5. il Retto Comportamento di vita, cioè la pratica di tutte le norme del parlare e dell’agire ;

6. il Retto Sforzo, cioè la volontà di incrementare le qualità buone;

7. il Retto Ricordo, cioè la condizione della mente priva di confusione che aiuta a perseverare nella via di salvezza e a non cedere ai desideri;

8. la Retta Concentrazione, cioè il raccoglimento della mente che disperde la falsa concentrazione e porta allo stato di abolizione della coscienza e alla non-coscienza.

La liberazione quindi non dipende soltanto dalla conoscenza dell’ignoranza, ma anche dall’osservanza delle norme (sîla) di comportamento.

 

 

 

LA LETTERATURA

 

L’insegnamento di Buddha all’inizio fu tramandato oralmente I frammenti scritti più antichi si trovano in monumenti di pietra innalzati dal pio e grande re Asoka verso il 250 a.C. In seguito, per le molte controversie ed eresie dottrinali sorte nel movimento, furono indetti vari Concili per fissare per iscritto la dottrina dell’Illuminato.

Il Canone (cioè l’elenco ufficiale dei testi sacri) fu redatto in lingua pali (dialetto del sanscrito) nel I sec. a.C., sotto il re di Ceylon, Vattagamani. Il Tripitaka (letteralmente: i tre canestri, perché gli scritti di pergamena erano raccolti entro canestri) o triplice Canone delle Scritture buddhiste si compone di tre raccolte:

(1) Vinaya-Pitaka o canestro della Disciplina della comunità che contiene le 227 regole o sutta/sutra riguardanti i rapporti economici e le modalità di vita dei monaci ‘vestiti, cibi, abitazione, ecc.).

(2) Sutta-Pitaka comprende le regole e la dottrina esposta da Buddha. È il canestro più importante, redatto in forma di discorsi, dialoghi, poesie. È diviso, a sua volta, in cinque nikaya (= raccolte).

(3) Abidhamma-Pitaka e il Paritta (che è il canestro meno antico): è una esposizione della dottrina metafisica secondo il metodo scolastico-mnemonico. E redatto in forma di catechismo, con domande e risposte, ordinate secondo classificazioni logico-numeriche. La raccolta è divisa in 7 trattati. Il Paritta, cioè la raccolta di 28 regole, tratta di poteri magici, divinatori e astrologici. E molto diffuso a livello popolare.

 

L’APPROFONDIMENTO…

 

L’origine del dolore secondo Buddha e le vie per sopprimerlo

"Da due estremi, o monaci, deve tenersi lontano un asceta. Quali sono questi due estremi? L’uno è una vita di piacere dedita alle passioni e alla lussuria: bassa, ignobile, volgare, indecorosa e inutile: l’altro è una vita di mortificazione: penosa, indecorosa e inutile. Evitando questi due estremi, o monaci, il Tathagata (il Perfetto) ha scoperto la conoscenza della via di mezzo che apre gli occhi e la mente, e conduce al sapere, alla illuminazione, al nirvana. E qual è mai, o monaci, questa via di mezzo, trovata dal Tathagata, che apre gli occhi e la mente, che conduce alla quiete, al sapere, alla illuminazione, al nirvana? E l’augusto ottuplice sentiero, e cioè: retta fede, retta decisione, retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto ricordo, retta concentrazione. Questa, o monaci, è la via di mezzo scoperta dal Tathagata, che apre gli occhi e la mente, che conduce alla quiete, al sapere, all’illuminazione, al nirvana. E questa, o monaci, è la santa verità circa il dolore: la nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore, l’unione con quel che dispiace è dolore, la separazione da ciò che piace è dolore, il non ottenere ciò che si desidera è dolore, dolore in una parola sono i cinque elementi dell’attaccamento all’esistenza. Questa, o monaci, è la santa verità circa l’origine del dolore: essa è quella sete che è causa di rinascita, che è congiunta con la gioia e col desiderio, che trova godimento or qua or là; sete di piacere, sete di esistenza, sete di prosperità. Questa, o monaci, è la santa verità circa la soppressione del dolore: [il dolore cessa con] la soppressione di questa sete, con il bandirla, il reprimerla, il liberarsi da essa annientando completamente il desiderio. I Questa, o monaci, è la santa verità circa il sentiero [che conduce] alla soppressione del dolore: è l’augusto ottuplice sentiero, e cioè: retta fede, retta decisione, retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto ricordo, retta concentrazione".

"Tutte le cose, o monaci, sono in fiamme. E come, o monaci, tutte le cose sono in fiamme? L’occhio, o monaci, è in fiamme; le cose visibili sono in fiamme; le impressioni derivate dall’occhio sono in fiamme; il contatto dell’occhio [con le cose visibili] è in fiamme; la sensazione prodotta dal contatto dell’occhio [con le cose visibili] piacevole o spiacevole o indifferente, pure questo è in fiamme. E con che fuoco sono questi in fiamme? Io vi dico che essi sono in fiamme col fuoco della passione, col fuoco dell’odio, col fuoco dell’infatuazione; essi sono in fiamme [con le ansie della] nascita, [della] vecchiaia, [della] morte, [del] dolore, [del] lamento, [della] sofferenza, [dell’] avvilimento e [della] disperazione. L’orecchio è in fiamme: i suoni sono in fiamme-... il naso è in fiamme; gli odori sono in fiamme;... la lingua è in fiamme; i gusti sono in fiamme;... il corpo è in fiamme; le cose tangibili sono in fiamme,... la mente e in fiamme, le idee sono in fiamme... Considerando ciò, o monaci, il discepolo colto che segue la nobile via concepisce avversione per l’occhio, concepisce un’avversione per le cose visibili, concepisce un’avversione per le impressioni derivate dall’occhio, concepisce un’avversione per il contatto dell’occhio [con le cose visibili] sia esso piacevole o spiacevole o indifferente. Concepisce un’avversione per l’orecchio, concepisce un’avversione per i suoni, ... concepisce un’avversione per il naso, ... concepisce un’avversione per gli odori, ... concepisce un’avversione per la lingua, ... concepisce un’avversione per i gusti, ... concepisce un’avversione per il corpo, ... concepisce un’avversione per le cose tangibili, ... concepisce un’avversione per la mente, ... concepisce un’avversione per le idee... E nel concepire avversione per tutto ciò, egli si spoglia di ogni passione, e con l’assenza di passione diventa libero e, quando è libero, diventa consapevole di essere libero; ed egli è cosciente che le sue rinascite sono esaurite e che la [sua] santità è completa, che il suo dovere è compiuto e che non tornerà più su questo mondo".

 

 

 

 


#10 From: "ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue Jan 20, 2004 8:20 pm
Subject: Per la libertà di pensiero, di coscienza e di religione in Italia e in Francia!
mauriziobenazzi
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Le newsletter di “Ecumenici†e “Nuovi orientamenti ecumenici†si riservano di contattare nei prossimi giorni le associazioni per la difesa dei diritti umani e della manifestazione del pensiero religioso e politico, per fornire loro informazioni urgenti : il presente invito è rivolto anche ad Associazioni qui non iscritte.

I membri  delle Mailing List che non gradissero rendere noto il proprio indirizzo elettronico a tali Associazioni sono invitati a espletare le formalità di disdetta di adesione entro i prossimi due giorni. Li ringraziamo in ogni caso per averci seguito fin qui.

Grazie poi a tutti per la collaborazione che vorrete riservarci in un prossimo futuro.

Osserviamo che la protesta delle comunità islamiche, che qui riportiamo, si inserisce nel quadro delle nostre argomentazioni circa il rispetto della libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Auguriamo all’UCOII ogni successo nelle loro iniziative.

Un cordiale saluto non violento a tutt*

Maurizio Benazzi

 

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UCOII

Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia

 

Lettera ai centri ed alle associazioni islamiche

Questione Hijab

 

cari fratelli e sorelle,

 Ø³Ù„ام عليكم ورحمة الله ...

         ci sono momenti in cui tacere e non reagire equivale a negare la propria dignità di uomini e di credenti.

Quello che sta per succedere in Francia a danno delle nostre sorelle, le nostre figlie che portano l’hijab è un fatto di assoluta gravità che non può non destare il nostro sdegno e la nostra conseguente protesta civile.

Il tre febbraio è previsto il voto parlamentare di un provvedimento di legge che proibirà alle nostre sorelle di frequentare la scuola pubblica portando l’hijab.

Dietro l’affermazione di voler tutelare i valori laici della scuola e delle istituzioni c’è in realtà la volontà di voler imporre a tutti quanti, ed in particolare ai musulmani (le musulmane nella fattispecie), il laicismo di Stato che nulla a che fare con il concetto di laicità.

Nell’accezione contemporanea, quasi unanimemente intesa in Occidente, la laicità è l’imparzialità, l’equidistanza degli Stati da ogni forma religiosa.

Lo Stato laico tutela credenti e non credenti ponendosi come garante della libertà religiosa dei suoi cittadini vigilando al contempo affinché nessuna forma dottrinale prevarichi il diritto comune e la libertà di coscienza.

In tal forma esso si assume la responsabilità e l’onere di gestire lo spazio pubblico, sia esso scolastico, sanitario, giudiziario e ovunque si espleta una funzione istituzionale, in modo tale che l’appartenenza o la non appartenenza ad una comunità religiosa non determini discriminazioni, esclusioni, violenze.

In buona sostanza lo Stato deve garantire la sua laicità ma non può imporre il laicismo ai cittadini.

Erede diretta di una mentalità coloniale la Francia di Stasi e Chirac non vuole accettare la realtà conseguente al suo passato: la presenza di oltre cinque milioni di musulmani sul suo territorio, la metà dei quali cittadini francesi a pieno titolo.

Le motivazioni addotte dalla commissione Stasi e dal presidente Chirac a sostegno della necessità di un provvedimento legislativo che vieti formalmente quelle che sono state definite “manifestazioni di ostentazione religiosa†nella scuola e nella funzione pubblica sono del tutto pretestuose, confuse e denotano dell’incapacità di comprendere nel tessuto culturale della nazione una parte consistente dei suoi cittadini.

Anche dal punto di vista formale equiparare l’hijab a una sorta di simbolo religioso è del tutto scorretto. Esso infatti fa parte del culto liberamente scelto e praticato dalle musulmane in ottemperanza ai precetti divini: vietarlo configura una gravissima limitazione della libertà religiosa sancite nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo che la Francia ha sottoscritto e che, tra l’altro recita:

ARTICOLO 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione.

Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

ARTICOLO 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (...)

e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

ARTICOLO 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione

Se si giungesse ad impedire con la forza alle nostre sorelle in Francia di recarsi a scuola con l’hijab sarebbe la più brutale aggressione alla libertà religiosa mai perpetrata in Occidente dopo le tragedie della seconda guerra mondiale.

Un siffatto provvedimento costituirebbe una reale diminuzione dei diritti civili e, ben lungi da produrre quella maggiore integrazione sostenuta da alcuni, si risolverebbe in una sostanziale discriminazione della comunità islamica in un paese dell’Unione Europea.

Cari fratelli e sorelle,

in tutta Europa la comunità islamica si sta mobilitando per far sentire la sua voce affinché una legge ingiusta e liberticida come quella in progetto non venga mai approvata, e in questa mobilitazione non siamo soli.

Sono con noi milioni di uomini e donne che hanno a cuore la giustizia e la libertà, religiosi e veri laici che vedono chiaramente la logica discriminatoria di un tale provvedimento. Uomini e donne che come noi sanno che la libertà di culto e il rispetto dello Stato verso l’identità religiosa e culturale dei cittadini è uno dei cardini del diritto democratico.

E’ quindi necessario attivarci in ogni maniera lecita e pacifica per dimostrare il nostro disagio e la nostra contrarietà.

Alcune iniziative locali con sit-in di protesta davanti sedi consolari della Repubblica francese in Italia.hanno già avuto luogo anche in Italia sabato 17 e altre sono in programma per sabato 24.

     E’ stata proposta una grande manifestazione nazionale a Roma nei pressi dell’ambasciata francese, in concomitanza con una giornata europea di protesta.

Vi invitiamo inoltre a organizzare ovunque sia possibile attività di comunicazione esterna (conferenze, dibattiti, tende in piazza e quant’altro la vostra creatività e capacità vi suggeriranno)

per informazioni tecniche (autorizzazioni, modalità di svolgimento) e problematiche varie che potessero insorgere contattate

telefono 337656045 . 3472580070, 3356450000,

fax 0731817658, 0183764735, 0461609679 email: hijab_liberta@...

 


#9 From: "ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon Jan 19, 2004 11:51 am
Subject: . Censurato
mauriziobenazzi
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#8 From: "ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sat Jan 17, 2004 4:16 pm
Subject: Preghiera per i nostri censori (di messaggi e di indirizzi elettronici)
mauriziobenazzi
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Numero unico ridotto per questa settimana: sabato prossimo appariranno solo la preghiera e la posta ricevuta.

 

 

La nostra protesta, che è ad oltranza, si fonderà comunque sulla preghiera: fateci sapere quale sono le Vostre eventuali iniziative di solidarietà non violenta contro la censura, che subiamo qui ormai quotidianamente. Grazie.

Maurizio

 

PS: il travaso delle e-mail su Yahoo France proseguirà comunque anche nei prossimi giorni!

 

 

Salmo della settimana nr. 105 – Tratto dalle losungen

 

Celebrate il SIGNORE, invocate il suo nome;

fate conoscere i suoi prodigi tra i popoli.

 

Cantate e salmeggiate a lui,

meditate su tutte le sue meraviglie

 

Esultate per il suo santo nome;

gioisca il cuore di quanti cercano il SIGNORE!

 

Cercate il SIGNORE e la sua forza,

cercate sempre il suo volto!

 

Ricordatevi dei prodigi fatti da lui,

dei suoi miracoli e dei giudizi della sua bocca,

 

voi, figli d'Abraamo, suo servo,

discendenza di Giacobbe, suoi eletti!

 

Egli, il SIGNORE, è il nostro Dio;

i suoi giudizi si estendono su tutta la terra.

 

Egli si ricorda per sempre del suo patto,

della parola da lui data per mille generazioni,

 

del patto che fece con Abraamo,

del giuramento che fece a Isacco,

 

che confermò a Giacobbe come uno statuto,

a Israele come un patto eterno,

 

dicendo: «Ti darò il paese di Canaan

come vostra eredità».

 

Non erano allora che poca gente,

pochissimi e stranieri nel paese,

 

e andavano da una nazione all'altra,

da un regno a un altro popolo.

 

Egli non permise che alcuno li opprimesse;

per amor loro castigò dei re,

 

dicendo: «Non toccate i miei unti

e non fate alcun male ai miei profeti».

 

Poi chiamò la carestia nel paese

e fece mancare il pane che li sostentava.

 

Mandò davanti a loro un uomo,

Giuseppe, che fu venduto come schiavo.

 

Gli legarono i piedi con ceppi;

fu oppresso con catene di ferro,

 

finché si avverò quanto aveva predetto,

e la parola del SIGNORE gli rese giustizia.

 

Il re lo fece slegare,

il dominatore di popoli lo liberò;

 

lo stabilì signore della sua casa

e governatore di tutti i suoi beni,

 

per istruire i prìncipi secondo il suo giudizio

e insegnare ai suoi anziani la sapienza.

 

Allora Israele venne in Egitto,

e Giacobbe soggiornò nel paese di Cam.

 

Dio moltiplicò grandemente il suo popolo,

e lo rese più potente dei suoi avversari.

 

Poi mutò il cuore di questi; essi odiarono il suo popolo

e tramarono inganni contro i suoi servi.

 

Egli mandò Mosè, suo servo,

e Aaronne, che aveva scelto.

 

Essi operarono in mezzo a loro i miracoli da lui ordinati,

fecero dei prodigi nella terra di Cam.

 

Mandò le tenebre e si fece buio,

eppure non osservarono le sue parole.

 

Cambiò le acque in sangue

e fece morire i loro pesci.

 

La terra brulicò di rane,

fin nelle camere dei loro re.

 

Egli parlò, e vennero mosche velenose

e zanzare in tutto il loro territorio.

 

Mandò loro grandine invece di pioggia,

fiamme di fuoco sul loro paese.

 

Colpì le loro vigne e i loro fichi

e spezzò gli alberi del loro territorio.

 

Egli parlò e vennero cavallette e bruchi innumerevoli,

 

che divorarono tutta l'erba del paese

e mangiarono il frutto della loro terra.

 

Poi colpì tutti i primogeniti nel loro paese,

le primizie del loro vigore.

 

E fece uscire gli Israeliti con argento e oro,

e nessuno vacillò nelle sue tribù.

 

Gli Egiziani si rallegrarono della loro partenza,

perché erano presi da terrore a causa loro.

 

Egli distese una nuvola per ripararli

e accese un fuoco per illuminarli di notte.

 

A loro richiesta fece venire delle quaglie

e li saziò con il pane del cielo.

 

Aprì la roccia e ne scaturirono acque:

esse scorrevano come fiume nel deserto.

 

Egli si ricordò della sua santa parola

e anche d'Abraamo, suo servo.

 

Fece uscire il suo popolo con letizia,

e i suoi eletti con grida di gioia.

 

Diede loro le terre delle nazioni

ed essi ereditarono il frutto della fatica dei popoli,

 

perché osservassero i suoi statuti

e ubbidissero alle sue leggi.

Alleluia.

 

 

 

Posta ricevuta

 

 

 

Maurizio ma cosa succede alla tue liste???

 

Di quali abusi stai parlando? Forse ho perduto qualche email..

 

Un abbraccio sincero!

 

Loredana Morandi

 

Ci censurano i messaggi su Yahoo Italia (esattamente su "Nuovi orientamenti ecumenici"), nel senso che non li recapitano: vedi ad es. l'articolo su Bobbio mai recapitato a molti…. Per questo ho avviato il trasferimento degli indirizzi elettronici anche sulla ML di G.B. e Irlanda (114 iscritti attualmente) e Francia (299 iscritti ad oggi). In quest'ultimo caso però (supereremo presto i 400, con le nuove adesioni) molte decine di essi non ricevo i messaggi... non risultano nemmeno sull'elenco degli iscritti, sebbene il numero generale di adesione ne tenga conto. Una sorta di "dispersi" nel sito web di Yahoo.

 

…Stiamo a vedere.

 

Spero tutto ok per te.

Ciao

Maurizio

 

 

Sono interessato a continuare a ricevere le newsletter. Mi dispiace per gli abusi. Spero che riprendiate presto.

 

don Michele D’Agomi

 

 

 

Vorrei informazioni sul vostro movimento. Francesco.

Potreste rispondermi al mio indirizzo: francescocasarola@...

 

 

Abbiamo ricevuto tutti i messaggi tranne “Addio, caro senatore Bobbio”

ornif@...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


#7 From: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Date: Fri Jan 16, 2004 8:03 pm
Subject: Chiusi per protesta contro gli abusi di Yahoo France e Italia
mauriziobenazzi
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Quando si sarà regolarizzata la situazione della gestione iscritti
delle ML di Yahoo questa newsletter riprenderà a uscire
regolarmente... troppi sono gli abusi che registriamo ai nostri danni.

Questo è un servizio gratuito in favore dell'ecumenismo della gente e
non un'attività da censurare!

Maurizio Benazzi

#6 From: "ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon Jan 12, 2004 6:56 pm
Subject: Richieste urgenti
mauriziobenazzi
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Dal sito ufficiale del Comune di Milano leggiamo il seguente comunicato stampa, senza ulteriori dettagli:

 

Bollettino dei redditi dei Consiglieri comunali


Giovanni Marra - Presidenza del Consiglio

Consiglio Comunale


09/10/2003




Domani, venerdì 10 ottobre, dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,00 a Palazzo Marino (presso la segreteria del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Marra, 2° piano, stanza n° 13) verrà distribuito il

BOLLETTINO DEI REDDITI DEI CONSIGLIERI COMUNALI
(REDDITI DELL'ANNO 2001, dICHIARAZIONI DEL 2002)

 

 

Chiediamo a coloro che sono in possesso dei dati di diffonderli, inoltrandoceli a mezzo e-mail. Verranno resi noti pubblicamente nei prossimi giorni se possibile con l’indicazione delle assenze ai lavori di Consiglio e Commissioni. Ringraziamo per la collaborazione anche chi vorrà trasmetterci quelli percepiti dai dipendenti ATM di Milano, secondo mansioni ricoperte e scale di anzianità maturate… oltre agli arretrati mai riscossi.

Utile sarebbe inoltre conoscere anche il bilancio societario.

 

Riteniamo in tal modo di fornire un quadro meno sommario della complessa questione sullo sciopero di oggi.

 

 

--------------------------------------------

 

 

 

Precisazione

 

Nel tentativo di offrire un piccolo contributo alla chiarificazione della nostra linea di fondo in tema di non violenza precisiamo che talune posizioni emerse nel corso dell’assemblea “Forum contro la guerra” di Milano non rispecchiamo il contenuto del nostro manifesto.  Ce ne dissociamo apertamente laddove si ritiene che vi siano “guerre giustificabili” o “politicamente accettabili”; la stessa convinzione è stata espressa del resto nei giorni scorsi all’amico Fabio Q., per le sue ipotesi espresse su altra Mailing List, avente un sostanziale o identico contenuto. E molto tempo prima ancora nei confronti di deputate/i dei DS, che sui media nazionali, avevano sostenuto in passato le ragioni di taluni interventi armati… Chiediamo inoltre alle organizzazioni cattoliche aderenti a quel Forum di esprimersi anch’esse e senza equivoci su questo aspetto, non irrilevante pare per gli organizzatori. Sapremo con precisione - quanto meno - con chi possiamo collaborare, senza riserva alcuna…

 

Ovviamente non c’è nessuna posizione censoria nei confronti di chiunque, ma solo il dovere etico della trasparenza, al fine di non ingenerare equivoci di fondo. Chi scrive considera “figli di Dio” anche il/i nemico/i…

 

 

M.B.

 

 

 

 

 

 


#5 From: "ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sun Jan 11, 2004 7:36 pm
Subject: Cambiamento del manifesto della ML
mauriziobenazzi
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Anche per venire incontro ad una parte significativa degli orientamenti dei nostri lettori e lettrici, aderenti o simpatizzanti alla nuova formazione “Sinistra europea”, si ritiene di dover modificare il manifesto di questa ML, omettendo - già nelle prossime ore - il riferimento specifico ad “Aprile per la sinistra”. Auguriamo anche a questa forza politica il pieno e consapevole sviluppo delle tematiche della non violenza, auspicando forma attive di collaborazione proprio in questa direzione, nel solo interesse dell’Europa e della pace, fondata sulla giustizia.

 

 

---------------------------------------------------------------------------

 

 

Su “ecumenici” in http://www.topica.com/lists/ecumenici/ è stato pubblicato un interessante articolo in inglese di controinformazione americana sui crimini contro l’umanità.

 

 

La guerra segreta dell’indonesia

 

Fonte: The New York Times
Traduzione a cura di Fabio Quattrocchi

 

3 Gennaio 2003 - La guerriglia nella provincia Indonesiana di Aceh dura da piu' di 25 anni, ma e' stata "seppellita". In Maggio, il governo ha rotto le trattative di pace, ha dichiarato la legge marziale e inviato 40,000 truppe. Da allora, l'Aceh e' stata chiusa al mondo esterno. I giornalisti stranieri, i gruppi a difesa dei diritti umani e i diplomatici non possono accedervi. Per mesi, il governo ha cacciato anche gruppi come l'Unicef e il World Food Program, che forniscono assistenza ai civili. I giornalisti Indonesiani possono andare in Aceh, ma le pressioni politiche e le intimidazioni militari gli hanno impedito di pubblicare qualcosa in piu' delle posizioni ufficiali. I gruppi locali a difesa dei diritti umani, colpiti dai militari, si nascondono.

Le autorita' Indonesiane affermano di aver chiuso l'accesso agli stranieri per la loro stessa sicurezza. Infatti, in passato, alcuni sono stati rapiti dai guerriglieri. Ma i pericoli presenti in Aceh vengono in gran parte dall'esercito e dalla polizia paramilitare. Anche quando numerosi osservatori erano presenti, la provincia era teatro di scontri e uccisioni, con un omicidio o un sequestro di persona al giorno. L'80-90% di quei crimini e' stato commesso dalle forze del governo. Crimini minori erano anche diffusi, dato che i soldati integravano il loro salario basso con saccheggi ed estorsioni.

Oggi le truppe governative in Aceh godono di maggiori poteri e senza alcun controllo sostanziale. In alcuni casi, hanno commesso crimini brutali nella guerra a Timor Est nel 1999. Un generale e' stato condannato alla prigione per crimini di guerra ma, misteriosamente, e' in Aceh. Prima del blackout di notizie, le agenzie umanitarie hanno denunciato che centinaia di scuole sono state bruciate. Nessuno sa da chi, e non c'e' stata alcun indagine. In Ottobre e Novembre, Human Rights Watch ha intervistato 85 rifugiati Acehnesi arrivati in Malaysia. I rifugiati non sono un campione rappresentativo delle popolazione Acehnese, ma tutti affermavano di essere stati vittima o testimone di abusi da parte delle truppe.

Alcune autorita' Indonesiane negano gli abusi. ma un ex ministro della difesa, adesso ambasciatore, ha sostenuto che le truppe semplicemente non possono essere controllate in questa guerra. Il governo di Jakarta pensa chiaramente di avere poche ragioni per tentare di farlo. La guerra in Aceh e' enormemente popolare tra gli Indonesiani, che considerano la perdita di Timor Est come una umiliazione nazionale. Aceh ha petrolio e gas, e il governo ne ha bisogno.

A Washington, il Dipartimento di Stato ha pubblicamente criticato il comportamento dell'Indonesia in Aceh e ha detto che la guerra non puo' essere vinta militarmente e va affrontata con i negoziati. Ma l'amministrazione Bush non vuole offendere uno dei partner nella guerra al terrorismo, cosi' e' stata riluttante a fare pressioni che conterebbero realmente: ad esempio protestando per l'uso delle armi Americane, come gli F-16, in Aceh, e rendendo il rispetto dei diritti umani una delle condizioni da rispettare per ricevere gli aiuti che gli USA forniscono, come le armi per la polizia e l'addestramento militare.

Secondo Human Rights Watch, la politica dell'amministrazione per fermare le atrocita' in Aceh non solo e' fallimentare e non fa pressioni per timore di offendere un partner, ma e' ben peggiore. Quando alcuni Achenesi hanno accusato la ESSO di complicita' nelle atrocita' dell'esercito Indonesiano in Aceh, l'amministrazione ha chiesto al tribunale Americano presso cui si stava svolgendo il processo di non procedere perche' l'azione legale avrebbe potuto scoraggiare la cooperazione di Jakarta nel combattere il terrorismo. Cio' manda un messaggio terribile: fin quando il governo Indonesiano aiuta a proteggere gli Americani dalla violenza arbitraria, e' libero di imporre violenza arbitraria ai suoi stessi cittadini.

Il comportamento abusivo danneggia la causa di Jakarta. Il separatismo Acehnese inizio' per ottenere autonomia economica e politica. Ma adesso la guerra non riguarda piu' quei temi, ma la brutalita' dell'esercito, motivo per il quale gli Acehnesi appoggiano la guerriglia o vi si uniscono. Le misure per controllare il comportamento delle truppe, proteggere i civili e permettere agli osservatori di entrare in Aceh non hanno forti sostenitori a Jakarta; ma sono cruciali per persuadere gli Acehnesi ad abbandonare il separatismo e la guerriglia, e negoziare un accordo che mantenga la provincia all'interno dell'Indonesia.

 

Articoli correlati sempre a cura di Fabio:
Indonesia: Liberta' di informazione in pericolo in Aceh
http://ecquologia.it/sito/pag574.map?action=single&field.joined.id=23429&field.joined.singleid=23659
Indonesia: Bush chiede l'abbandono di un processo contro la ESSO
http://ecquologia.it/sito/pag574.map?action=single&field.joined.id=23429&field.joined.singleid=23492


#4 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Sat Jan 10, 2004 7:18 pm
Subject: Addio caro senatore Bobbio: noi la ricordiamo così...
mauriziobenazzi
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Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze

(Politica e cultura, 1955)

 

(Da LA STAMPA del 17/9/2002)

Il problema centrale del mondo contemporaneo è il riconoscimento dei diritti umani.
Da Kant discende la convinzione che l´importanza attribuita alla dignità umana è il segno del progresso morale di una società


Il brano che pubblichiamo in questa pagina è una sintesi della bella introduzione che la studiosa Teresa Chataway ha scritto per l´edizione inglese dell´Autobiografia di Bobbio, che esce in questi giorni per i tipi della casa editrice Polity, con un suggestivo titolo: A Political Life, traduzione firmata da Allan Cameron. L´editore Laterza ha pubblicato l´Autobiografia di Norberto Bobbio (a cura di Alberto Papuzzi) nel maggio del 1997. Il volume venne presentato alla Fiera del Libro di Torino. L´introduzione della Chataway presenta il filosofo al pubblico inglese e ne spiega l´importanza proprio alla luce del contesto britannico e della cultura inglese. L´Autobiografia è già stata edita in Spagna (dall´editore Santillana Taurus), in Grecia (da Ekkremes), in Portogallo (da Bizancio) e in Brasile (da Campus). Altri libri di Bobbio sono già tradotti in inglese.

" (…) Bobbio sostiene che il riconoscimento e la tutela dei diritti umani, che sono la conditio sine qua non per la sopravvivenza della democrazia, sono il problema centrale del mondo contemporaneo. Da Kant discende la sua idea secondo la quale l'importanza attribuita alla dignità umana è un segno premonitore del progresso morale della società.

La teoria dei diritti di Bobbio s'ispira inoltre al Rousseau del Contratto sociale, nonché a Hobbes, Locke e altri giusnaturalisti.
Secondo Bobbio i diritti naturali sono diritti "storici", nati in momenti diversi e soggetti a trasformazioni ed espansioni.

Dopo la seconda guerra mondiale la teoria dei diritti umani si è evoluta principalmente in due direzioni: l'universalità e la moltiplicazione.

Nel diritto internazionale l'universalità è considerata il punto di partenza per trasformare il diritto tradizionale "delle genti" in diritto "individuale".
Potenzialmente questa trasformazione riconosce all'individuo la facoltà di mettere in discussione il proprio Stato per qualsiasi questione riguardante i propri diritti. In teoria ogni individuo è cittadino non soltanto di un solo Stato ma anche del mondo. La moltiplicazione dei diritti umani viene vista come un fenomeno sociale.

Questa analisi spiega l'origine dei diritti, i rapporti con la società nonché il nesso fra il mutamento sociale e la comparsa di nuovi diritti. Il classico diritto alla libertà si è esteso ai diritti politici, sociali e di altro tipo, con il fine ultimo di difendere i tre valori fondamentali della società: la vita, la libertà e la sicurezza economica.

Per Bobbio questa estensione dei diritti umani fornisce una prova storica della compatibilità fra socialismo e liberalismo.
Egli sostiene ottimisticamente che oggi più che in passato viviamo e lavoriamo in un universo di "valori condivisi", quelli della democrazia liberale, intesi come "regole del gioco" della convivenza democratica.

Queste regole presuppongono il riconoscimento dei diritti umani e puntano ad eliminare l'uso della forza nella risoluzione dei conflitti sociali.

Se ci soffermiamo ad osservare la lotta per i diritti in una prospettiva storica, noteremo che via via ci sono stati diversi fronti e tre controparti fondamentali: il potere religioso (la Chiesa), il potere politico (le guerre di conquista) e il potere economico (il capitalismo).

Oggi le minacce per la vita, la libertà e la sicurezza arrivano dal potere scientifico e dalle sue molteplici applicazioni tecniche.

Le società moderne sono caratterizzate dal progresso rapido e irreversibile e dalla trasformazione tecnologica e tecnocratica su scala globale.

Di conseguenza, sia nel dibattito all'interno degli stati che in quello internazionale si affacciano nuovi diritti, che Bobbio chiama "di terza e quarta generazione".


In sintesi, Bobbio colloca il nesso fra diritti, democrazia e pace alla base della convivenza democratica fra gli stati e dell'ulteriore democratizzazione internazionale. (…) ".

Teresa Chataway

 


#3 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Thu Jan 8, 2004 8:16 pm
Subject: Quel genio di Levinas!
mauriziobenazzi
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Informiamo che alla data odierna sono tornati visibili tutti gli indirizzi elettronici su Yahoo France e che la ML è visibile anche nella directory di Topica.com, dopo oltre un mese di “oscuramento”. Vi terremo informati, se ce lo consentiranno…

 

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Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze

(Deuteronomio 6,5)

 

Amare Dio con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come te stesso, è molto di più di tutti gli olocausti e i sacrifici

(Marco 12,33)

 

 

 

L’amore di Dio non può invecchiare; cancella la colpa e la maledizione. Lavora anche oggi alla nuova creazione. E’ nascosto nelle tenebre

Della nostra anima e della nostra storia. Ma non è completamente nascosto per quelli che sono afferrati dalla sua realtà. “Non lo vedete?” dice il profeta. Non lo vediamo?...

(Paul Tillich, teologo socialista)

 

 

 

Quel genio di Levinas…

 

Per le strade di Atene e Gerusalemme


Orme di vita IL SOBRIO EBRAISMO LITUANO dell'infanzia, l'adesione entusiastica alle impalpabili atmosfere di Strasburgo. Quindi Parigi, la guerra, la prigionia, la shoà. E poi gli incontri. Con Blanchot e Jean Wahl, Husserl e Heidegger. Per Jaca Book, «La vita e la traccia», l'attesa biografia di Emmanuel Lévinas firmata da Salomon Malka
Traiettorie parallele La filosofia e l'ebraismo come luoghi fondativi di un pensiero che voleva resuscitare il religioso nel cuore del filosofico
Tutti i nomi degli uomini Un'insonne e incessante ricerca dell'Altro. Volto e nome proprio di un'etica che Lévinas viveva come turbamento e passione


OTTAVIO DI GRAZIA
Emmanuel Lévinas muore a Parigi il 25 dicembre 1995, giorno in cui i cristiani celebrano il Natale e gli ebrei terminano Chanukkah, la festa delle luci. Venne sepolto al cimitero di Pantin, in un grigio mattino, battuto dal vento e dalla pioggia. Una folla raccolta di amici, colleghi, discepoli, curiosi dava l'addio a uno dei più grandi filosofi del secolo appena trascorso. Quel giorno Jacques Derrida pronunciò l'orazione funebre con la voce rotta dall'emozione che il vento quasi copriva. Un mattino d'inverno che rendeva più duro l'addio. «Alla vita di Lévinas poteva ormai seguire la traccia».

Ed è quello che ha fatto Salomon Malka (scrittore, giornalista, allievo di Lévinas) con questo libro cui ha consacrato cinque anni di ricerca - Emmanuel Lévinas. La vita e la traccia, Jaca Book, Milano 2003, pp. 302, euro 24,00 - che ci accompagna, con una minuziosa ricostruzione, attraverso i sentieri, le tappe di una vita e di un'opera che hanno segnato la storia del mondo contemporaneo.

Si tratta dell'attesa biografia di un filosofo che non ha cessato e non cesserà di interrogarci e di scuotere il nostro modo di pensare, le nostre certezze, le nostre sicurezze.

Non si può separare un cammino di pensiero dal volto che lo ha incarnato, né si possono separare i libri dai luoghi, dalle relazioni, dagli incontri che ne hanno segnato la maturazione, la difficile composizione.

La vita e la traccia, dunque. «Ma di cosa è fatta una vita filosofica? A cosa assomiglia la vita di un filosofo?». Le domande di Malka non hanno a che fare con una banale curiosità biografica. Del resto nessuna biografia può dirsi completa. Anch'essa sarà condizionata dalla nostra interpretazione. Una vita può essere disponibile, a portata di mano. E' di tutti e di nessuno. Certo, può essere ripercorsa ma mai catturata nelle maglie di un sistema biografico che curva una intera esistenza e la piega alle nostre necessità. Così è dell'opera di una vita. Anche i libri sono a portata di mano, ma se non se ne vuole fare degli oggetti spenti e opachi vanno tenuti aperti, continuamente interrogati per proseguire un cammino avviato da una voce che seppure spenta, continua a parlarci.

Volti, voci, luoghi. Rue Michel-Ange a Parigi, la casa di Lévinas. Comincia qui il lungo viaggio di Malka. Comincia nell'intimità familiare fatta di cose semplici, da un accoglienza sull'uscio della porta dell'appartamento dei Lévinas. Il filosofo con l'abito stropicciato e la moglie «un po' ripiegata su se stessa».

Accoglienza fatta di parole semplici, dirette, di una gentilezza innata accompagnata da un sorriso.

L'indagine di Malka comincia dai luoghi che hanno visto nascere il filosofo francese.

La prima tappa è nella sua città natale: Kaunas (o Kovno), in Lituania dove il filosofo nasce il 30 dicembre 1905. In famiglia si parla il russo. La sua infanzia è immediatamente intrisa di valori religiosi. La sua è infatti una famiglia praticante, si reca in sinagoga, mangia kasher, si rispetta lo Shabbat, si celebrano le feste ebraiche. «E' un ambiente religioso senza eccessi, inserito nella tradizione lituana, dove la vita quotidiana è scandita dalle usanze ebraiche». L'ebraismo lituano dominato dalla gigantesca figura del Gaon di Vilna si è sempre caratterizzato per la sua sobrietà e per una rigorosa interpretazione della tradizione religiosa che i fratelli Lévinas ricevono grazie a un precettore
ebreo a domicilio. Il padre libraio trasmette il suo amore per i libri. La grande cultura russa non poteva lasciare indifferente Lévinas che, infatti, vi attinge a piene mani.

Nel 1923 Lévinas giunge a Strasburgo, città dalle impalpabili atmosfere, città di confine, sospesa tra due mondi: quello francese e quello tedesco. Per il giovane lituano si tratta di un ambiente meraviglioso in cui potersi adattare al suo esilio che sarà quello definitivo. Studia filosofia, si laurea nel 1927. Cominciano gli incontri che segneranno la sua vita: quello con Maurice Blanchot innanzitutto.

La scena filosofica francese era, allora, dominata da un notevole fermento e aperta a diverse correnti e influenze. L'eredità del XIX secolo con il positivismo di Auguste Comte o l'epistemologia di Cournot pesano ancora. Ma da un lato le scienze umane rivendicano tutto il loro peso e dall'altro la religione, la spiritualità ritornano ad essere un campo di riflessione teorica e di ricerca storica. Le prime traduzioni dell'opera di Freud; la sociologia con la rivoluzione metodologica proposta da Durkheim; la linguistica di De Sussurre, l'etnologia di Mauss; l'effetto dell'opera di Bergson, di Maritain o di Etienne Gilson partecipano a quel rimescolamento dei saperi che formano lo sfondo di un momento decisivo della cultura europea.

Ma ben presto Lévinas va oltre. Tra l'estate del 1928 e l'inverno 1928-29 si reca a Friburgo in Brisgovia, in Germania. Intende studiare con Husserl e incontra Heidegger. Sono incontri cruciali con due giganti del pensiero che segneranno profondamente il cammino di pensiero di Lévinas. Infatti tutta la riflessione filosofica successiva porterà i segni di questi due grandi maestri a cui si aggiungerà la ripresa in profondità del pensiero ebraico. Sarà proprio il giovane studioso a far conoscere in Francia Husserl e la fenomenologia. E a Husserl dedica il suo primo libro La teoria dell'intuizione nella fenomenologia di Husserl.

Il rapporto con Heidegger sarà segnato per sempre dalla sua adesione al nazismo.

Divenuto cittadino francese, nel 1932 torna in Lituania per sposare Raissa Levi, la figlia dei suoi vicini, la compagna di una vita. Finalmente Parigi, la nascita dei figli, il lavoro all'Ecole Normale Israelite Orientale, la guerra, la prigionia, la Shoah, i seminari di Davos, quelli di Lovanio, le strade di Tel Aviv e quelle di Gerusalemme, fino, ormai più che cinquantenne, alla Sorbona.

I difficili rapporti con la scrittura, le insicurezze, la solitudine in cui maturava autentici capolavori tra l'indifferenza generale fino alla tardiva consacrazione, sono altrettante tappe di una vita.

Malka annoda i fili di un'esistenza (il rapporto con i figli, con gli allievi), le amicizie (Blanchot e Jean Wahl), il duro apprendimento talmudico con un misterioso e affascinante maestro, Chouchani, gli influssi di Rosenzweig, i dialoghi con Ricoeur, Derrida e Giovanni Paolo II.

Ma la sua è stata anche un'esistenza filosofica. Emmanuel Lévinas ha parlato la lingua della filosofia e, da questo punto di vista, deve essere considerato uno dei maggiori pensatori del XX secolo. Ma ha anche parlato quella della tradizione del suo popolo. Da quest'altro punto di vista è un testimone dell'ebraismo contemporaneo. Egli non si è mai considerato un talmudista, ma è stato un grande lettore del Talmud, una vera guida per un'iniziazione ai testi della tradizione ebraica.

Del resto, pur non amando sentirsi definire un filosofo
ebreo, pur insistendo sul fatto che faceva essenzialmente filosofia, non si può non riconoscere questo intreccio. Non Atene contro Gerusalemme, ma Atene e Gerusalemme sono i luoghi fondativi della sua proposta filosofica.

Nel corso degli anni, accanto alla riflessione filosofica, porterà avanti un'attività di «talmudista della domenica» che verrà consegnata in scritti «confessionali» di notevole spessore e suggestione.

Non c'è opera filosofica - da Dell'evasione del 1935 a Totalità e infinito del 1961 (che lo consacra), fino a Altrimenti che essere o al di là dell'essenza del 1974 e a Dio che viene all'idea del 1982 (per citare solo alcuni titoli di una ricerca magistrale) - che non indichi un rimando alla tradizione ebraica. Tuttavia mai come in Lévinas i due tragitti sono pensati in maniera rigorosamente autonoma.

«L'opera di Lévinas si è radicata lentamente. Ci ha messo del tempo». Perché? Per la lingua difficile? Per la singolarità della sua scrittura, per il suo impatto, per la sua fascinazione che provoca al tempo stesso la consapevolezza di trovarsi di fronte a un pensiero cui è difficile attenersi?


Mettere il volto al centro della sua filosofia, descrivere l'irruzione dell'etica, che Lévinas riteneva essere la filosofia prima, come un turbamento, uno sconvolgimento, una passione, «resuscitare il religioso nel cuore del filosofico, tracciare una nuova via nel profondo del giudaismo», non poteva che disturbare producendo molte caricature e semplificazioni.

Si può forse caratterizzare l'itinerario filosofico di Lévinas come un'insonne ricerca dell'Altro, che - volto e nome proprio - è sempre innanzitutto l'uomo. L'Altro, l'interrogante che si svela, contemporaneamente nella sua distanza e nella sua prossimità. Questo risuona nelle potenti architetture del suo pensiero come nel suo scabro argomentare. Del resto la nozione dell'umano nella Torah precede la differenza. La relazione interumana viene prima di tutto.

Da questo punto di vista il pensiero di Lévinas rinvia al capitolo del libro della Genesi (4, 26) dove si dice: «Solo allora si comincerà a invocare il nome dell'Eterno». Siamo dopo la morte di Caino. Caino ha dato vita a Chet e Chet a Enoc. Il passo si trova dopo la nascita di Enoc, il cui significato in ebraico è, appunto, «umano».

Lungi dal poter essere chiusa in un sistema quest'opera si presta a una lettura infinita, mai definibile. Sempre aperta.

Che ne è dell'opera di una vita? Dei successi, degli insuccessi, dei rimorsi, delle cose solo abbozzate? Lévinas amava un passo di Rashi sulla rotture delle tavole della legge in cui è prescritto a Mosè di conservare nel Santuario i frammenti delle prime accanto alle seconde, come se mancasse qualcosa alle seconde senza la «rottura» delle prime. Lévinas ha scritto molto. Quello che non ha desiderato dire non l'ha detto.

L'opera ha una coerenza. La vita anche. L'una e l'altra bastano a se stesse. Il suo pensiero si rivela inabitabile perché è un pensiero in cui non c'è un'ultima parola, dove niente è definitivo, nulla è stabile, che non lascia alcuna quiete. Un'opera che semplicemente testimonia le infinite risorse del pensare. Per continuare a pensare.

 

 

Tratto da “Il Manifesto” del 6 gennaio 2004; di Levinas si è occupato anche QOL

 

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L’adesione di Ecumenici al  FORUM CONTRO LA GUERRA:

 

Il primo incontro nazionale di tutti gli aderenti all’appello si terrà domenica 11 gennaio 2004 a Milano, dalle ore 11.00 alle 16.00, nel salone dell'ANPI (via Pietro Mascagni, 6 - Metro SAN BABILA - linea rossa).

 

 

Il testo dell’appello coi primi firmatari si trova sul sito: www.forumcontrolaguerra.org

 

 

Per adesioni e comunicazioni : adesioni@...

 

Tutte le informazioni relative alle iniziative del Forum verranno rese note sul sito e comunicate direttamente agli aderenti all’indirizzo di posta elettronica che essi ci segnaleranno con la loro adesione. Si raccomanda pertanto la massima precisione nella comunicazione del proprio recapito di posta elettronica

 

Forum contro la guerra

 

 

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Posta ricevuta:

 

Messaggio di Natale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, riportato a suo tempo da Ecumenici, nel messaggio ricevuto

….. (con testo in francese)

 

Cari amici e fratelli, in questa newsletter, citando tutti  credenti che ripudiano l'aggressione all'Iraq, avete omesso i cattolici. Domando se lo avete fatto di proposito o per una svista, visto che mi pare che, a parte alcuni limitati settori reazionari legati alla destra italiana, anche il mondo cattolico ha detto un NO convinto e unanime alla guerra.

Fraterni saluti.

Lorenzo Feltrin

Caro Lorenzo,

i cattolici (di “noi siamo chiesa”) sono molto spesso anche i redattori di questa newsletter, vincono i nostri piccoli premi di critica, ma ad essere sinceri - molto spesso - non riscontriamo la stessa reciprocità di interesse, salvo che su Yahoo.it, dove alcune ML amiche ci offrono un piccolo spazio, di tanto in tanto, per rendere noto il nostro manifesto. Non è così però per ad. es. le riviste come Tempi di fraternità o Adista, di cui siamo abbonati paganti. Potrei dire di più… all’appello contro la guerra di Milano (che riportiamo in questo numero) non figura nemmeno un protestante: eppure Ecumenici ha sottoscritto appena ne ha avuto informazione. Come mai? Possibile che non figuriamo fra i primi firmatari?

Se mi permette vi è da domandarsi – tornando alla sua domanda - per quale ragioni le gerarchie cattoliche non partecipano ancora al Consiglio Ecumenico delle Chiese, se non in veste di osservatori. Lei conosce le motivazioni ecclesiologiche e teologiche? Lo sa che  si reputano ancora la chiesa e non una delle chiese, in comunione con le altre?  Questo francamente è sconvolgente ‘per un cristiano.

Le preannuncio con gioia comunque che ci saranno nuove collaborazioni a questa newsletter: molto interessanti.

Tanti auguri Lorenzo

 

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Tratta dalla ML France Catholique

 

 

M. Maurizio Benazzi,

  Je vous réponds dans le même sens que M. Gérard Gautin : "Désolé sans moi bien que j'approuve votre "NON" à la guerre".

J'aime beaucoup M. Dietrich Bonhoeffer. Mais j'aimerais que vous me donniez les références : le titre du livre d'où est tiré la citation, l'éditeur, l'année d'édition et la page. car je ne connais pas ce passage et j'aimerais pour répondre pleinement connaître le contexte de ce passage.

Parce qu'à ma première lecture cela m'a fait réagir. Voici ma réaction immédiate :

  "L'obéissance sait ce qui est bien, et l'accomplit." Depuis quand l'obéissance sait ce qui est bien?

  L'obéissance ne s'inscrit pas dans la vision de la notion du bien ou du mal.
Car c'est l'autre qui dicte mon faire et mon agir dans son "ordre d'action". Et de ce fait c'est l'autre qui est censé savoir ce qui est bien ou mal. C'est pourquoi il ne faut pas avoir une attitude servile ou aveugle, face à cette obéissance. Car notre conscience doit intervenir. Lui a aussi la notion du bien et du mal puisque éduquer par notre acquis et éclairer par l'Esprit-Saint. L'obéissance ne se fait que si nous somme à l'écoute de notre conscience et donc de l'Esprit-Saint et qui nous permet d'accomplirl "ordre d'action". Par conséquent l'obéissance ne s'inscrit que dans un cadre de double écoute : de l'autre (le donneur d'ordre) et de ma conscience (le jugement) ce qui influe sur ma liberté.

De plus, je ne suis peut-être qu'un idiot du village mais peut-on me dire ce que cela signifie : "ML" (Mouvement de Libération ?). Ma lanterne pourra s'éclairer.

Bernard.

 

 

 

Egregio signor Bernard David,

voi potete consultare questo testo di una casa editrice cattolica, da dove è tratta la citazione: Dietrich Bonhoeffer, “Libertà di vivere”, Gribaudi Editore, maggio 2001, pagina 20; la riflessione è intitolata “Libertà”.

Le rispondo sempre con le parole di Bonhoeffer indicate nello stesso testo, alla pagina 16: Essere cristiano non significa essere religioso in una certa maniera, fare qualcosa di se stessi in base a qualche metodo, ma significa essere uomo. L’elemento cristiano non è qualcosa che va al di là dell’elemento umano, ma vuol essere proprio in mezzo a ciò che è umano.
L’elemento cristiano non è fine a se stesso, ma consiste nel fatto che l’uomo può e deve vivere da uomo davanti a Dio. Il campo d’azione del cristiano è nel mondo. Qui egli deve darsi da fare, collaborare e operare, qui compiere la volontà di Dio. Perciò il cristiano non è un pessimista rassegnato ma una persona che nel mondo è lieta e serena….

So che in Francia certe sigle (poco importa se inglesi o di altra lingua) sono un po’ sconsigliate ma ML, in internet, significa semplicemente Mailing List. Nonostante sia un cultore della lingua e cultura francese, accetto gli usi e le convenzioni prevalenti ormai anche in Italia.

Cordialità.

Maurizio Benazzi

 

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Cari Amici,

vorrei rispondere a Massimo Niro, rispetto al suo sconforto politico. Io sono comunista, e vi leggo con attenzione. Quello che proprio non capisco è perchè brave persone come Massimo non prendono in considerazione anche il PRC come possibile partito a cui aderire. Un partito che ha lottato con tutte le sue forze in condizioni difficili, mantenendo grande rispetto per il Movimento dei Movimenti e un rapporto di parità con tutti. E' un partito marxista, ma di questi tempi non è proprio un difetto. E' il partito che ha difeso la Costituzione Repubblicana e l'antifascismo, la resistenza e le libertà di tutti. Ci battiamo in ogni Consiglio Comunale e nella società, carceri incluse, per il rispetto della legalità e dei diritti umani.

Perchè metterci alla pari degli altri, o non considerarci ?

Quanto a Padre Balducci, che ho sempre letto e apprezzato, spero che facciate presto quella sintesi ragionata dei suoi scritti.

Credo ce ne sia veramente bisogno, insieme a quelli di David Maria Turoldo.

Vi ringrazio per l'attenzione, e vi auguro Buone Feste.

Tasselli Gianni

 

Caro Gianni,

è molto interessante l’intervento che verrà pubblicato a gennaio: saresti così cortese da spiegarmi personalmente  (e se lo ritieni anche pubblicamente) la “svolta” sulla non violenza del segretario Bertinotti? E’ condivisa all’interno del partito? Mi sembra oggettivamente uno snodo politico cruciale per capire il nuovo PRC…

Se troviamo qualche collaboratore che si presta alla lettura ragionata di alcuni testi degli autori proposti, troverai certamente delle schede o qualcosa di simile.

Credo che nessun lettore o lettrice metta in discussione la valenza politica positiva del PRC anche in questo frangente storico: se lo fa ha sbagliato semplicemente ML. Capita. C’è semmai libertà di “spaziare”, oltre le ideologie (che loro stesse si evolvono), per la ricerca di punti di riferimento per l’attuazione della Pace, della Giustizia e della salvaguardia del creato. Concretamente nell’oggi.

Poi ovviamente ognuno è libero di fare le scelte partitiche o anche di non voto che ritiene opportuno fare…

Questo è il bello della democrazia: l’ultima parola spetta comunque alla singola persona nel segreto dell’urna.

Un caro augurio di buone feste anche a te

Maurizio

 

 

Caro Maurizio,

ti ringrazio per la risposta che mi hai dato.

Venendo alla domanda, su PRC e non-violenza, ti posso rispondere che è davvero una scelta strategica, calata dall'esperienza del movimento dei movimenti. D'altronde Genova 2001 ha ancora oggi il significato di fare rispettare la legalità anche dopo tutto quanto di illegittimo e illegale ha fatto il governo Berlusconi e Fini (che prima o poi dovrà rispondere della sua presenza nel comando centrale dei Carabinieri ).

Destra e centrosinistra hanno in comune una regressione totale verso forme autoritarie di politica. Gli esecutivi hanno poteri autocratici.

Solo proponendo il massimo decentramento del potere politico, e la difesa della divisione dei poteri, possiamo difendere la democrazia.

Il voto non basta.

Io credo nel principio di immanenza. Guardo la realtà e cambio la teoria. Questo è il significato della filosofia della prassi.

La scelta della non violenza per i comunisti non ha lo stesso significato dei teorici classici della stessa. Ma è scelta strategica perchè è la via legittimante della politica. Ma guarda che i comunisti lo hanno praticato dal dopoguerra in poi, anche se non ne avevano fatto scelta strategica. E sai perchè lo dico ? Perchè sono di Reggio Emilia.

Lo sai cos'è stata la Resistenza qui ? I fratelli Cervi, Don Pasquino Borghi, e prima gli uccisi nelle nostre campagne nel 1920.

E poi lo sai cosa sono state le Reggiane, nel '43 e nel '46 ? stragi su stragi. E poi i morti del luglio '60, vuoi vedere il diario all'interno della Direzione DC ? Nessuno ha pagato per quei crimini, e c'è ancora il segreto di Stato. E poi il terrorismo di tutti i colori, anni '70 e '80.

Quando parli con qualcuno qui, di sicuro ha alle spalle, tra i suoi parenti, una vittima, un perseguitato, una ferita.

Se davvero i comunisti avessero scelto strade di militarizzazione della politica, ne avrebbero avuta l'occasione, ti pare ?

Ma nella coscienza di un popolo si vede bene quanto è strategica una scelta.

Noi abbiamo rifondato un partito comunista perchè vogliamo interpretare politicamente quella coscienza.

Vi auguro un sereno 2004, e che la pace torni per tutti, anche per l'Iraq.

Gianni

 

Ho sentito in queste ultime ore di giovedì 8 gennaio 2004 che il segretario Bertinotti ha in serbo importanti cambiamenti politici e organizzativi per l’imminente futuro… forse le nostre strade si incrociano già nel breve termine. Grazie della risposta Gianni.

 

 

 


#2 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Tue Jan 6, 2004 7:55 am
Subject: L'UCOII ci informa... e altro ancora
mauriziobenazzi
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In questo numero:

  • Comunicato stampa UCOII dal Convegno Nazionale di Bellaria
  • Reazioni islamiche al manifesto di “Ecumenici”
  • L’appello dei socialisti francesi sottoscritto da “Ecumenici” nella scorsa settimana, per il sostegno di una pace giusta e duratura in Medio Oriente

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UCOII

 

Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia

 

 

XXXIII CONVEGNO NAZIONALE

 

 

 

 

    Con un lusinghiero successo di pubblico si è oggi concluso, presso il Centro Congressi Europeo di Bellaria, la lunga kermesse del XXXIII Convegno Islamico in Italia.

 

    L'appuntamento di Bellaria, infatti, è il culmine di un percorso che ha visto l'UCOII a Firenze, a Catania, a Cagliari, a Padova, a Torino, a Brescia, incontrarsi con le diverse comunità presenti nel paese.

Convegno "itinerante", così come è stato definito, per essere più vicini ai fratelli e alle sorelle nella specificità della realtà geografica italiana. Anche quella culturale è stata una specificità di cui l'UCOII si è fatta carico, organizzando i diversi appuntamenti tenendo conto della varietà linguistica: Firenze in italiano, Brescia anche in Urdu e Bengalese, e ovunque dove l'arabo era la lingua dominante servizi di traduzione sono stati approntanti in maniera che tutti quanti potessero seguire i lavori. A Marina di Massa, inoltre, nei giorni a cavallo tra Natale e S. Stefano i giovani del G.M.I (Giovani Musulmani d'Italia), organizzazione aderente all'UCOII, avevano tenuto il loro incontro annuale con la partecipazione di oltre 350 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia.

    A Bellaria i 700 e oltre partecipanti hanno visto l'alternarsi sul palco di relatori e personalità di spicco della politica e della società civile italiana. Tra i relatori di assoluto rilievo l'ingegner Mohamed Mursi, leader del gruppo informale di deputati legati ai Fratelli Musulmani all'assemblea parlamentare egiziana, il prof. Abdel Hamid Albilali, dell'Università di Kuwait City e il dott. Abu Jarra Sultani, vice Presidente del Parlamento della Repubblica algerina. Di assoluto rilievo la parte pubblica, svoltasi nella giornata di ieri, durante la quale è stata data comunicazione dei numerosissimi messaggi di saluto al Convegno e di auguri di buon anno rivolti all'UCOII, inviati, tra l'altro, dalla Presidenza della Repubblica, dagli ex-Presidenti Scalfaro e Cossiga, dal Presidente del Consiglio Berlusconi, e dagli ex-Presidenti Massimo D'Alema e Lamberto Dini.

 

    Altri messaggi sono venuti da esponenti del governo. On. Pisanu, Ministro degli Interni, On. Frattini, Ministro degli Esteri, On. Martino, Ministro della difesa, On. Giovanardi, Ministro dei rapporti con il Parlamento, On. Mazzella, Ministro delle Funzione Pubblica.

 

Il Ministro per l'attuazione del programma on.Claudio Scajola, ha inviato una lettera nella quale si trovano chiarissime espressioni di riconoscimento del lavoro svolto dall'UCOII e sulla sua rappresentatività nel panorama islamico in Italia. Scrive Scajola: "L'articolato programma d'incontri, predisposti per i prossimi giorni in molte città italiane, testimonia l'elevato livello di presenza territoriale e la consolidata capacità organizzativa raggiunti, con impegno e dedizione, in questi ultimi anni, dall' UCOII, a salvaguardia del culto islamico professato nel nostro Paese."

 

 

    Simili espressioni anche nei lunghi messaggi inviati dal Segretario dei DS, Piero Fassino, dal Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani, On. Oliviero Diliberto e dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani. Il segretario DS scrive tra l'altro: "Ci sentiamo impegnati nelle istituzioni e nel paese a promuovere una più larga consapevolezza sulla realtà dell'Islam in Italia e riteniamo maturo un accordo giuridico tra lo Stato Italiano e le Comunità Islamiche , volto a garantire a queste ultime attività di culto e di organizzazione".

 

 

    Dal canto suo il segretario della maggiore organizzazione sindacale italiana, rivolgendosi al presidente Dachan scrive: "Le siamo grati perché l'Islam viene da voi vissuto come espressione di dialogo e non come contrapposizione frontale alle altre manifestazioni culturali e religiose, permettendo così di introiettare il vostro messaggio di pace come parte insostituibile della società italiana e momento arricchente la stessa democrazia".

 

 

    Importanti il messaggio di saluto del Vescovo Vicario di Roma, Mons. Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense e del Presidente della Caritas Italiana, Mons. Franco Montenegro, di Daniela Carboni responsabile delle relazioni esterne e istituzionali di Amnesty International e Stefano Pratesi coordinatore "Mondo religioso" della stessa organizzazione, dei Prefetti D'Ascenzio e Lepri del Dipartimento libertà civili del Ministero degli Interni, del Prefetto di Rimini, Dr. Bruno d'Alfonso, del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale del Corpo d'Armata Guido Bellini, della Presidente della RAI, Dott.ssa Lucia Annunziata e del Professor Stefano Allievi.

 

    Particolarmente grato il saluto di Flavio Lotti a nome della Tavola della Pace di Perugia che ha inviato parole che hanno suscitato l'applauso dei convenuti. Scrive Lotti: "voglio inviare a tutti i partecipanti i miei più vivi e sinceri sentimenti di vicinanza(.) ringraziarvi per la vostra partecipazione alle attività della Tavola della Pace e, in particolare, alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi (.) il mondo è attraversato da conflitti e problemi sempre più gravi. Mentre cadono alcuni muri altri vengono costruiti. Non solo in Terra Santa ma anche qui da noi dove la propaganda e la disinformazione alimenta paure e tensioni. Contro tutto questo allarmante razzismo vogliamo continuare a ribellarci convinti come siamo che il ruolo della società civile e degli uomini e donne di fede sia molto ampio".

 

    Altri parlamentari ed esponenti della politica si sono presentati al palco dell'UCOII, tra questi l'On. Bulgarelli del Gruppo dei Verdi alla Camera, il Prof. Gianni Long, Presidente della Federazione Chiese Evangeliche Italiane, segno di un vièppiù intenso rapporto di collaborazione con quest'importante minoranza religiosa del Paese, Francesco Giovannelli in rappresentanza della Comunità di Sant'Egidio, Dott. Carlo Ciccioli, della Direzione Nazionale di AN, accompagnato dai dottori Zinni e Fidanza, presidente Nazionale Azione Giovani, l'Architetto Nedo Pivi, della Sezione Riminese Italia dei Valori. La CGIL era presente con il Dott. Mohamed Al Hasani, Segretario Regionale della Federazione dei Lavoratori del settore Agroalimentare, accompagnato dal Dott. Sarelli della direzione nazionale. Tutti gli intervenuti, con diverse sfumature a partire dal diverso background politico e culturale, hanno insistito sulla necessità di una più stretta relazione tra la comunità islamica, la società politica, le istituzioni, i movimenti sociali e religiosi. Hanno inoltre dichiarato la loro disponibilità a farsi interpreti nelle diverse istanze di riferimento delle necessità e delle aspirazioni dei musulmani, rimovendo gli ostacoli frapposti al pieno godimento dei loro diritti. Il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, il cui possibile arrivo era stata annunciato in mattinata, ha inviato infine, tramite i suoi compagni di partito una lettera autografa nella quale si dice tra l'altro: "Considero di fondamentale importanza la vostra opera, svolta alla concreta integrazione delle comunità islamiche nel nostro Paese, a dispetto di quei pochi che vorrebbero innescare dinamiche di irriducibile contrapposizione".

 

 

    A tutti loro hanno significativamente risposto tre esponenti musulmani: il gia citato Dott. Mursi, il Prof. Gabriele Mandel, Khalifa della Confraternita Sufi Jerrahi Halweti ed il Dott. Ali Abu Shwaime, in rappresentanza della Federazione delle Organizzazioni Islamiche Europee (FIOE).

 

    Nel pomeriggio con l'intervento di Abu Jarra Sultani il convegno ha approfondito ulteriormente le tematiche generali. In seguito con la presenza di un gruppo folcloristico palestinese, il pensiero di tutti i convenuti è andato a quella terra benedetta e sofferente, sui bisogni umanitari della cui popolazione ha parlato, chiedendo il sostegno dei musulmani a favore degli orfani, delle vedove e dei senza tetto, il Presidente dell'Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Arch. Dott. Mohamed Hannoun.

    L'assemblea ha espresso il suo profondo e sentito cordoglio per il disastro umano e materiale causato dal terremoto in Iran. I cuori si sono rivolti all'Altissimo, Colui che mitiga le pene, affinché allevi le pene dei sopravvissuti e dia loro la forza della fede per sopportare e ricostruire.

    In conclusione della giornata, il Direttivo dell'UCOII si è presentato sul palco parlando delle problematiche della comunità e dell'Unione, della necessità di una maggiore relazione tra il centro e la periferia, di un maggiore impegno di tutti quanti, singoli ed associazioni, nella tutela del bene comune e dei diritti dei musulmani. Più volte ricorrente nella giornata la situazione venutasi a determinare in Francia con le recenti prese di posizione governative in merito al hijab, in merito alla quale è stata espressa la civile determinazione dei musulmani d'Italia ad opporsi ad ogni prevaricazione e ad ogni appiattimento. Il diritto di professare la propria religione e di esporne liberamente i segni è conquista civile acquisita della cultura europea. Nessun estremismo laicista è accettabile in quanto conculca diritti di libertà e di espressione che sono il senso stesso della democrazia.

 

    A questo proposito l'UCOII  ha proposto all'Assemblea e proporrà poi alle associazioni islamiche di tutto il paese un programma di mobilitazione e di civile opposizione che si esternerà con sit-in davanti all'ambasciata francese in Italia e alle sue rappresentanze consolari.

 

    Oggi giornata conclusiva con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato tutti i relatori che si sono succeduti nel corso del convegno, il presidente dell'A.C.E.I (Associazione per la Cultura e l'Educazione Islamica in Italia) Boubaker Gueddouda e il presidente Mohamed Nour Dachan, con le raccomandazioni generali e il ringraziamento all'Altissimo per il lavoro svolto nella speranza che sia da Lui accettato e ricompensato.

 

 

Bellaria, 5 Gennaio 2004

 

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I messaggi che seguono sono apparsi sulla ML del BULLETIN D'INFORMATION SUR L'ALGÉRIE (Commission socialiste de solidarité internazionale) di Ginevra a seguito della pubblicazione del manifesto di “Ecumenici”. Ci sembra una interessante testimonianza del “sentire” da parte di alcuni lettori/lettrici in questo momento. E’ francamente comprensibile lo stato d’animo: ci domandiamo infatti quale sarebbe la reazione cristiana di fronte a un diffuso atteggiamento dei mass media ostile… domandiamoci piuttosto chi detiene il potere informativo anche in Italia e quale sono gli interessi economici e militari in gioco.

 

 

Non à la guerre ,oui à la paix ,à la justice,et à la liberté :là au moin toutes les religions sont d accord ,et memes les athés sans foie mais avec principes de libertés égalité et fraternité;
            puis je savoir alors comment vous procedez pour la realisation ,et puis comment vous etes organisés: associations ?  . . .
je suis marocaine ,domaine d action et moyens assez reduits . association des droits de l Homme .prete à collaborer ds le meme sens .
j attends de vos nouvelles .que cette année 2004 soit une année de paix de justice et de libertés .

khouiti fatima khofa2@...

 

 

 

Pour la paix la justice et la liberté; il faut s'engager...


Cherie,
nous n’avons pas encore une Association  appellée  “Ecumenici” : nous sommmes simplement des personnes qui sont en dialogue; ça fait beaucoup de temps que nous sommes engagé dans cet projet laic.
Dans le mois de janvier 2004, par example, nous commenceron la lecture de la revelation coranique ensemble à la lecture des Losungen. Il faut tout d’abord s’écouter…
Moi je suis inscrit à Amnesty International en Italie mais quelque fois je pris mes distances p.e. sur la position de la Bolivie. Le president italien ou je ne sais pas qui, à fait une mauvaise impression sur la conaissance des mouvements dans ce pay là.
Moi je suis en socialiste qui n’est pas inscrit à aucun parti politique, sauf l’organisation italienne “Avril pour la gauche” de DS, car je crois dans l’alternative au system liberal.
J’attend ton engagement pour la justice et la liberté
Au revoir
Maurizio Benazzi
ecumenici@...

 

 

 

 

je suis musulman, de confession crois aux valeurs laiques sur le plan international. Pour ce qui est du reste pour l'instant j'observes quelle alternative pourrait on apporter au nations unis en manque de credibilité pour sa justice à deux vitesses.
A mon sens et cela ne conserne que moi;
La paix à besoin d'un solide et incorruptible allié, qui de part la justice et pas uniquement la force saurais en etre le garant.
Tache qu'aurais pus prendre le pantin sité ci-dessus. L'alternative serais peut etre dans une mis à l'ecart du corrupteur    

tarek hadj-moussa gdbleu2003@...

 

 

 

 

En reponse a vos reflexions sur la paix et le role des religions dans ce sens;j'aimerais contribuer a ce debat.
sur le plan pratique y'a pas d'egalite entre les hommes et par consequent les religions dont ils croient,c'est la force qui prime sur tout,la civilisation judeo-chretienne qui detient les moyens de cette force actuellement meprise les autres (islam et autres...).
les cas de cette segregation sont visible a l'oeil nu,le cas palestinien  est l'echantillon de cette inegalite.
alors cessez svp  ces debats surrealistes,la realite est vraiment tres dure.
amicalement.

djebbar djamel puma41@...

 

 

 

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LES SOCIALISTES POUR UNE PAIX JUSTE ET DURABLE

AU PROCHE-ORIENT

 

 

 

APPEL trans-courants de militants socialistes

 

soutenu par pierre joxe,  paul quiles

et de nombreux RESPONSABLES ET élus du Parti Socialiste

 

 

Socialistes profondément attachés aux idéaux de démocratie, de justice, de liberté, de laïcité, d'universalité des droits humains et des droits des peuples, nous décidons de nous exprimer publiquement.

 

Nous saluons l’Initiative de Genève qui rappelle le droit imprescriptible des Israéliens de vivre dans un état délimité par les frontières de 1967, et réaffirme celui des Palestiniens, imprescriptible, de pouvoir vivre dans un état viable en Palestine.

 

Nous soutenons toutes les bonnes volontés qui, à partir de cette initiative de paix, et d’autres, permettront d’aboutir à une solution juste et négociée du droit au retour des réfugiés palestiniens de 1948 et de 1967 et à une citoyenneté pleine et entière des Arabes palestiniens de nationalité israélienne (20 % des Israéliens).

 

Nous saluons le courage de ces Israéliens qui ont eu la détermination de poursuivre le dialogue avec leurs homologues palestiniens, tout aussi courageux. Ils rappellent avec conviction que l’avenir de l’Etat d’Israël et de la région passe par une solution politique négociée et non par une politique d’occupation brutale qui, en violation du droit, plonge tous les jours davantage la population palestinienne dans la misère, la détresse et le désespoir.

 

Soucieux que cette initiative de paix porte ses fruits, nous pensons qu’il est indispensable de réduire les facteurs de tensions entre les peuples palestinien et israélien. Or, la dégradation quotidienne des conditions de vie de la population palestinienne, ne peut que les aggraver.

 

Nous estimons, de plus, que la poursuite de la construction du mur de « sécurité », dont une récente résolution de l’Assemblée générale de l’Onu a ordonné le démantèlement, met en péril les initiatives de paix en cours. Le gouvernement d’Ariel Sharon, cependant, a décidé de braver cette décision onusienne.

 

C’est pourquoi nous appelons les responsables politiques français et l’Union Européenne à user de tous les moyens en leur pouvoir pour inciter le gouvernement israélien à respecter les droits de l’Homme, le droit international et les Conventions de Genève, à l’instar des démocraties dont l’Etat israélien se réclame.

 

Nous avons été un million, en France, à manifester contre l’intervention unilatérale américaine en Irak, menée sans mandat de l’Onu. Comment pourrions-nous ne pas dénoncer l’obstination du gouvernement israélien à défier la Communauté Internationale ?

 

Nous rappelons que nous condamnons avec la plus extrême vigueur l’antisémitisme, sous quelque forme, et dans quelque circonstance que ce soit, en France et dans le monde. (… /…)

 

Nous dénonçons les forces opposées à la paix, qu'elles soient au gouvernement, comme en Israël, ou dans l'opposition à l'Autorité palestinienne, comme en Palestine. Nous condamnons aussi avec la plus grande fermeté les attentats-suicide contre d’innocents civils israéliens.

 

Nous sommes solidaires de tous ceux qui, Israéliens et Palestiniens, militent avec détermination pour une paix juste basée sur le droit international.

 

Nous encourageons tous les socialistes qui se reconnaissent dans cet appel à le signer et à se mobiliser pour demander le respect, non négociable, du droit international par les autorités israéliennes, en vue d’une paix juste et durable au Proche-Orient.     http://www.paixjuste.fr.st/

 

 

 

 

 


#1 From: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Date: Mon Jan 5, 2004 9:55 pm
Subject: Fra biometrie CEE e l'auspicabile legge sulla tortura in Italia
mauriziobenazzi
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Ecumenici

è un impegno di noi tutti per

per la Pace, la Giustizia e la salvaguardia del Creato

 

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…Il vero culto di Dio è nell’essere di aiuto all’uomo, sempre più libero dalle necessità, ma proprio per questo sempre più fragile e precario negli spazi dell’universo…

Ernesto Balducci

 

La pace è l’uomo e quest’uomo è mio fratello, il più povero di tutti i fratelli. La libertà è l’uomo e quest’uomo è mio fratello, il più schiavo di tutti i fratelli. La giustizia è l’uomo e quest’uomo è mio fratello: per un’idea non posso uccidere!

David Maria Turoldo

 

 

 

In questo numero:

  • Biometrie, controllo e identificazione digitale
  • Osservatorio parlamentare, a cura della newsletter di Antigone: proposta di legge per l’introduzione del reato di tortura
  • Notizie da Fabio Fabiocchi
  • Posta in arrivo (prima parte)

 

 

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BIOMETRIE, controllo e identificazione digitale

Tradotto da Statewatch di settembre 2003

 

Visti e permessi di soggiorno biometrici per le persone del terzo mondo entro il 2005. A seguire passaporti e carte d'identità biometriche per i cittadini europei Impronte digitali e immagine facciale obbligatorie Informazioni personali e dati da tenersi su database nazionali ed europei Riconoscimento che i poteri delle autorità di data protection non ce la fanno a reggere Nessuna garanzia che questi dati non siano a disposizione degli stati non europei (es: USA)

 

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La Commissione Europea ha prodotto due bozze di legge (25-09-03) per due insiemi di dati biometrici (impronti digitali e immagine faciale) per i visti e i permessi di soggiorno per i cittadini dei paesi del terzo mondo entro il 2005. I dati biometrici e le informazioni personali riguardanti i visti saranno catalogati su database nazionali ed europei e saranno accessibili tramite il Sistema Informativo dei Visti (VIS) e tramite il Sistema Informativo di Schengen (SIS II). In questa proposta di legge non è chiaro se i dati dei cittadini provenienti da paesi terzi devono essere tenuti anche sul SIS, anche se è evidente che ogni nazione creerà un proprio registro dei residenti negli stati UE che provengono da paesi terzi (in Germania c'è da lungo tempo una richiesta di compilare tale registro per cui la sua creazione sarà un dato di fatto). Quindi che questa stessa informazione sarà anche tenuta sul SIS è inevitabile.

 

Un'altra proposta e' quella di includere i dati biometrici e personali: "seguirà più tardi quest'anno anche una relazione sui documenti dei cittadini UE".

 

Tony Bunyan, editore di Statewatch, commenta:

"Queste sono l'ennesimo risultato della 'guerra al terrorismo' che dimostra che l'Europa, come l'America, è desiderosa di introdurre sistemi di controllo di massa, che hanno molto più a che vedere con il controllo politico e sociale che con la lotta al terrorismo.

Alla proposta della sorveglianza delle telecomunicazioni si aggiunge il controllo degli spostamenti di tutti i visitatori e dei cittadini dei paesi terzi, a seguire anche quelli dei cittadini UE.

Quanto tempo passerà prima che ci sarà una carta d'identità UE obbligatoria?

Tutti i dati saranno raccolti per tutta l'Europa sul SIS e sarà accessibile da decine di migliaia di pubblici ufficiali, quanto tempo passerà prima che tutti i dati biometrici raccolti peri i documenti verranno usati per altri motivi?

Per quanto riguarda la protezione dei dati, nessun nuovo potere dovrebbe raccogliere dati personali fino a che alle autorità nazionali sulla protezione dei dati gli siano dati poteri investigativi e finanziamenti; la stessa Commissione Europea sembra volenterosa a rafforzare la direttiva del 1995"

 

Le proposte della Commissione sono presentate esplicitamente come una risposta al "11 settembre 2001" per "migliorare la sicurezza dei documenti" in modo da "sorprendere le persone che cercano di falsificare i documenti per ottenere l'accesso al territorio UE".

La cosa straordinaria è che l'anno scorso l'Unione Europea ha adottato due ordinamenti (sui visti- 334/2002/EC e sui permessi di residenza- 1030/2002/EC) come risposta alla necessità di sicurezza, includendo anche l'introduzione di foto su tutti i documenti. E' stato lo scorso autunno quando Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno dichiarato che cio' non bastava e che nei documenti dovevano essere inclusi anche i dati biometrici, questa proposta è stata subito spalleggiata dalla Germania. Questa proposta, portata avanti da questi quattro stati Europei, venne approvata a Veria, Grecia, al meeting non ufficiale dei Ministri di Giustizia e degli Affari Interni nel 28-29 marzo. Secondo il documento della commissione: "Il membro della commissione Vitorino si e' assunto l'impegno di presentare la proposta, e nello stesso momento ha enfatizzato che va intrapreso un approccio coerente per tutti i documenti da viaggio, inclusi i passaporti UE"

 

Il signor Vitorino ha esposto il punto di vista della maggior parte dei Governi UE e, come loro, hanno cercato una legittimazione della manovra di accogliere la richiesta degli USA che prevede che tutti i passaporti delle gente che raggiunge e vive in America abbiano dati biometrici entro ottobre 2004 - che non è affatto una mossa logica visto che molti dei cittadini UE non andranno mai in America ne vorranno farlo.

 

Il summit di Thessaloniki [vedi nostro dossier], sotto la presidenza greca, dal 19 al 20 giugno ha riconfermato l'approccio accordato al meeting non ufficiale dei Ministri di Giustizia e degli Affari Interni, e ha aggiunto che si dovrebbe cercare una "soluzione armonizzata" tra dati biometrici, documenti (passaporti, carte d'identità) e "sistemi d'informazione (VIS e SIS II)".

Il VIS sarà un sistema in cui e' compreso un Sistema Nazionale Informativo dei Visti (N-VIS) e un Sistema Centrale Informativo dei Visti (C-VIS). Le conclusioni del summit, come quelle del documento della Commissione , sono silenziosi sulla questione dei dati biometrici di tutti i residenti provenienti da paesi terzi, in particolare sul fatto se effettivamente saranno inseriti nel SIS II.

Cio' che è veramente deplorevole di queste due proposte è che i due gruppi che saranno oggetti per primi alle conseguenze di tali decreti sono i cittadini provenienti da paesi terzi che in quanto immigrati necessitano visti per entrare/visitare l'Europa. La maggior parte delle persone del terzo mondo - 135 paesi - necesitano di visti per entrare, mentre la "lista bianca" o paesi che possono accedere senza visti rimarra' invariata (ci sono 33 paesi su questa lista tra i quali USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Israele, Svizzera, Croazia, Corea del Sud, Singapore, Mexico e altri otto peasi Sud Americani).

 

Impronte digitali e immagini facciali

 

La Commissione propone che vengono presi due identificatori biometrici da ciascun individuo, una fotografia digitale come "immagine facciale" ed impronte digitali che verranno entrambe immagazzinate su di un chip privo di contatto all'interno di un documento. La raccolta delle "immagini facciali" sarà "obbligatoria" e a questa un secondo indentificatore biometrico sarà aggiunto: le impronte digitali.

La Commissione è consapevole che molta della tecnologia che serve per realizzare l'immagine facciale si sta ancora sviluppando, mentre le impronte digitali "sono il più utilizzato e sicuro mezzo di identificazione".

Le immagini facciali verranno utilizzate in due forme e ogni stato membro potrà scegliere. La tecnologia più semplice e' già accessibile; tramite questa un "quadro facciale ad alta risoluzione" potrà essere contenuto dentro il chip e sarà accessibile come una foto digitale ogni qualvolta le autorità la vogliono consultare, come ad esempio all'attraversamento di una frontiera. I sistemi più avanzati di "riconoscimento facciale" controlleranno che l'immagine all'interno del chip corrisponda con i dati personali nei grandi database centrali.

Il secondo mezzo di identificazione, le impronte digitali, "non dovrebbero essere lasciate a discrezione degli Stati Membri". Uno studio sulla fattibilità fatta dalla Commissione su il sistema del VIS raccomanda che dovrebbero essere presi tutti e dieci le impronte digitali. Ma siccome la capacita' del chip attualmente è limitata, saranno obbligatori solo due impronte (il limite di errore con solo due impronte è ovviamente molto più alto che con dieci).

 

La regolamentazione e l'impatto finanziario.

 

La Commissione ha proposto due nuove misure sotto forma di regolamentazione che verrà applicata, senza discrezione sull'applicazione, a tutti gli stati UE. La regolamentazione risultera' in questi termini:

"Si necessita l'uguaglianza, a livello europeo, della configurazione di tali documenti e i loro parametri di identificazione, cio' non lascia spazio alla discrezione dei singoli paesi membri, quindi tutti dovranno adeguarsi a tale normativa".

I dati biometrici saranno immessi su un "chip da 64k" lasciando un po' di spazio per "aggiungere dei dati alphametrici". La fretta con cui la Commissione ha preparato tale proposta diviene chiaro quando si va a vedere i costi: "il prezzo di tale microchip non è ancora noto" e sembra dipendere dalle richiesta di massa da parte di tutte e 25 i stati membri in modo da ridurre il costo. Inoltre è emerso che il sistema che registra solo un'impronta digitale è molto meno costoso di quello con piu' impronte. Si esigerà dagli individui di registrarsi e pagare (anche se questa "registrazione sara' obbligatoria") in modo che due immagini biometriche possono essere prese.

Questo è solo l'inizio dei costi: la creazione dei database nazionali, degli strumenti di registrazione, dei sistemi di controllo ai confini che sono altri costi ancora.

Inoltre come si potrà garantire la protezione dei dati sensibili quando il sistema attuale già non lo fa?

 

La Commissione si da molto da fare nel forzare la privacy e la protezione dei dati.

Le due normative proposte affermano che nessuna informazione sensibile dovrebbe essere salvata sui chip se non sono coperti da "queste normative, dall'Annex [??? n.d.t] tranne se sono menzionati riguardo a specifici documenti di viaggio". L'Annex non è stato ancora pubblicato e i documenti validi per l'espatrio potrebbero contenere anche altri dati personali.

Nonostante la Commissione afferma che i dati contenuti saranno protetti da una direttiva del 1995 della Comunità Europea, evidenzia però anche l'inadeguatezza di un regime di protezione dei dati a livello nazionale all'interno dell'UE. Queste autorità sono "prive di risorse" come dimostra il primo rapporto sulla Direttiva del 1995 (per produrre il primo rapporto ci hanno messo otto anni). La mancanza di risorse fa in modo che queste autorità non possono essere indipendenti e ci sono "preoccupazioni serie" sulla loro capacità di portare avanti i ruoli che gli sono stati assegnati.

In aggiunta a questo bisogna dire che i poteri investigativi delle autorità di protezione dei dati nazionali variano enormemente da stato in stato, come varia anche il budget che hanno a disposizione. Molti hanno poche risorse a disposizione per far rispettare il diritto della privacy, pochi hanno potere investigativo effettivo.

Inoltre si puo' aggiungere che la stessa UE ha già minato gli stessi principi che venivano espressi nel direttivo con l'accordo Europol-USA e con gli altri accordi UE-USA sulla cooperazione reciproca riguardo l'estradizione e sulla cooperazione giudiziaria - che potrebbe essere seguita dall'accesso dei dati personali per i passeggeri dei voli aerei.

 

Fonti:

 

Proposta della Commissione sulla regolamentazione dei documenti biometrici: COM(2003)558 (pdf) lista dei paesi UE che non richiedono permessi di soggiorno per entrare/visitare: Visa lists (pdf)

 

 

 

 

OSSERVATORIO PARLAMENTARE

a cura di Francesca D’Elia

Passo in avanti per la proposta di legge che introduce il reato di tortura

La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, in data 2 dicembre 2003, ha completato la definizione della proposta di legge che introduce l'articolo 613-bis del codice penale (Delitto di tortura) e che recepisce il trattato di New York firmato dal governo italiano il 10 dicembre 1984; la tortura, quindi, viene prevista come specifica fattispecie di reato. In base al testo approvato dalla commissione (composto da un unico articolo), il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, con violenze o minacce gravi, infligge ad una persona sottoposta alla sua autorità sofferenze fisiche o mentali per ottenere informazioni o confessioni su un atto compiuto da essa, o da terza persona sospettata, o per motivi di discriminazione razziale, politica, religiosa o sessuale, è punito con la reclusione da uno a dieci anni.

La pena è aumentata se ne deriva una lesione grave o gravissima, ed è raddoppiata se ne deriva la morte. Non può essere assicurata - aggiunge il secondo comma dello stesso articolo - l'immunità diplomatica a cittadini stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura da un'autorità giudiziaria straniera o da un tribunale internazionale.         

E’ stata abbandonata la proposta del relatore (on. Mormino) tesa a distinguere, a livello di pena, i casi di tortura finalizzati ad ottenere, contro la libera volontà del soggetto, informazioni e confessioni ed i casi di tortura determinati da qualsiasi forma di discriminazione. Dunque, di fronte a condotte così gravi, si è mantenuta l'equiparazione di pena fra le due fattispecie previste dal testo, pena che deve essere adeguata alla gravità della condotta e delle conseguenze per l'effetto di tale reato, indipendentemente dai motivi che hanno determinato il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio ad avere comportamenti sempre inaccettabili o inammissibili e che, in uno Stato di diritto, debbono avere una adeguata sanzione penale.

Allo stato, il nuovo articolato è al parere delle Commissioni I, III e V (Affari costituzionali, Affari Esteri e Bilancio) e a breve potrebbe essere concluso l'iter referente della proposta per il successivo passaggio in Aula. I gruppi An, Lega e Ds si sono opposti ad una rapida approvazione del testo in sede di Commissione.

 

 

News di Fabio Fabiocchi

Gay/USA: Il Massachussetts dovrebbe garantire eguale accesso al matrimonio

25 Novembre 2003 - In seguito alla storica sentenza della Corte Suprema del Massachussetts che vieta le discriminazioni basate sul -l'orientamento sessuale nel matrimonio civile, il governo del Massachussetts non dovrebbe creare un'istituzione separata ed ineguale come quella delle "unioni civili" per le coppie omosessuali. I legislatori dello stato, dice Human Rights Watch, dovrebbero rispettare la sentenza emendando la legislazione statale sulle licenze di matrimonio per assicurare a tutti eguale accesso al matrimonio civile. La corte ha chiaramente affermato che i partner dello stesso sesso dovrebbero godere del diritto di sposarsi come le coppie eterosessuali. Ogni coppia dovrebbe essere libera di dimostrare il proprio amore e impegno reciproco attraverso il matrimonio. Lo stato non dovrebbe discriminare in quest'area profondamente individuale sulla base dell'identita' sessuale o dell'orientamento sessuale dei due partners.

Il 18 Novembre 2003, la corte ha ordinato che alle coppie gay e lesbiche siano garantiti pienamente i diritti del matrimonio civile. La corte ha dato al parlamento 6 mesi di tempo per emendare le leggi e conformarle alla sentenza. Da allora, diverse personalita' politiche dello stato - compreso il governatore Mitt Romney - hanno suggerito la creazione delle unioni civili per le coppie omosessuali. Queste unioni garantirebbero alcuni dei diritti del matrimonio, ma creerebbero un sistema separato ed ineguale che non rispetterebbe la sentenza della corte. Secondo HRW, la storia dimostra che separato non e' mai sinonimo di eguale; le unioni civili raramente offrono tutti gli stessi diritti del matrimonio. Esse inoltre stigmatizzano le relazioni omosessuali suggerendo che esse meritano solo un riconoscimento di seconda classe. HRW nota che le unioni civili costituiscono un passo avanti, ma spesso insufficiente. Esse non permettono il riconoscimento dell'unione all'estero come per il matrimonio. Non c'e' garanzia che le unioni civili offriranno eguaglianza in tuttigli aspetti  e i benefici del matrimonio. La soluzione piu' equa e semplice e' allargare lo status di matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, in modo da cancellare queste diseguaglianze con un colpo di penna.

Il governatore ha anche ipotizzato di emendare la costituzione statale del Massachussetts per definire il matrimonio come un'unione tra un uomo e una donna. Altri politici, compreso il presidente Bush, hanno avanzato la stessa ipotesi di emendamento per la costituzione federale. Le costituzioni, afferma HRW, dovrebbero proteggere le persone dai pregiudizi, non abbracciare l'ineguaglianza. I giudici del tribunale hanno distinto il matrimonio civile, definito come un'istituzione completamente laica, dalle pratiche matrimoniali o dalle credenze di gruppi religiosi. HRW afferma che le leggi civili sul matrimonio possono essere cambiate per cancellare le discriminazioni senza violare le prerogative delle religioni che possono decidere liberamente se ammettere o no le coppie omosessuali nel loro matrimonio.

"In quasi tutti i continenti, i governi si stanno muovendo per cancellare le discriminazioni contro le relazioni omosessuali, mentre negli USA alcuni legislatori cercano di incidere il loro pregiudizio nella roccia", ha detto il direttore esecutivo di HRW. Il mancato accesso ai diritti matrimoniali impone discriminazioni dannose alle coppie omosessuali che possono vedersi negati i benefici sanitari e occupazionali; le protezioni contro la violenza domestica; i diritti di successione; il diritto di adozione di bambini; il diritto di prendere decisioni per il partner malato o per il figlio del partner; il diritto di acquisire la cittadinanza nel caso che uno dei partner sia immigrato; e i diritti ai benefici fiscali e alle politiche assicurative. Cancellare le discriminazioni nell'accesso al matrimonio civile e' diventata una questione urgente in molti paesi. Il parlamento Olandese nel 2001 e quello Belga nel 2003 hanno esteso il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. I tribunali nelle province Canadesi di Ontario e British Columbia hanno fatto lo stesso nel 2003; e il parlamento Canadese si sta muovendo per fare altrettanto in tutto il territorio del paese. Numerosi altri paesi riconoscono le unioni civili o partnership per omosessuali: Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Islanda, Norvegia, Portogallo e Svezia. A livello nazionale, le relazioni omosessuali sono riconosciute limitatamente ad alcuni benefici matrimoniali in Brasile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Ceca, Israele e Nuova Zelanda, tra gli altri. A livello locale, sono riconosciute in diverse giurisdizioni interne di Argentina, Australia, Brasile, Italia, Spagna, e Svizzera, cosi' come nello stato del Vermont negli USA. Per maggiori info sulla giurisprudenza mondiale riguardante l'orientamento sessuale: http://hrw.org/lgbt/jurisprudence.htm Fonte: Human Rights Watch; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@...

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USA: Bush apre la foresta Tongass alle operazioni di taglio, 120 mila ettari a rischio

24 Dicembre 2003 - L'amministrazione Bush ha annunciato che la Foresta Nazionale Tongass in Alaska sara' esentata dai regolamenti ambientali federali, adottati dall'amministrazione Clinton, che proibiscono la costruzione di strade e vietano gran parte delle attivita' economiche in 25 milioni di ettari di foresta presenti su tutto il territorio degli USA. Bush presenta la decisione come una necessita' per l'economia depressa dell'Alaska sud orientale. La verita' e' un'altra, scrive un editoriale del New York Times. Questo e' essenzialmente un regalo di natale al senatore Stevens (Repubblicano dell'Alaska) e al Governatore dell'Alaska Frank Murkowski, i quali hanno chiesto da tempo di riprendere le operazioni di taglio a raso che in passato hanno gia' distrutto gran parte dell'unica foresta temperata pluviale del paese dove sono presenti alberi centenari. Il Servizio Forestale si e' affrettato a precisare che la decisione permettera' il taglio di alberi in un'area di 120,000 ettari, o circa il 3% dei 3.8 milioni di ettari della foresta che sono protetti dal provvedimento clintoniano. Sebbene cio' sia tecnicamente vero, l'impatto ambientale sarebbe molto piu' grande e coinvolgerebbe 850,000 ettari. Prima di tutto perche' quei 120,000 ettari comprendono molti degli alberi piu' vecchi della foresta e i piu' importanti bacini idrici, oltre ad un'alta concentrazione di biodiversita': non e' esagerato dire che quegli ettari rappresentano il cuore biologico dell'area. E poi perche' questi ettari non sono concentrati in un'area sola, ma sono distribuiti in 50 diversi progetti di taglio, e le strade necessarie a raggiungerli violeranno un'area piu' vasta. Fonte: New York Times; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

Norvegia: Le Isole Lofoten salve dallo sfruttamento petrolifero

15 Dicembre 2003 - Il governo Norvegese ha annunciato che non consentira' lo sviluppo petrolifero nelle acque intorno alle Isole Lofoten nonostante le richieste da parte delle compagnie petrolifere secondo le quali nella zona si troverebbero giacimenti del valore di 1 miliardo di dollari. Le pressioni esercitate da WWF, dai pescatori e dai tour operator negli ultimi 2 mesi, hanno costretto il governo a prendere questa decisione almeno fino al 2005. Il WWF si aspetta che nel 2005 il governo proteggera' le isole. Le acque intorno alle isole ospitano gli stock di merluzzo e aringa piu' grandi del mondo, sono luogo di ritrovo per i capodogli e le orche, le coste ospitano alcune delle piu' grandi colonie di uccelli marini in Europa, come il cormorano e la pulcinella di mare, e vi si trovano le barriere di corallo di acqua fredda piu' estese del pianeta, scoperte solo l'anno scorso. Le comunita' che vivono sulle isole sono quasi interamente dipendenti dalla pesca e dal turismo. Le compagnie petrolifere dovrebbero prendere nota della decisione, secondo il WWF. "Ci sono cose piu' importanti dei profitti petroliferi di breve termine. Non e' piu' accettabile cercare petrolio in aree biologicamente vulnerabili e importanti. Lo abbiamo visto accadere negli USA per il Rifugio Artico e lo vediamo nelle Lofoten" ha detto il direttore del WWF-Artico. Tuttavia il WWF e' deluso dalla decisione di permettere le trivellazioni esplorative a largo del Mar di Barets da parte della compagnia Italiana Agip sul giacimento petrolifero chiamato Goliath. L'area e' molto vicina alle maggiori colonie di uccelli marini e alle aree di riproduzione dei pesci. Il Mar di Barents e' ancora uno degli ultimi ecosistemi vasti, incontaminati e indisturbati rimasti in Europa.

Il governo Norvegese ha annunciato anche che allarghera' l'area marina protetta attorno alle isole Svalbard. L'area sotto protezione sara' estesa alle acque entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Attualmente il parco arriva alle 4 miglia nautiche. Verranno quindi aggiunti alla zona protetta 40,000 km2 di acque, un'area estesa quasi quanto la Danimarca. In totale il parco comprendera' 74,000 km2 nei quali sara' vietata la pesca a strascico, lo sfruttamento petrolifero e minerario, e la caccia a tutti i mammiferi marini. All'inizio del 2003, il governo aveva annunciato la creazione di 5 nuove aree protette sulla terraferma dell'arcipelago, arrivando a coprire l'8 delle isole o 4,450 km2. Fonte: WWF Int.; FoE Int.; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

Global: I disastri naturali sono costati 60 mld di $ nel 2003

10 Dicembre 2003 - I disastri naturali, gran parte dei quali legati alle condizioni metereologiche, nel 2003 sono costati al pianeta 60 miliardi di dollari, 5 miliardi in piu' dell'anno precedente. Le perdite economiche maggiori, afferma un rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme), fanno parte di un trend preoccupante legato al cambiamento climatico. La forte ondata di caldo, a causa della quale molte piantagioni sono state perse in tutta Europa e 20,000 persone sono morte, e' stato il disastro piu' costoso con le sole perdite agricole stimate intorno ai 10 mld di dollari. Il secondo disastro piu' costoso sono state le inondazioni lungo i fiumi Huai e Yangtze in Cina tra Luglio e Settembre. Circa 650,000 appartamenti sono stati danneggiati con perdite stimate intorno agli 8 mld di dollari. Gli anni 90 e i primi anni del 21° secolo sono stati colpiti da disastri climatici estremi che saranno sempre piu' frequenti in futuro. Secondo il direttore esecutivo dell'UNEP, i paesi sviluppati hanno la responsabilita' di ridurre le loro emissioni e di aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi agli impatti del riscaldamento globale. Il protocollo di Kyoto non e' ancora entrato in vigore per le mancate ratifiche. Tuttavia, questo non puo' essere un alibi per non fare nulla e infatti molti paesi, industrie, autorita' locali e ONG stanno lavorando. Ci sono numerosi programmi in Europa, Nord America e Giappone per incoraggiare l'uso di energie rinnovabili, e promuovere l'efficienza energetica nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Fonte: UNEP; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

 

 

 

 

Posta in arrivo

Si informa che un secondo gruppo di lettere verrà pubblicato nei prossimi giorni.

 

Son ben contento di partecipare a questo gruppo. Da anni mi occupo di nonviolenza e cerco, come diceva Capitini, di approfondirla quotidianamente nelle mie espressioni di vita. Sono un cristiano (non servono altre aggettivazioni: è già troppo impegnativa questa prima); sono anche un prete messo ai margini e non più reintegrato. Ho trascorso una vita da "desaparecido" (meno male che nel frattempo non vivevo in Argentina o nel medioevo italiano). Sono pronto a relazionarmi con chiunque voglia approfondire i miei percorsi di vita. A presto.
Pasquale Iannamorelli
SULMONA (AQ)

 

 

Caro Maurizio,

ti ringrazio per il lavoro che fai sulla lista; io faccio la ricercatrice sull'immigrazione, ma prima di tutto sono un'attivista dell'associazione Senzaconfine, che fu fondata da Eugenio Melandri nel 1989, ex missionario saveriano, all'inizio dell'interesse sull'immigrazione nel nostro paese, ai tempi dell'assassinio di Jerry Masslo nelle campagne di Villa Literno. L'associazione è poi stata guidata fino a qualche mese fa dal segretario Dino Frisullo, che purtroppo ci ha lasciato a giugno scorso. Anche DIno è sempre stato attivo sostenitore di proposte "ecumeniche" e non settarie a sinistra: qui a Roma, con Don Luigi Di Liegro, facevamo le battaglie insieme alla Caritas e ai centri sociali.

Purtroppo oggi la situazione è molto più frammentaria: ed è più difficile camminare insieme ai vari compagni di strada. Però sono convinta che oggi più che mai il dialogo sia la strada giusta per andare avanti e sperare di incidere anche in piccola parte su questo mondaccio.  Spero che presto ci potremo conoscere (se non mercoledì per l'Osservatorio, un'altra volta).

Un abbraccio

Alessia

 

 

Numerose sono state anche le richieste dall’Italia e dall’estero della tesi su Bonhoeffer: per ragioni di spazio si ritiene di non procedere alla pubblicazione delle relative richieste.

 

 

 

Carissime/i, scrivo per dare l'adesione all'iniziativa interreligiosa che si volgerà a Milano e in Israele il 22 dicembre. Sono stata contattata al telefono e non ricordo più il nome della persona che mi ha chiamato. Io sono Marinella Sanvito delle donne in nero di Milano, movimento impegnato da anni sulla questione della pace, specie per quanto riguarda la questione israelo-palestinese. Come già ho spiegato alla persona con cui ho parlato al telefono non potrò essere presente fisicamente al momento dela vostra marcia a Milano, ma ne ho parlato con le donne in nero milanesi e abbiamo deciso di partecipare alla proposta con un pensiero tutte quel giorno. Il gruppo comprende 20 donne. Allego la presentazione del movimento Donne in nero per cercare di raccontare il senso del nostro agire, auguro a tutte/i  pace, con affetto e gratitudine, Marinella Sanvito

Marinella Sanvito

Milano

 

 

"Dunque celebriamo la festa, non una festa profana, ma divina, non secondo le regole del mondo, ma secondo quelle al di sopra di questo mondo; non celebriamo una nostra festa, ma quella di colui che è nostro, o piuttosto, di colui che è nostro Signore.....E questo come avverrà? Non incoroniamo i vestiboli delle case con corone, non organizziamo danze, non adorniamo le strade, non pensiamo ad offrire banchetti ai nostri occhi o a incantare con i suoni il nostro udito.....Non infiacchiamoci con le vesti morbide e fluenti, il cui pregio maggiore è l'inutilità, con la trasparenza delle pietre preziose, con il luccichio dell'oro.....Non costruiamo tavole elevate proteggendo il nostro ventre sotto la tenda della mollezza. Non teniamo in gran conto il profumo dei vini, le ricercatezze della cucina.....Non diamoci da fare per superarci a vicenda in dissolutezza: infatti per me la dissolutezza è tutto ciò che è superfluo e inutile, mentre altri hanno fame e sono bisognosi, altri che sono nati dallo stesso fango e dalla stessa mescolanza nostra"

                                                    Gregorio Nazianzeno

Io ci credo ancora: un altro Natale è possibile!

A tutti voi un pensiero e un caro augurio di pace per queste feste.

 

Gianluca Alfieri

 

 

 

IRAQ: L'ASSOCIAZIONISMO E LA SOCIETA' CIVILE CONTRO L'OCCUPAZIONE
Inoltrata al Presidente della Camera la petizione popolare promossa dal Tavolo di solidarietà

E' stata consegnata agli uffici del Presidente della Camera dei Deputati la petizione popolare che richiede l'immediato ritiro dei militari italiani dall'Iraq.

La petizione, promossa dal Tavolo di solidarietà con le popolazioni dell'Iraq e corredata di decine di migliaia di firme di cittadini, ai sensi dell'art. 109 del Regolamento della Camera, dovrà essere sottoposta al vaglio della Commissione Esteri alla ripresa dei lavori parlamentari.

Oltre al ritiro del contingente, la petizione chiede la revoca della partecipazione italiana alla Coalition Provisional Authority, il ripristino della legalità internazionale con l'affidamento all'ONU della transizione e la formazione di un Governo iracheno legittimo, la promozione di iniziative umanitarie in coordinamento con le Agenzie delle Nazioni Unite, sino a che non sia stato formato un Governo iracheno legittimo.
Il nostro paese è a tutti gli effetti una "potenza occupante". I militari italiani, che agiscono senza alcun mandato ONU e quindi fuori dei limiti che la Costituzione italiana impone alle missioni fuori del territorio nazionale, sono esposti ogni giorno di più a pericoli gravissimi. La petizione riflette la crescente disapprovazione dell'opinione pubblica alla partecipazione italiana all'occupazione dell'Iraq e il Parlamento dovrà tenerne conto.

Roma, 22 dicembre 2003

TAVOLO DI SOLIDARIETA' CON LE POPOLAZIONI DELL'IRAQ
Via della Guglia 69/a - 00186 - Roma tel. 066780808; mail to: info@...
Ufficio stampa Emanuela Del Frate 338.3867782

 

 

 

 

 

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Da “Nessuno tocchi Caino”

 

IN CINA I VEICOLI FIAT DIVENTANO CAMERE DELLA MORTE

19 dicembre 2003: la Corte Suprema cinese ha esortato le corti del paese ad equipaggiarsi con speciali furgoni per le esecuzioni, su cui si possano giustiziare i criminali immediatamente dopo la condanna, ha detto giovedì un ufficiale giudiziario, riportato dalla Afp.

Il quotidiano Pechino News ha riportato che l’alta corte della provincia di Liaoning ha recentemente comprato un veicolo del genere per 400.000 yuan (48.300 dollari). “In seguito alle raccomandazioni della Corte Suprema, le corti di molte province hanno acquistato questi furgoni,” ha dichiarato un funzionario del dipartimento di polizia. Le grandi città hanno luoghi fissi per compiere le esecuzioni ma per i piccoli centri servono i furgoni equipaggiati per le iniezioni letali.”

I furgoni sono prodotti nella città di Nanjung dall’IVECO, un ramo della FIAT.

Nessuno tocchi Caino chiede pubblicamente alla FIAT se sia al corrente che quanto produce in Cina viene usato come celle della morte e se non ritenga improrogabile rimediare a questo usando i potenti mezzi a sua disposizione per promuovere la circolazione oltre che degli autoveicoli anche di una campagna per fermare la mano del boia.

Per saperne di piu' : http://www.taipeitimes.com/News/world/archives/2003/12/23/2003084622

 

 

 

Caro maurizio,

grazie per il gradito regalo anche se, come sempre, immeritato.

Il premio andava spedito a tale Matteo, ebreo coraggioso, che non censurava il "passato" un pò eretico e poco ortodosso del suo maestro.

Buon anno.

Federico Zanda

 

 

 

Gentile Maurizio Benazzi,

 

ben volentieri cercherò di rispondere alla sua richiesta. Conosco di prima mano certe ansie che respiro direttamente in alcuni ambienti ortodossi. La prego, tuttavia, di lasciarmi qualche giorno di tempo per preparare un intervento un po' accurato.

 

Per quanto riguarda la pneumatologia a suo tempo ho avuto modo di seguire l'argomento e credo che, se non è affrontato con un po' di proprieta', si finira' per fare l'ennesimo pasticcio.

Io stesso ho dovuto penare per qualche anno nel tradurre studi inediti di patrologi ortodossi seri per venirne fuori. Vedremo se, anche per questo argomento, potro' comporre qualcosa di accessibile e documentato.

Distinti saluti.

 

Pietro Chiaranz

 

 

 

 

Carissimi, eccovi in esclusiva su Megachip (www.megachip.info)  l'intervista a Marco Travaglio. Buone feste!
Davide Pelanda & Chiara Giacometti

 

 

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RIPRENDONO I CORSI DI TERRA DI DANZA 2004

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DOMENICA 11 GENNAIO 2004
Palestra Parrocchia S. Bartolomeo - Via Freddi


dalle ore 15,00 alle 16,00 danze per bambini
   
dalle ore 16,00 alle 17,30 danza mediorientale

 

Rotazioni e fluttuazioni, eleganti movimenti ondulatori armoniosamente uniti
a vibrazioni incalzanti, passi energici e coinvolgenti.
Un¹opportunità per sciogliere, nella magia della danza, tensioni e rigidità psico-fisiche.
Il corso spazierà dalla danza tradizionale egiziana e del maghreb
alla danza orientale creativa, nuovissima concezione
della danza orientale arricchita da elementi contemporanei.

dalle ore 17,30 alle 18,30 danze celtiche

 

Danze inglesi, scozzesi, irlandesi, gallesi


REGGIO EMILIA
Palestra Scuola elementare Marco Polo
Via Medaglie d'oro della Resistenza


Danze etniche da tutto il mondo
Martedì dalle ore 19,30 alle ore 21
- livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 13 Gennaio al 16 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo all'1 Giugno 2004
Giovedì dalle ore 18 alle ore 19,30 - livello di base
Giovedi dalle ore 19,30 alle ore 21 - livello principiante/intermedio
II CORSO: dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
III CORSO: dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004

Danze celtiche
Martedì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principianti
Dal 13 Gennaio al 16 Marzo 2004

Danze ebraiche
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello intermedio
Dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
Martedì dalle ore 21 alle ore 22,30 - livello principianti
Dal 23 Marzo all'1 Giugno 2004

NOVITA'
Palestra Parrocchia S. Bartolomeo - Via Freddi
Danza mediorentale
Venerdì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principianti
I CORSO: dal 16 Gennaio 2004

SECONDO CORSO DI DANZA ETNICA
PER BAMBINI
Mercoledì dalle ore 17 alle ore 18,30
- per bambini della scuola elementare
Dal 7 Gennaio 2004

ROLO (RE)
Scuola media I. Calvino - Via G. Galilei
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 20,30 alle ore 22 -
livello principiante
II CORSO: dal 28 Gennaio 2004

MODENA
Palazzetto Anderlini - Via Schiocchi 106
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 19,30 alle ore 21
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004
Danze ebraiche e non solo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

CARPI
Palestra scuola elementare L. da Vinci - Via G. Doria
Danze celtiche e non solo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principiante
Dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principiante/intermedio
Dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

SPEZZANO DI FIORANO
Teatrino di Crociale
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 18 alle ore 19,30
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

MIRANDOLA
Palestra Scuola media - Piazza Garibaldi
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 18,30 alle ore 20
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
Danze ebraiche
Mercoledì dalle ore 18,30 alle ore 20
- livello principiante
Dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004


PARMA
Palestra di Via Giacopelli (zona Montanara)

Danze ebraiche e non solo
Lunedì dalle ore 18 alle ore 19,30
- livello principiante/intermedio
II CORSO: dal 12 Gennaio al 15 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo al 31 Maggio 2004

Danze etniche da tutto il mondo
Lunedì dalle ore 20 alle ore 21,30 - livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 12 Gennaio al 15 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo al 31 Maggio 2004
Giovedì dalle ore 19,30 alle ore 21 - livello principiante
II CORSO: dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
III CORSO: dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004

Danze celtiche e non solo
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30 -
livello principiante/intermedio
Dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004

Danze etniche da tutto il mondo
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30 - livello principiante/intermedio
Dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004


Se volete ulteriori informazioni scriveteci info@... o telefonateci 0522/371698

 


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